Nikola Tesla - The Man from the future, recensione del corto in arrivo su RayPlay

Dopo essere passato ad Alice Nella Città, su RaiPlay arriva il cortometraggio di Alessandro Parrello sulla figura di Nikola Tesla, in cui scienza, immaginazione e paura cooperano alla costruzione di un ritratto emotivo e pieno di riflessioni

di / 30.10.2020
Nikola Tesla - The Man from the future, recensione del corto in arrivo su RayPlay

Già passato ad Alice nella Città, sezione autonoma della Festa del Cinema di Roma, Nikola Tesla - The Man from the future è un cortometraggio di circa quindici minuti diretto, scritto e interpretato da Alessandro Parrello. Il film arriverà a Novembre su RayPlay, sia nella versione cinematografica tradizionale, sia in VR 3D su Rai Cinema Channel VR, in un'esperienza decisamente immersiva, realizzata attraverso una tecnica 3D a 10 camere che permette di vivere la storia attraverso il suo stesso protagonista.

Come è facilmente intuibile dal titolo, Nikola Tesla - The Man from the Future racconta, come in una parentesi, l'alito immaginifico di uno scienziato come Tesla che è riuscito in qualche modo a imbrigliare l'impossibile e a renderlo fruibile, portando un cambiamento nella storia dell'umanità grazie alla sua corrente alternata.

Il cortometraggio è stato realizzato portando in scena degli effetti resi possibili portando sul set una vera bobina di Tesla, proprio per ricreare lo stesso effetto "magico" che Tesla ha visto, compreso e presentato al pubblico. Nikola Tesla - The Man From the Future, realizzato completamente in lingua inglese, è un piccolo gioiello che insiste tanto sulla forza dell'immaginazione quanto su come il futuro non sia altro che una nuova realtà a portata di mano."La scienza è la magia più reale che l'uomo possa manipolare," dice il Tesla di Parrello, il che sembra creare un ponte tra le idee pre-illuminismo, in cui tutto ciò che era inspiegabile era magico, in cui la scienza era solo l'ennesimo volto della magia e quindi condannabile, e l'era del progresso, in cui questo concetto rimane invariato, perché a cambiare è la prospettiva. La scienza è ancora una forma di magia, ma stavolta non da perseguire con fiaccole e forconi, ma da accettare con gli occhi sgranati di un bambino che va incontro alla meraviglia e alla scoperta e, dunque, verso il futuro.

Ma nella breve durata del suo film, Alessandro Parrello riesce anche a inserire una riflessione mai scontata su come il progresso porti con sé anche una dose di spavento: di come l'uomo, che ha elevato torri e scenari impossibili, sia sempre in qualche modo restio ad accettare un cambiamento. "Ciò che l'uomo non comprende, l'uomo nega," spiega il protagonista. Lo vediamo nel personaggio di Edison (Sean Buchanan), uno scienziato che, in egual modo, non riesce a uscire dalla sua forma mentis, da un'idea ormai prestabilita, come se le innovazioni fossero ormai iscritte nella pietra e quindi immutabili. "Il mondo non è mai pronto per i grandi cambiamenti," e il regista lo spiega bene, mostrando una piccola folla di persone che attende il compiersi della visione di Tesla con uno scetticismo che sembra riempire la sala come un personaggio aggiunto.

La forza di Nikola Tesla - The Man From The Future sta proprio in questa capacità di scrittura che, mentre delinea il ritratto di un personaggio che è stato in grado di lasciare traccia del proprio passaggio nel mondo, riesce anche a parlare al mondo attuale, quello dove la paura è ancora il dittatore più crudele da sconfiggere e l'immaginazione resta in qualche modo imprigionata in pregiudizi e preconcetti che la Storia non ci ha ancora insegnato a lasciarci alle spalle. Molto bella anche la resa tecnica, con un'oscurità soffusa su cui si spande l'elettricità e la luce di Tesla. A questo, naturalmente, si aggiunge un ottimo cast: oltre i già citati ricordiamo anche Ross McCall nei panni di George Westinghouse e Federico Ielapi del Pinocchio di Matteo Garrone che presta il volto a un giovanissimo Tesla, con gli occhi rivolti verso il cielo e una saetta ad accendergli l'immaginazione.

Valutazione di Erika Pomella: 8 su 10
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