Pitch Perfect 3, la Recensione

Torna il gruppo di canto a cappella più famoso, quello delle Barden Bellas, per il terzo capitolo del franchise che stavolta si spinge in Europa, ma con formula trita e poche idee.

Le Bellas sono tornate: proprio così, il gruppo di canto a cappella composto da Beca, Fat Amy, Chloe e le altre si riunisce nuovamente in un terzo capitolo per il cinema.

All'inizio del film troviamo le ragazze, lasciato ormai il college dopo la laurea, impegnate in lavori poco soddisfacenti ma desiderose di tornare a cantare insieme. L'occasione giusta si presenta con un tour oltreoceano in cui esibirsi davanti alle truppe americane impegnate all'estero. Per le Bellas sarà l'inizio di una nuova serie di rocambolesche avventure, fra temibili sfidanti e incontri inaspettati: la trama infatti si incentra soprattutto sulla ricomparsa improvvisa del padre di Amy (interpretato da John Lithgow), il cui arrivo porterà scompiglio nella vita non solo della figlia, ma anche delle altre ragazze.

Rispetto al secondo capitolo, cambio in cabina di regia (al posto di Elizabeth Banks, che nel film torna comunque a interpretare la commentatrice Gail, troviamo Trish Sie) e qualche modifica anche nel cast: fuori nomi come Skylar Astin e Adam DeVine, rimpiazzati da new entries come l'inglese Guy Bornet, DJ Khaled (nel ruolo di se stesso) e la modella e dj Ruby Rose.

Pitch perfect 3 è il capitolo (forse) conclusivo di una trilogia cominciata nel 2012 (il primo film fu ribattezzato Voices per il mercato italiano) e divenuta, a sorpresa, un grande successo commerciale in patria, grazie a un cast di giovani emergenti, ai riferimenti alla cultura pop e a una colonna sonora accattivante, sulla scia di prodotti rivolti a un simile target, come la serie tv Glee.

Da noi, in realtà, la saga ha stentato a decollare e ha finora avuto un esito inferiore rispetto ai risultati oltreoceano; anche Pitch perfect 3, nonostante l'apparente strizzatina d'occhio al pubblico europeo (la storia si svolge prevalentemente in Spagna) rivela in realtà una trama che sembra aver esaurito spunti e idee interessanti: le protagoniste ricorrono a battute e gag ormai abusate, i numeri musicali non sono esaltanti e, infine, il film prende una deriva da action-comedy che non convince.

Un film, in conclusione, che si guarda e si dimentica in fretta, lasciando l'impressione che sarebbe stato meglio fermarsi dopo il primo capitolo.

Valutazione di Matilde Capozio: 5 su 10
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