Passengers, la Recensione

Fantascienza, suspense e romanticismo nel nuovo thriller con protagonisti Chris Pratt e Jennifer Lawrence, avvincente con qualche pecca.

Durante queste festività natalizie, uno dei titoli proposti in sala è Passengers, blockbuster fantascientifico che vede protagonisti due delle star del momento: l'attivissima Jennifer Lawrence, e Chris Pratt, il quale, al centro di due franchise d'azione come Jurassic World e Guardiani della galassia, è ormai uno dei nomi di punta per i ruoli del genere.

La storia è ambientata a bordo della navicella spaziale Avalon, in viaggio verso un pianeta situato in un'altra galassia: in un imprecisato futuro, infatti, le persone si spostano da una Terra sovrappopolata verso altri pianeti colonizzati dall'uomo, dove cominciare una nuova vita. poiché il viaggio dura 120 anni, i passeggeri vengono sistemati in apposite capsule d'ibernazione, programmate per riaprirsi automaticamente a pochi mesi dall'arrivo a destinazione. Qualcosa però va storto, e Jim, di professione meccanico, si sveglia circa novant'anni prima del previsto, senza possibilità di riattivare la sua capsula; quando a lui si aggiunge la giornalista e scrittrice Aurora (non casualmente, lo stesso nome della Bella addormentata nel bosco), i due si ritrovano uniti nella terrificante prospettiva di passare tutta la vita su quella navicella. Intorno a loro cominciano però a verificarsi strani fenomeni, e capiscono di essere in pericolo.

Il copione del film circolava già da parecchi anni a Hollywood, inserito nel 2007 nella Blacklist delle migliori sceneggiature non ancora realizzate: il suo autore, Jon Spaihts, ha poi scritto Prometheus, il recente Doctor Strange, oltre al prossimo reboot de La mummia con Tom Cruise.

Nel corso degli anni, al progetto sono stati associati diversi nomi, sia per quanto riguarda il cast, che il regista (tra cui il nostro Gabriele Muccino) fino alla scelta del norvegese Morten Tyldum (The Imitation Game).

Passengers arriva sulla scia di alcuni recenti sci-fi di successo, come Gravity, Interstellar, The Martian, con i quali condivide alcuni elementi (ma non mancano echi kubrickiani, vedi Shining), ed essenzialmente coniuga thriller, azione e romanticismo. Per certi versi è una storia dallo stampo quasi rétro, già dall'utopico viaggio dei protagonisti verso mondi fino a oggi solo immaginati, ma anche nella forma: la navicella spaziale di ispirazione Art Déco, con un design che richiama la vecchia Hollywood.

L'idea di partenza della persona "comune" che, in circostanze straordinarie, è costretta a scelte anche estreme, è la premessa che incuriosisce e mantiene alta la suspense; al monito su rischi e pericoli dell'avanzamento della tecnologia, si aggiunge un interessante parallelo con gli odierni flussi migratori e perfino un riferimento alle differenze di classe, amore compreso. La storia perde qualcosa quando, nella seconda parte, privilegia l'azione concentrandosi sugli effetti speciali a scapito dell'originalità.

Giusta la scelta di Chris Pratt come protagonista, vagamente fuori parte invece la Lawrence, e buffo l'androide-barista a cui dà volto Michael Sheen.

Passengers non ha la complessità a livello narrativo o la perfezione estetico-registica che ne avrebbero fatto un'opera innovativa o di rottura all'interno del suo genere, ma riesce nello scopo di intrattenere, magari per un pubblico alla ricerca di un'alternativa al cinepanettone natalizio.

Valutazione di Matilde Capozio: 6 su 10
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