Papa Francesco, un uomo di parola: la recensione



Uno sguardo superpartes che però è una vera e propria elegia parziale, che racconta i cambiamenti fondamentali di un'istituzione importante.

di / 25.09.2018
Papa Francesco, un uomo di parola: la recensione

Dopo gli acclamati Pina 3D e il famosissimo Buena Vista Social Club, Wim Wenders torna al documentiario portando in scena una figura molto particolare, quella del Papa. Il suo pontificato ancora in corso sta rappresentando una svolta tout court nella Chiesa cattolica, e come istituzione politica e come istituzione religiosa. Sei anni di radicali cambiamenti progressivi e progressisti grazie ad un carisma rivoluzionario di una figura ecclesiastica che "ti guarda negli occhi". Ed è proprio questa la cosa che ha colpito il regista, come ci dice durante la conferenza stampa. Una persona che nonostante la sua massima carica rimane comunque umile, anche a costo di farsi nemici interni. Il documentario si apre con una breve introduzione su quel Santo che in quel di Assisi compì un gesto rivoluzionario. E per chi non l'avesse capito, stiamo parlando proprio di San Francesco. Perché "Papa Francesco, Un Uomo di Parola" si apre e si chiude proprio con alcuni spezzoni che ripropongono alcuni momenti della vita del Santo. Ed i parallelismi, a partire dal nome ecclesiastico scleto, si susseguono dall'inizio alla fine. Wenders racconta le parti salienti dei suoi sei anni di pontificato, ponendo l'accento in particolare sull'aspetto climatico. Mai prima d'oggi un pontefice aveva parlato del clima e dei suoi cambiamenti.

L'allora Cardinale Beroglio si mette di fronte alla telecamera dicendo la sua su molti aspetti, ripetendo quanto detto durante la sua enciclica e durante i suoi discorsi davanti a tutte le potenze mondiali. Dal congresso USA agli incontri con gli esponenti di Israele e Palestina. Un conduttore di pace, una persona capace di arrivare a tutti. La genesi di questo documentario è molto interessante. Durante la conferenza stampa, Wenders ha raccontato di come questo era un semplice concept all'inizio e di come sia stato lui a scriverlo e produrlo. Proprio lui, uno dei maggior esponenti del Neue Deutsche Kino che da sempre ha raccontato i tormenti interiori dell'uomo. Proprio lui, dichiarato eucumenico che nel 1968 si allontanò dalla Chiesa. Uno sguardo superpartes che però è una vera e propria elegia parziale, che racconta i cambiamenti fondamentali di un'istituzione importante. E forse è proprio questo il problema che lega il documentario all'autorialità di Wenders. C'è ma la sua mano non si vede, né nella scrittura né nella regia. Se non in quei rari momenti dove la camera scruta le reazioni ed i volti delle persone che ascoltano Papa Francesco. Difficile dare un giudizio critico oggettivo, privo di influenze ideologiche. Questo documentario molto probabilmente sarà una "manna dal cielo" per chi stima Papa Bergoglio, un po' meno per chi invece ha un'idea del tutto diversa rispetto la Chiesa Cattolica.

Valutazione di Lorenzo Pietroletti: 6 su 10
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