La Signora Harris Va A Parigi

Mrs. Harris goes to Paris, la recensione del gioiello della Festa del Cinema di Roma


Primo colpo di fulmine alla Festa del Cinema di Roma, 'Mrs. Harris goes to Paris' è una commedia deliziosa che ci ricorda quanto sia importante proteggere i nostri sogni

di / 18.10.2022
La Signora Harris Va A Parigi

Tra i titoli presentati nella sezione Gran Public della diciassettesima edizione della Festa del Cinema di Roma una menzione d'onore va fatta senz'altro al film Mrs. Harris goes to Paris, diretto da Anthony Fabian, che arriva al cinema il prossimo 17 novembre con il titolo La signora Harris va a Parigi. Si tratta della trasposizione del romanzo omonimo firmato da Paul Gallico e già diventato una serie tv di inizio anni '90 che vedeva come protagonista la compianta Angela Lansbury.

La trama del film inizia nel dopoguerra quando Ada Harris (Lesley Manville) scopre di essere una vedova di guerra. Nonostante il lutto, però, Ada non perde né la sua voglia di vivere ne quella sua bontà d'animo che la rende una persona meravigliosa, a cui nessuno riesce a resistere. La donna si sostiene facendo la donna delle pulizie e un giorno, mentre è a servizio da una ricca quanto taccagna duchessa, vede e si innamora di un vestito firmato Dior. Grazie all'aiuto di alcuni amici, Ada riesce a mettere da parte il denaro necessario per andare a Parigi e comprare l'abito dei suoi sogni. Nella Ville Lumiere, tuttavia, a causa di un'incomprensione, si trova non in negozio, ma nella Maison Dior, dove un'arcigna direttrice (Isabelle Huppert) cerca di cacciarla. Ma il carattere di Ada è tale che non solo viene invitata alla sfilata, ma vivrà una vera e propria favola tra le rue della città francese.

Mrs. Harris goes to Paris è uno di quei film pensati per fare bene al cuore. Allegro, ottimista e pieno di una sagace ironia, la pellicola rientra senza sforzo in quella sfera di prodotti d'intrattenimento che sono tanti cari in quel di Hollywood. Una commedia in qualche modo sognante e consolatoria, che associa una splendida messa in scena (compresi i costumi, ça va sans dire) a un senso di fascinazione nostalgica per la Parigi che si trova solo sul grande schermo, e che nel corso dei decenni è stata il faro di moltissime pietre miliari del cinema, come Casablanca e Sabrina. Al centro del racconto, però, non c'è una storia d'amore, né struggente né piena di quel brio delle commedie della Hollywood d'oro. Al contrario il vero cuore di questa storia è la sua protagonista: una donna del ceto medio basso che non si fa mettere in ginocchio dalla vita, ma che, al contrario, continua a combattere. La sua resistenza, però, non è data da colpi duri o da un fare belligerante: Ada Harris combatte con la generosità che la contraddistingue e con quel suo carattere un po' naive che la fa sembrare un'ingenua adolescente alla scoperta del mondo.

Con una fotografia che vira alle tonalità calde e avvolgenti e una colonna sonora leggera ed elegante. Mrs. Harris goes to Paris è un inno all'importanza dei sogni e a come sognare - finanche a occhi aperti - è ciò che ci caratterizza come esseri umani e che da il senso allo sforzo quotidiano di uscire dal letto e affrontare la vita. Moderna Cenerentola che non ha bisogno di un principe azzurro, Ada Harris è un personaggio estremamente positivo, ma mai stucchevole, che non cade nella trappola della retorica grazie all'uso sapiente dell'ironia e di un tono brioso che rende il film una commedia non solo deliziosa, ma anche e soprattutto imperdibile.

Valutazione di Erika Pomella: 8 su 10