Mid90s

Mid90s, la recensione (Berlinale69)



In concorso nella sezione Panorma della Berlinale, Mid90s segna il debutto alla regia dell'attore Jonah Hill.

di / 11.02.2019
Mid90s

Los Angeles, metà anni '90. Stevie è un tredicenne che vive con la giovane madre e il fratello adolescente in un piccolo appartamento dove, per la maggior parte del tempo, trascorre le giornate in solitudine. Stevie non ha delle passioni in particolare e quindi "ruba" al fratello Ian alcuni oggetti per sentirli in qualche modo vicini. Così, quando è da solo, il ragazzo si rifugia nella camera del fratello per ascoltare cd, cassette, indossare i suoi cappellini e toccare le sue scarpe da ginnastica. La solitudine lo sta dilaniando talmente tanto che istiga Ian in qualsiasi modo pur di farsi rincorrere per la casa e lasciarsi picchiare violentemente. Quando non sono gli altri a fargli del male è lui stesso che cerca una qualche sensazione provocandosi ferite o dolore. Sull'orlo del precipizio incontra un gruppo di skater adolescenti che passano le giornate tra un negozio di magliette e di skateboard e sulla strada per fare pratica. È con loro che Stevie conosce l'amicizia e si avvicina alla vita vera, quella vissuta e piena di problemi e ostacoli da superare ma sarà anche con loro che arriverà al punto di svolta facendo capire alla madre che loro sono tra quelle poche persone che veramente tengono a lui e che contano qualcosa.

Jonah Hill debutta alla regia con questo film molto personale e vissuto. Dalla scelta di utilizzare una pellicola 16mm a grana grossa ci fa capire che vuole che lo spettatore entri in contatto il più possibile con Stevie e con i problemi che un qualsiasi pre-adolescente potrebbe affrontare. Sentiamo le percosse, le cadute, il linguaggio slang tipico dei ragazzi di strada ma anche il dolore e la voglia di Stevie di contare veramente per qualcuno. Le immagini girate da Hill sono molto vicine ai filmati di famiglia che chiunque potrebbe conservare in un qualche scatolone in soffitta ed è per questo che la vicenda di questo gruppo di ragazzi potrebbe sembrare un episodio di vita di qualsiasi persona. Mid90s non nasconde niente al pubblico; si confessa e si palesa per quello che è, mostrando tutto quello che può di un epoca non così lontana ma neanche troppo vicina ad oggi. L'alcool, le sigarette, la droga, la violenza e il sesso sono presenti nella vita di Stevie allora così come ci sono oggi. Mid90s è un film capace di riflettere sul presente parlando del passato e lo fa scegliendo un protagonista del tutto particolare ma con un background che parla di un'epoca tramite simboli che subito associamo a quegli anni. È così che la pellicola in grana grossa bene si accosta alla musica hip hop anni '90 e le videocamere a cassetta costituiscono una testimonianza perfetta che, infatti, sarà protagonista del finale del film. Ma questa particolare operazione di riesumazione di icone non è finalizzata solamente all'ormai consolidata "operazione vintage" del cinema, anzi. Jonah Hill e il suo team hanno realizzato una piccola perla nel panorama cinematografico contemporaneo e sarà forse solo il punto di partenza di una ripresa in considerazione degli anni '90 dopo il successo che hanno avuto al cinema, e non solo, i ruggenti anni '80.

Se la confezione appare quindi molto accurata e rispettosa di un'epoca e di una cultura particolare, appare meno solido e lineare qualche aspetto tecnico inerente al montaggio, alla sceneggiatura e al casting dei personaggi secondari. Se in alcuni punti l'editing è innovativo e stupefacente, in altri casi l'audacia con cui si presta ad accostare determinate inquadrature appare fastidiosa e poco gradevole tanto da disturbare la percezione del dialogo cui stiamo assistendo, uno dei pochi d'altronde che ascolteremo tra i tre membri della famiglia. Anche la sceneggiatura, seppur da apprezzare per la sincerità dei dialoghi e il gergo utilizzato per rappresentare il gruppo di ragazzi, nel complesso della narrazione sembra mancare di qualcosa, soprattutto nel motivare i dissidi famigliari che Stevie sta vivendo. Se tutto il gruppo dei ragazzi risulta ben amalgamato e omogeneo nel suo insieme, il personaggio di Ian è invece poco rappresentativo. Un giovane attore del calibro di Lucas Hedges in questo ruolo sembra sprecato, la sua reputazione mette in attesa il pubblico ma il suo ruolo sarà sempre marginale e silenzioso. Il personaggio di Ian appare poco nel corso del film e forse sarebbe stato più consono affidare questa parte a un attore poco conosciuto così come lo sono gli altri membri del cast del film.

Mid90s è stato presentato in concorso nella sezione Panorama della 69esima edizione della Berlinale. 

Valutazione di Erica Nobis: 8 su 10