Recensione: After Earth

Recensione del film After Earth con Will e Jaden Smith: buon prodotto, ottimi effetti visivi, fotografia e scenografia; al di sopra della media di opere fantascientifiche dell'ultimo anno.
Recensione: After Earth

In After Earth sono trascorsi mille anni da quando il genere umano ha abbandonato la terra divenuta inabitabile a causa di stravolgimenti ambientali e cataclismi. Gli esseri umani ora abitano il pianeta Nova Prime non senza problemi dato che una razza aliena tenta di scacciarli: a questo scopo sono stati creati gli Ursa, creature cieche e spaventose nate per uccidere gli umani che rintracciano tramite i ferormoni emessi quando si ha paura. L'unico modo per sconfiggerli è la "spettralità", la totale assenza di paura esercitata tramite un forte autocontrollo e scoperta dal leggendario Cypher Raige, a capo dei Ranger, corpo preposto alla protezione del genere umano. Quest'ultimo, precipitato insieme al figlio Kitai durante l'ultima missione sulla Terra, diventata un pianeta tra i più pericolosi e inospitali, e, ferito gravemente, dovrà insieme a lui trovare una via di sopravvivenza e riagganciare un legame perso da anni.

Sebbene After Earth sia collocato in un universo futuro, l'ambientazione fantascientifica fa solo da sfondo alla vera tematica centrale del film che sta nel rapporto tra padre e figlio: il primo divenuto freddo, autoritario e in qualche modo distaccato nei confronti di un figlio che sente il peso di doverlo eguagliare nella sua grandezza. Entrambi tormentati dai fantasmi del passato, padre e figlio sono uniti soltanto nel dolore e nella sofferenza per la morte della sorella maggiore di Kitai, Senshi, della quale si sentono entrambi colpevoli anche se arrivano ad accusarsene a vicenda. A sottolineare questo aspetto i continui flashback che la riguardano partono dai pensieri e dalle proiezioni mentali sia del padre sia del figlio allo stesso modo e sono presenti per tutta la durata del film.

Il continuo avanzare della vicenda dunque si configura come un viaggio che porta ad un processo parallelo di maturazione di entrambi i protagonisti, di certo più evidente in Kitai, per il quale rappresenta anche una forma di iniziazione, ma presente anche in Cypher. In questo contesto il concetto di paura assume un valore fondamentale: paura intesa come stato mentale, come qualcosa creata da noi stessi. Ciò è reso evidente e concreto dalla figura dell'Ursa (che può essere sconfitto solo se è sconfitta la paura), creatura che assume un valore metaforico.

L'intero film è cosparso da un sostrato ambientalista che lo caratterizza fin dall'inizio. Si lascia intendere infatti che il cataclisma che ha colpito la Terra ha avuto origini più umane che naturali, causato dalla negligenza e dallo sfruttamento dell'ambiente e dai fenomeni di inquinamento. Dopo lo schianto, Kitai si muove all'interno di una natura pericolosa ma allo stesso tempo di una bellezza folgorante e finalmente incontaminata, libera dall'ingombrante presenza umana. Il viaggio rappresenta un ritorno dell'uomo alle sue origini, evidente nel momento in cui il giovane protagonista si ritrova a scrivere in una grotta vicino ad antichissime pitture rupestri. I nuovi umani di Nova Prime sembrano infatti aver capito la lezione e sul nuovo pianeta cercano di vivere nel rispetto della natura.

After Earth si basa su un ottimo comparto tecnico che, però, come spesso accade in film di questo genere, non è sorretto da una sceneggiatura adeguata, che appare invece abbastanza semplicistica, a tratti banale. I due protagonisti Will Smith (autore anche del soggetto e co-produttore) e Jaden Smith ( suo figlio anche nella realtà, di nuovo sul set con il padre dopo La ricerca della felicità) offrono due buone interpretazioni, diretti da M. Night Shyamalan (Il sesto senso, Signs, The village) che sfrutta la sua maestria nel creare l'orizzonte d'attesa e quell'atmosfera di suspance che caratterizza tutto il film come anche molti dei suoi precedenti lavori.

Dunque After Earth è un buon prodotto, caratterizzato da ottimi effetti visivi, dalla fotografia alla scenografia fino agli effetti speciali. Un film che parte da idee interessanti che potevano certamente essere sviluppate in modo migliore, ma rimane comunque al di sopra della media nell'ambito della produzione di opere fantascientifiche nell'ultimo anno.

Valutazione di Daniele Corsi: 8 su 10
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