QT8- Quentin Tarantino: The First Eight - Animazione [credit: courtesy of Lucky Red]

QT8- Quentin Tarantino: The First Eight, recensione del documentario sul regista


I primi otto film diretti da Quentin Tarantino raccontati nei loro retroscena in un documentario.

di / 26.02.2021
QT8- Quentin Tarantino: The First Eight - Animazione [credit: courtesy of Lucky Red]
courtesy of Lucky Red

Quentin Tarantino è senza dubbio uno dei nomi che hanno maggiormente caratterizzato, influenzato e ridefinito il panorama del cinema contemporaneo. Pochi autori hanno impresso, come lui, il loro marchio su ogni fotogramma girato, creando così uno stile del tutto personale e riconoscibile capace di incantare i cinefili di tutto il mondo.  QT8: Quentin Tarantino The first eight è un documentario diretto da Tara Wood che ne racconta la carriera da Le iene a The hateful eight, quindi i suoi primi otto film, che arriva da noi in digitale su MioCinema.

Con una narrazione scandita in capitoli (proprio come succede spesso nelle opere di Tarantino) si parte dagli esordi, con la sceneggiatura di Una vita al massimo, per poi passare dalla consacrazione di Pulp Fiction, vincitore della Palma d'oro al Festival di Cannes, fino ai trionfi anche commerciali di titoli come Bastardi senza gloria o Django Unchained.

Attraverso spezzoni dei suoi film, foto e video di backstage dal set, interviste con alcuni dei suoi amici e collaboratori più stretti (tra cui Samuel L. Jackson, Christoph Waltz, Michael Madsen, Eli Roth, Diane Kruger e tanti altri), si illustrano tematiche ed elementi ricorrenti nei suoi film, analizzandone i personaggi, le musiche, i dialoghi, il montaggio, svelandone in alcuni casi i retroscena, elencando aneddoti e ricordi dal set, a volte ricorrendo perfino a buffe sequenze d'animazione (che non sempre, però, sono in tono col resto).

È un viaggio affascinante, quello che ripercorre la genesi di questi otto titoli, soprattutto quando si sofferma sulle tante trovate insolite partorite, dentro e fuori dal set, dalla mente di Quentin Tarantino, e la lavorazione talvolta maniacale che ha permesso di dare vita a sequenze elaborate e ricchissime, sia narrativamente che visivamente.

C'è poi un nome che incombe come un'ombra su tutto il documentario: è quello di Harvey Weinstein, il produttore al centro delle cronache negli ultimi anni per le sue note vicende giudiziarie, e che era stato al fianco di Tarantino fin dall'inizio, distribuendo tutti i suoi film, e la cui Weinstein Company avrebbe dovuto distribuire anche QT8, prima di dichiarare bancarotta nel 2018; l'argomento viene affrontato principalmente verso la fine (e soprattutto nelle parole di Michael Madsen), per poi concludere dicendo che Tarantino aveva preso immediatamente le distanze dall'ormai ex amico allo scoppiare degli scandali.

In generale, comunque, la sensazione che emerge alla fine del film è che si sia appena cominciato a grattare la superficie, e che ci sarebbero ancora molte cose da dire, mostrare, e spiegare da quell'infinita miniera di spunti che sono i film di Quentin Tarantino: si sente ad esempio la mancanza, nelle interviste, non solo del regista stesso, ma di nomi come Uma Thurman, John Travolta, Leonardo Di Caprio, solo per citarne alcuni, di cui ci sarebbe piaciuto ascoltare reminiscenze e sensazioni dal set. In attesa, dunque, che QT8 diventi solo il primo di una lunga serie, gli appassionati del celebre autore americano possono godersi un viaggio a ritroso attraverso i titoli che lo hanno consacrato, lasciandosi sempre guidare da un entusiasmo e una passione genuini e smisurati.

Valutazione di Matilde Capozio: 6 su 10