Neve Nera
Neve Nera

Neve Nera, recensione del film


Nel contrastante contesto visivo di un candido pallone della neve inglobato da una fitta foresta nera si presenta il film di Martin Hodara che ci porta in una drammatica storia familiare in salsa noir.
Voto: 7/10

Il candido pallone della neve inglobato da una fitta foresta nera. In questo contrastante contesto visivo si presenta "Neve Nera", film del regista argentino Martin Hodara, che ci trascina in una drammatica storia familiare in salsa noir. Marcos e sua moglie Laura devono tornare in Argentina, nella fredda Patagonia, a causa dell'improvvisa morte del padre. Qui il passato assalirà quel che rimane di una famiglia sfaldata dalla malattia mentale, per ciò che riguarda sua sorella Sabrina, e dall'accusa mossa a Salvador, reo di aver ucciso in giovane età il loro fratello più piccolo Juan durante una battuta di caccia. 

Parallelamente, ci sono pressioni da parte di Marcos nei confronti di Salvador per far vendere il terreno lasciato in eredità ai figli dal padre ad una cifra da capogiro. La misantropia e la solitudine di Salvador sarà un muro invalicabile per Marcos che rivedrà i fantasmi di un tempo riapparire, trascinando tutti in una spirale di rabbia repressa che finalmente troverà sfogo, insieme alla verità. Il ricordo raffiora attraverso flashback di momenti che si legano in maniera indissolubile ai luoghi, gestiti con enorme sapienza da Hodara, "Neve Nera" riesce ad evidenziare la solitudine dei componenti di una famiglia spezzata, soggiogata da un'educazione militare ai limiti dell'abuso. Tre persone che reagiscono in maniera differente ad un qualcosa che sanno gestire e che inevitabilmente li porterà in un silenzio perenne che racchiude in sè stesso la repressione di un odio collettivo. Magistrale il piano sequenza che raccorda il presente con il passato grazie ad un contrappunto che trasforma un fuoco schioppettante nel rumore di frustate. Un passato indissolubile che volente o nolente non abbandonerà mai una famiglia fatta di segreti e silenzi e con un costante dualismo tra vittima e carnefice in costante cambiamento. 

Vi è un delitto, non vi è un castigo immediato. Probabilmente ci sarà, o così possiamo immaginare con quel falso happy ending che non lascia ben presagire ciò che potrà accadere dopo e che non ci è dato sapere. Hodara costruisce un film che rimanda moltissimo al thriller nordeuropeo come "Il Senso di Smilla per la Neve" e dove il perturbante si percepisce senza mai essere eccessivo o invadente. Si percepisce il disagio di Marcos di fronte alla follia di Sabrina, l'odio di Salvador nei confronti del fratello e della sua famiglia perfetta che sta costruendo ma soprattutto si nota l'incomprensione di Laura nei confronti di una situazione estraniante e che la porterà ad indagare, portando lo spettatore ad immedesimarsi in lei. "Neve Nera" è un film che sa come disegnare un dramma familiare mescolandolo con il noir dove i buoni non vincono perchè non esistono.

Valutazione di redazione: 7 su 10
Neve nera
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