Recensione de I 2 Soliti Idioti

Recensione del film I 2 Soliti Idioti, secondo film con protagonisti i personaggi 'politicamente scorretti' di Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio. Comicità scarsa, con poche novità rispetto il primo film.
Recensione de I 2 Soliti Idioti

Arriva il Natale e come ogni anno il cinema diventa un grande calderone di commedie (i Vanzina insegnano). Ai vari cinepanettoni quest'anno si affianca la coppia Francesco Mandelli - Fabrizio Biggio, meglio noti come "I Soliti Idioti". Nati su MTV nel 2009, sono arrivati lo scorso anno sul grande schermo con il loro primo lungometraggio dal discreto successo (12 milioni incassati), I Soliti Idioti appunto.

Si ripetono quest'anno con un secondo film poco convincente. Rispetto al primo film, ne I 2 Soliti Idioti abbiamo un'unica storia che ci mostra la caduta dell'impero industriale creato da Ruggero de Ceglie (Francesco Mandelli) a causa di una mega evasione fiscale. Vari accadimenti e varie vicissitudini porteranno i due protagonisti a 'cadere ancora in piedi, come recita l'ultima battuta di Mandelli. 

Alla regia troviamo Enrico Lando, nato grazie ad MTV che gli ha permesso di dirigere tutti gli episodi delle quattro stagioni de "I Soliti Idioti" e che poi si è avventurato verso il grande schermo nel 2011 con il primo film tratto dall'omonima serie.

Il politicamente scorretto è un modo di dire le cose che non sempre funziona, tantomeno in Italia dove bisogna pesare sempre ogni parola che si dice. Le prime serie funzionavano e riuscivano ad avere un messaggio di fondo ma con il crescere del successo ciò che caratterizzava la serie è via via sfumato facendo posto a brevi scenette che strappano un sorriso e non lasciano nulla allo spettatore. Anche a causa dell'uscita nelle sale dei due lungometraggi della saga I Soliti Idioti la verve della coppia è decaduta in una becera comicità da osteria che tendenzialmente tende a guardare più all'incasso che non al contenuto/forma della messa in scena.

Il film, così come la serie, è stato oggetto di molte critiche a causa del continuo turpiloquio e di situazioni troppo politicamente scorrette. A difesa dei contenuti sono intervenuti, durante la conferenza stampa, il produttore del film Pietro Valsecchi il quale afferma che "Ormai ci si indigna più per un 'Dai Cazzo' che non per una situazione socio-politica imbarazzante. Qui c'è satira, a differenza dei cinepanettoni, poichè mettiamo in scena le figure italiane odierne e le vogliamo difatto intaccare. E' un cinema immediato che arriva direttamente sia ai giovani che ai meno giovani grazie ad un linguaggio che ormai è di uso comune." Continua Mandelli: "La parolaccia è una punta dell'iceberg. Le situazioni che descriviamo culminano con la parolaccia ma le cose che vogliamo mostrare sono ben'altre. Ad esempio, la mediocrità dell'italiano che, nonostante la valanga di problemi che sta affliggendo l'Italia intera, ha come primo dilemma il parcheggio. Ed è questa la spiegazione dello sketch del kit Paraparcheggio. Ci si scervella per risolvere problemi inutili usando mezzi poco ortodossi che riguardano il singolo e che il più delle volte recano disagio agli altri".

Comporre un film unendo vari personaggi di vari sketch non è cosa facile, soprattutto se consideriamo che sia il primo che il secondo film sono stati girati 'sul momento', come ci dice il regista. "Ogni volta mi consegnavano un canovaccio per girare una scena, lo leggevo e iniziavo a farmi il film in testa così da essere pronto l'indomani a girare. Solo che appena arrivavo sul set trovavo questi due ( Biggio e Mandelli ) che mi dicevano 'No cambiamo tutto, abbiamo riscritto la scena facciamola così'. "

Registi abili di fare un film basato sull'improvvisazione sono molto pochi e senza sufficiente esperienza si rischia che la storia portante, o che quantomeno dovrebbe essere tale, diventi difatto una cornice per vari sketch decisamente non diegetici. Nei I 2 Soliti Idioti non mancano inoltre varie citazioni a vari film degli anni '80 come 'Arancia Meccanica' o 'La donna bionica', le quali servono ad esaurire le situazioni comiche che si generano attimo dopo attimo.

Valutazione di Lorenzo Pietroletti: 5 su 10
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