Mirai, recensione del film d'animazione di Mamoru Hosoda



Mirai racconta la storia di un bambino di quattro anni, Kun, che affronta l'arrivo della nuova sorellina Mirai nella sua vita.

di / 17.10.2018
Mirai, recensione del film d'animazione di Mamoru Hosoda

Kun, un bambino di quattro anni, vive un'esistenza felice con la sua famiglia nella casa progettata dal padre architetto. Tutto sembra procedere al meglio per il viziato bambino sino a quando arriva in casa un nuovo membro della famiglia: la sorellina Mirai. Sin da subito Kun non sembra accogliere di buon grado la piccola perché nota delle disattenzioni da parte dei genitori nei suoi confronti. Il loro rapporto inizia a cambiare solo dopo vari viaggi immaginari che Kun fa nel giardino della sua casa. In questi momenti il bambino riuscirà ad incontrare tutti i membri del suo nucleo famigliare e a capire il vero significato della parola "famiglia".

Miraisi prefigura essere un film formativo, che rivela a Kun e allo spettatore che, per comprendere al meglio i comportamenti altrui, in questo caso dei famigliari, bisognerebbe sapere quello che è stato il passato di queste persone. Kun, alla tenera età di quattro anni, ha la fortuna di incontrare i fantasmi del passato e, grazie a loro e alle loro storie, riuscirà a formare un legame indissolubile con l'ultima arrivata, Mirai, e a comprendere anche il comportamento dei suoi genitori. Assimilando una serie di informazioni sui membri della sua famiglia riuscirà anche a capire meglio anche alcuni suoi comportamenti e ad essere consapevole della sua persona. 

È interessante come il regista Mamoru Hosoda riesca ad immaginare perfettamente quella che potrebbe essere la mentalità di un bambino di quattro anni ed è ancora più strabiliante come lui riesca a dipingere un mondo al confine tra realtà e immaginazione. Il finale è sicuramente la parte più apprezzabile del film dal punto di vista della trama che mette in atto. Infatti, la maggior parte della durata del film si concentra sul difficile rapporto tra Kun e Mirai chiamando in causa avvenimenti molto realistici ma forse troppo ripetitivi. Il problema di questo film è infatti la narrazione ridondante, fatto che potrebbe annoiare il pubblico facilmente. Ci sono anche alcuni episodi e alcuni personaggi che vengono introdotti per poi finire nell'oblio o comunque rimanere in secondo piano rispetto allo sviluppo della storia. 

Resta il fatto che Miraiè sicuramente un film per adulti più che per bambini. È infatti difficile che un bambino di quattro anni riesca a percepire la difficoltà del rapporto tra fratello e sorella e, soprattutto, risulterebbe ancor più complicato cercare di far comprendere l'importanza della consapevolezza del passato a un'età ancora così infantile.

Valutazione di Erica Nobis: 7 su 10
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