Luca film Disney Pixar

Luca, la recensione del nuovo film Pixar ambientato in Italia


'Luca' è un film che omaggia l'Italia e l'amicizia, che racconta il percorso di una formazione di un bambino dalla doppia anima e del suo migliore amico

di / 19.06.2021
Luca film Disney Pixar

A dieci anni precisi dallo splendido cortometraggio Luna, Enrico Casarosa - ligure d'origine, ma ormai impiantato nella fabbrica dei sogni di Hollywood - si mette dietro la macchina da presa per dirigere Luca, lungometraggio che ha appena fatto il suo debutto su Disney Plus e che è ambientato in un fantasioso paesino delle Cinque Terre, sotto un cielo sconfinato e un mare che nasconde un altro mondo. Ed è in questo "altro" mondo che vive Luca, un "mostro marino" che subisce il fascino della superficie, di quella terra così vicina e che pure, a causa dell'apprensione dei suoi genitori, sembra più lontana che mai. Tuttavia un giorno il bambino incontra Alberto, un suo coetaneo abitante degli abissi che, ormai da tempo, vive in superficie. Questo perché i mostri marini, una volta lontani dall'acqua, assumono fattezze umane. Come un moderno - e più positivo - Lucignolo, Alberto spinge Luca nel suo personale paese dei balocchi. E qui Luca scoprirà le bellezze della superficie e, soprattutto, vedrà per la prima volta una vespa, mezzo di trasporto di cui si innamorerà al punto di scegliere di competere in un concorso a Porto Rosso, nella speranza di vincere il premio in denaro e usarlo per comprare una vespa.

Luca di Enrico Casarosa è tantissime cose insieme. È la dichiarazione d'amore di un regista per una terra che si è lasciato alle spalle ma che non ha mai abbandonato. Uno status che si evince anche dall'accortezza usata dal regista nel trattare gli stereotipi legati al nostro stivale. Luca , infatti, non è esente da una certa semplificazione di alcuni tratti italici - come il villain che gesticola con quelle movenze che gli americani hanno sempre "affibbiato" agli italiani -; eppure questo ricorso allo stereotipo il più delle volte non dà fastidio, perché si poggia su realtà ineccepibili. L'amore degli italiani per la pasta, al punto da farne un culto. Il calcio giocato già da bambini, nelle piazzette sorvegliate dagli anziani del luogo, che chiacchierano all'ombra. In questo senso si può dire che il regista usa delle verità radicate nella nostra cultura per rendere ancora più verosimile il world building intorno alla sua storia, per dare concretezza al racconto di formazione che ha scelto di portare sullo schermo.

Perché Luca è anche - e soprattutto - la storia di un ragazzino che deve imparare a conoscere se stesso e le proprie potenzialità, ma anche il mondo che si distende fuori dalla sua comfort zone. Lo spettatore si trova dunque davanti un film che parla di integrazione e che, come spesso accade nella narrazione Pixar, ha molto a che fare con l'idea della diversità vista non come tratto da abbattere, ma come ricchezza da assaporare e da condividere. In questo, il film di Enrico Casarosa si inserisce perfettamente nel tipo di narrazione scelto e riflette molto sulla tematica del mostro, riportandola alle radici latine della parola stessa, dove il monstrum era una creatura da mettere in mostra, da osservare e dalla quale lasciarsi irretire.

Ancora, Luca è un film pieno zeppo di omaggi e di rimandi cinematografici che di certo faranno la gioia dei cinefili più accaniti. Dal già citato Pinocchio passando per il più banale collegamento a La sirenetta, Luca omaggia varie opere cinematografiche: da Aladdin a Il mostro della laguna nera, da Alla ricerca di Nemo arrivando fino a Ladyhawke. C'è tantissimo cinema in questo film che, come molto spesso accade, non parla solo a un pubblico giovane, ma abbraccia ogni fascia d'età, creando un racconto che travalica ogni confine e ogni limite.

Soprattutto, però, Luca è un grandioso manifesto dell'amicizia. Valore, quest'ultimo, che ha sempre trovato spazio nel mondo della Disney e della Pixar e che pure in Luca sembra raggiungere le sue vette più alte. È la storia di due coetanei che sono circondati dai colori e dalla leggerezza di quelle estati pre-adolescenziali dove tutto è meraviglioso, tutto è una sfida e una scoperta. Le estati delle prime notti passate a contare le stesse, a guardarsi intorno alla ricerca di una nuova strada da percorrere, senza necessariamente dover rinunciare a quella magia e a quell'innocenza che molto spesso l'adolescenza divora con i suoi primi turbamenti. È la storia di due ragazzi che fanno amicizia per caso, ma che proprio su quella fatalità costruiscono il loro futuro e le basi di un rapporto perfetto, a tratti struggente. Quel tipo di rapporto che ti spinge a fare ciò che ti spezza il cuore solo perché sai che farà felice il tuo migliore amico. Quel tipo di rapporto che a volte rasenta la gelosia e che pure è fatto di ricordi, di giochi, di avventatezza. Quel tipo di amicizia che ti insegna a mettere a tacere la tua paura, che ti invoglia ad avere più fiducia in te: quel tipo di amicizia che ti fa uscire dalla tua isola, per parafrasare Luca.

Valutazione di Erika Pomella: 8 su 10