Pet Sematary

Pet Sematary, la recensione



Pet Sematary non è un film perfetto ma funziona come film horror e riesce a distaccarsi dai tanti prodotti di genere che negli ultimi anni sono usciti in sala grazie ad un soggetto originale come il romanzo di King.

di / 12.05.2019
Pet Sematary

Louis, sua moglie, i loro due figli e il gatto Church si stanno trasferendo da una grande metropoli in un piccolo paese di provincia chiamato Ludlow, nel Maine. Sin da subito però, alcuni accadimenti strani cominciano a manifestarsi intaccando la tranquillità della. Quando il gatto della piccola Ellie muore tragicamente investito da uno dei tanti camion che attraversano la strada statale situata nei pressi della proprietà della famiglia, il vicino Jud propone a Louis di seppellire l’animale in un luogo ben preciso e misterioso. La mattina successiva, però, il gatto ritorna miracolosamente a casa ma quello che era un animale tranquillo e dolce sembra essere diventato pericoloso e aggressivo.

Dopo l’adattamento cinematografico uscito nelle sale nel 1989, Paramount riporta sul grande schermo uno dei romanzi più intimi e autobiografici scritti da Stephen King affidando la regia a Kevin Kölsch e Dennis Widmyer. La difficoltà di dirigere un horror tratto da questo romanzo sta nel fatto che Pet Sematary non è di per sé una storia paurosa ma, come ha dichiarato lo stesso King, si tratta del romanzo che spaventa di più il suo autore per l’importante base autobiografica che sta dietro agli avvenimenti. Il compito dei registi è stato quindi riuscire a trasmettere al pubblico l’inquietudine e l’affanno che vivono i protagonisti.

Pet Sematary funziona come film horror e riesce a distaccarsi dai tanti prodotti di genere che negli ultimi anni sono usciti in sala grazie ad un soggetto originale come il romanzo di King. La presenza di un cimitero di origine pre-colombiana che si relaziona all'invasione operata dalla società contemporanea è un tema che King ha già affrontato nella sua lunga bibliografia (in The Shining, per esempio, copre un ruolo fondamentale) e che è presente in molti altri film horror, primo fra tutti, Poltergeist di Tobe Hooper e, più recentemente, The New Daughter di Luis Berdejo. È proprio il cimitero che crea i maggiori problemi in Pet Sematary; i due registi e gli sceneggiatori hanno tralasciato quello che è l'elemento chiave, limitando la spiegazione di questo luogo mistico a poche battute.

Certamente, Pet Sematary non è un film perfetto; in qualche passaggio il film cade nello scontato e alcuni elementi molto importanti, come il background della moglie Rachel, vengono affrontati in maniera superficiale o comunque poco intuitiva per uno spettatore che non conosce il romanzo di King. Senza una precisa firma registica e con dei vuoti narrativi abbastanza importanti, Pet Sematary è un film che riesce nella sua intenzione di spaventare il pubblico affidandosi soprattutto ai tipici jump scares, ma che risente molto di una sceneggiatura incompleta e, a tratti, monotona che influenza inevitabilmente il ritmo della narrazione e, di conseguenza, la tensione che dovrebbe costantemente crescere per poi esplodere nel finale. Senza infamia e senza lode, Pet Sematary è certamente un film godibile, poco impegnativo ma comunque ben girato.

Valutazione di Erica Nobis: 6 su 10