Ready Player One, la recensione

Ready Player One è un luna park fatto a film, una delizia per gli occhi e per l'animo di tutti i figli degli anni Ottanta, con uno spirito nerd. E' un film divertente e visivamente spettacolare. Da vedere.

Ready Player One è il nuovo film di Steven Spielberg tratto dall'omonimo romanzo bestseller di Ernest Cline, opera del 2010, arrivata in Italia l'anno dopo con il titolo Player One, divenuta fenomeno mondiale con la propria presenza per più di 100 settimane nella lista del Best Sellers del New York Times. L' autore stesso si occupa anche della sceneggiatura della pellicola insieme a Zak Penn, la cui presenza è fondamentale per riuscire a dare un taglio più cinematografico alla storia.

Siamo nel 2045 in un mondo completamente diverso da quello odierno, uno scenario post-apocalittico dove l'inquinamento e la sovrappopolazione hanno completamente modificato le condizioni di vita degli abitanti sulla Terra. La maggior parte della gente vive in baracche improvvisate cotruite una sull'altra, come dei grattaceli instabili e decadenti. Come fuga da questo mondo ostile, le persone si immergono nella realtà virtuale di OASIS, un universo completamente virtuale dove, attraverso un avatar con caratteristiche scelte da te, puoi trascorrere le tue giornate vivendo una nuova vita, facendo nuove conoscenze e vivendo nuove avventure, come se tutto ciò fosse reale. Wade Watts (Tye Sheridan), orfano di entrambi i genitori, si rifugia spesso nel mondo di OASIS dove si è fatto degli amici e dove soprattutto tenta di vincere di Gioco di Anorak, che consiste in una serie di sfide difficilissime, create dall'ideatore stesso di OASIS, James Halliday (Mark Rylance), prima di morire. Halliday (considerato come un moderno Steve Jobs) ha lasciato la sua intera eredità, nonchè la proprietà stessa del mondo virtuale, a colui che riuscirà ad ottenere tutte e tre le chiavi alle quali sono collegati degli indizi che permetteranno di risolvere l'intero gioco. Una moderna caccia al tesoro alla quale però è interessata anche la potente multinazionale IOI, che ha molte più risorse da investire rispetto ad un gruppo di adolescenti.

Foto, immagini, locandine Ready Player One

Ready Player One è un film assolutamente da non perdere. Spielberg torna in grande forma, ed era da un pò che non lo faceva, con una pellicola che è un parco giochi sul grande schermo, una storia con protagonisti degli adolescenti ma che tutti coloro che sono figli degli anni Ottanta non potranno non amare. Sicuramente molto del merito va a Ernest Cline, che ha creato una storia a strati dove si mischiano così tante componenti nerd e videoludiche da non riuscire a tenerne il conto, ma Spielberg e la sua squadra hanno portato questa storia sul grande schermo in modo visivamente e registicamente perfetto. L'aspetto visivo è sicuramente la componente che spicca di più all'interno dell'opera, già la base letteraria si prestava in manienra naturale ad essere trasposta visivamente, ma tutto contribuisce a rendere questo film uno spasso continuo, dalla colonna sonora, agli effetti speciali fino alla recitazione degli attori, su tutti un fantastico Mark Rylance.

In questo periodo va molto di moda, nel mondo dell'audiovisivo, la riproposizione degli anni Ottanta, si veda per esempio il grande successo di serie come Stranger Things o di film come il recente It. In Ready Player One si fa però un'operazione diversa e molto più efficace. Gli anni Ottanta, e in parte anche i Novanta, vengono rivisitati non solo in chiave moderna ma addirittura futuristica perchè le caratteristiche o gli elementi che rappresentano quella decade abitano ora un mondo fututo e tecnologico. Troviamo così moltissimi, innumerevoli, riferimenti a videogiochi, film, canzoni, personaggi telefilmici e non, all'interno di un mondo virtuale e postmoderno. E chi se non Spielberg, che viene anche citato nel libro come regista simbolo di quegli anni, poveva essere a capo di un'impresa di questo tipo, proprio colui che ha contribuito a creare con le sue opere quell'immaginario?

Ready Player One è un film che va visto da tutti coloro che amano quell'epoca, che hanno, anche in minima parte, una componente nerd, e che vogliono divertirsi quando si spengono le luci in sala. Ha anche delle pecche, intendiamoci, ma solo la scena di Shining all'interno del film vale la visione, è qualcosa di geniale ed esaltante al tempo stesso. Ci sarebbe così tanto da dire ma la migliore cosa come sempre in questi casi è correre in sala e provare l'esperienza con i propri occhi.

Valutazione di Giorgia Tropiano: 8 su 10
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