Recensione ATM - Trappola mortale

Recensione del film ATM - Trappola mortale diretto da David Brooks con protagonisti Alice Eve, Josh Peck, Brian Geraghty, Steve Nagribianko, Will Woytowich, Aaron Hughes.

di / 15.02.2012
Recensione ATM - Trappola mortale

ATM - Trappola mortale segna l’esordio alla regia di ATM - Trappola mortale segna l’esordio alla regia di David Brooks e il ritorno al cinema, con una nuova sceneggiatura, di Chris Sparling, autore dell’ottimo Buried - Sepolto.  In questo nuovo lavoro ripropone la tematica a lui cara di individui intrappolati in uno spazio chiuso che cercano con tutti i modi che hanno a disposizione di uscire vivi dal luogo che li tiene prigionieri.

Dopo aver partecipato ad una festa tre amici salgono in macchina per tornare a casa. Hanno fame e decidono di fermarsi a comprare qualcosa ma devono prima ritirare i soldi ad un bancomat. Una volta entrati nella cabina si accorgono che un uomo misterioso li osserva da fuori e da lì a poco scoprono le sue cattive intenzioni. Si ritrovano intrappolati, senza via d’uscita, pedine di un gioco sadico, ordito da uno sconosciuto, che li vede protagonisti.

Torna il luogo chiuso, lo spazio claustrofobico e la paura di un pericolo ignoto, ma questa volta Sparling non riesce a ricreare la stessa tensione e lo stesso senso di angoscia che avevano caratterizzato la sua sceneggiatura precedente. Mentre in Buried ogni escamotage narrativo, utilizzato per poter mandare avanti un film girato completamente all’interno di una bara, era ben giustificato e realistico, in ATM - Trappola mortale a volte c’è la sensazione che alcuni passaggi siano forzati, addirittura assurdi. Del resto fin dall’inizio appare abbastanza impossibile che tre persone non riescano a scappare con davanti un solo uomo, seppur di stazza grande. Ma se si sorvola su alcuni punti e ci si lascia trasportare dalla storia senza pensare troppo ai come e ai perché, il film risulta gradevole.

Alla base della pellicola ATM - Trappola mortale si punta sul fatto che ognuno di noi non è mai al sicuro, ci si può trovare ad essere vittime di qualcuno all’improvviso, quando meno te lo aspetti, e nella società odierna, dove tutti sono esposti ad un controllo continuo e quindi forse ci si sente più al sicuro (le telecamere a circuito chiuso sono ormai ovunque), in realtà tutto ciò può essere manipolato e tutti diventiamo più vulnerabili, un comune cittadino può ritrovarsi in una notte a perdere tutto.

Molta importanza è stata riservata alla location, in particolare alla ricostruzione della cabina bancomat, all’interno della quale si svolge gran parte del film e che a tratti diventa la vera protagonista della storia. Mentre inizialmente è, in quel momento, il luogo più sicuro per i tre giovani protagonisti, convinti che nessuno possa entrare dal di fuori, man mano che il film procede si trasforma in una trappola mortale, all’interno della quale può succedere di tutto e ogni gesto, ogni azione può avere conseguenze drammatiche.

Valutazione di Giorgia Tropiano: 6 su 10
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