Le Mans '66 - La Grande Sfida, la recensione

Le Mans '66 - La Grande Sfida è un film dal ritmo serrato che, nonostante le due ore e trenta di durata, vi terrà incollati alla poltrona grazie ad una storia di rivalsa e un cast eccezionale

di / 19.11.2019
Le Mans '66 - La Grande Sfida, la recensione

Diretto da James Mangold e presentato al Festival di Toronto dove ha fatto impazzire la critica, Ford v Ferrari - che in Italia esce con il titolo Le Mans '66 - La Grande Sfida - è una pellicola che parla di motori: non solo quelli automobilistici, ma anche quelli che, ogni giorno, ci danno la spinta per andare avanti e affrontare una vita che non sempre è disposta a realizzare i nostri sogni.

La storia è quella di due colossi che si scontrano e che si dichiarano guerra a distanza. Da una parte Enzo Ferrari (Remo Girone), con la sua tradizione da macchine da corsa, dall'altra Henry Ford II (Tracy Letts), che vede l'azienda di suo padre subire un rallentamento e che, per questo, cercherà di ridare lustro alla sua fabbrica Ford, su consiglio di Lee Iacocca (Jon Bernthal) che suggerirà di provare a costruire una macchina abbastanza valida per correre nel circuito di Le Mans. Per realizzare questo obiettivo, Ford chiederà aiuto all'ex pilota Carroll Shelby (Matt Damon), già vincitore di un'edizione di Le Mans. Al team si aggiungerà anche Ken Miles (Christian Bale), pilota e migiore amico di Carroll, con un carattere difficile ma una conoscenza quasi infinita del mondo delle macchine da corsa.

A leggere 153 minuti sulla scheda di Le Mans '66 - La Grande Sfida si prova subito il terrore di avere a che fare con una pellicola che tendi ad allungare il proverbiale brodo per raccontare ogni dettaglio di questo biopic che biopic non è. In questi ultimi tempi, infatti, sembra che le durate dei film si siano allungate, senza spesso tener conto dell'importanza del ritmo e che a volte tagliare è molto meglio che inserire ogni singolo pezzo del puzzle. Fortunatamente Ford V Ferrari non è un film che cade in questo tranello.

Nonostante la durata che potrebbe scoraggiare i meno coraggiosi, il film di James Mangold è un prodotto che scivola via con la stessa velocità delle macchine messe in campo. Il regista riesce dunque a calibrare bene le corse automobilistiche, l'invenzione della macchina perfetta e il lato più umano dei personaggi, dal matrimonio di Ken con Mollie (la Catriona Balfe di Outlander), all'amicizia tra Ken e Carroll, passando anche per le scelte più che discutibili del team Ford, prime tra tutte quelle prese da Leo Beebe (Josh Lucas).

Le Mans '66, dunque, diventa un film che parla direttamente al lato più selvaggio dell'esperienza spettatoriale, quella che si lascia trascinare in un racconto di crescita e rivalsa, dove gli obiettivi apparentemente impossibili passano attraverso le mani di persone straordinarie, personaggi pieni di sfumature e difetti che, tuttavia, hanno quel quid che permette loro di entrare a fare parte della storia e lasciare il proprio nome negli almanacchi della Storia.

Siamo dunque davanti ad un film che ad un ritmo perfettamente cadenzato, che procede quasi per atti come una delle più classiche tragedie shakespeariane, contrappone anche momenti più lenti: momenti che sono paragonabili a quella frazione di secondo quando il piede lascia l'acceleratore per poter salire di marcia. Momenti quasi sospesi tra due emozioni più forti, tra rivelazioni e intrecci che portano il pubblico a provare uno spettro piuttosto ampio di emozioni e sentimenti, che vanno dalla commozione verso coloro che non si arrendono davanti alla possibilità di realizzare un sogno, alla rabbia verso coloro che, nei sogni, vedono solo l'incisione del simbolo dei dollari che possono guadagnare.

Ma Le Mans '66 - La Grande Sfida è anche un film che piacerà agli appassionati di corse automobilistiche per tutte le parti più "tecniche" legate alla costruzione della Ford GT40, che decise di sfidare la più nota Ferrari. Va però anche detto che, per come è costruito il film, vivrete un'esperienza molto più profonda e partecipata se non siete a conoscenza degli eventi che caratterizzarono il circuito di Le Mans' nell'ormai lontano 1966. Non tanto - o comunque non solo - per l'effetto sorpresa, ma quanto per la tensione che solo il non conoscere l'esito degli eventi potrà trasmettervi.

Detto questo, Le Mans '66 - La Grande Sfida è assolutamente un film da non lasciarsi sfuggire e che è sorretto da un cast veramente eccezionale che, davanti la macchina da presa, da il meglio di sé. Christian Bale, nascosto dietro un accento britannico e un aspetto fisico che sembra legarlo lontanamente al personaggio di Dicky Ward di The Fighter, si apre una possibilità per strappare una nomination ai prossimi Academy Awards.

Valutazione di Erika Pomella: 8 su 10
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