Il volto di un'altra

Recensione Il volto di un'altra


Recensione de Il volto di un'altra, film in concorso al Festival del Film di Roma 2012 diretto da Pappi Corsicato con Laura Chiatti, Alessandro Preziosi, Lino Guanciale. Una commedia sui generis che può essere definita a metà strada tra un sogno ad occhi aperti e un'opera estremante kitsch e surreale.

di / 13.11.2012
Il volto di un'altra

Il volto di un'altra è il nuovo film di Pappi Corsicato, uno fra i più originali e controversi registi italiani contemporanei, autore che spesso sceglie come protagoniste delle sue pellicole attrici non propriamente talentuose, ma creando su di loro un ruolo perfetto e nelle loro corde. In questo caso è stata la volta di Laura Chiatti, accompagnata da Alessandro Preziosi, Lino Guanciale e Iaia Forte. L'opera è in concorso alla settima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma.

Bella (Laura Chiatti) è una ricca e affascinante conduttrice televisiva, presenta un programma sulla chirurgia estetica e il medico che si occupa delle operazioni è suo marito René (Alessandro Preziosi), uno dei più famosi chirurghi estetici, che opera all'interno della sua bellissima clinica privata. Un giorno Bella viene licenziata dal programma perché la sua faccia ha ormai stancato, c'è bisogno di un rinnovamento. La donna va su tutte le furie e scappa via, ma mentre è in macchina ha un incidente e il suo volto è una maschera di sangue. Quella che sarebbe potuta essere una disgrazia si trasformerà invece in un'occasione unica per la donna per rilanciare la sua immagine e per guadagnare un po' di soldi, vista la crisi economica in cui si ritrovano lei e suo marito.

Pappi Corsicato è un regista che osa, che non ha paura di esagerare, spesso lo fa, ma per lo meno propone sempre qualcosa di visivamente diverso, di sorprendente, anche a rischio di sembrare eccessivo. Il volto di un'altra è una commedia sui generis che può essere definita a metà strada tra un sogno ad occhi aperti, con i suoi personaggi assurdi e macchiettistici, e un'opera estremante kitsch e surreale. Spesso il regista napoletano viene paragonato a Bunuel e ad Almodovar, ovviamente è lontano anni luce dall'immenso talento dei due autori ma indubbiamente i suoi riferimenti sono quelli e in alcune scene del film risulta lampante. Ma non solo loro, le citazioni cinefile sono presente ovunque nella pellicola, da Kubrick ad Hitchcock tanto per fare dei nomi. Il film ha un inizio molto bello e visivamente efficacie, con un gruppo di persone che vagano per il bosco con le facce completamente coperte da bende, poi man mano che la pellicola va avanti diventa troppo eccessiva nel suo voler essere a tutti i costi originale, fino ad un finale che scade nel trash.

Corsicato volge una critica sottile e tagliente al mondo di oggi, basato prevalentemente sull'immagine, sull'abuso della chirurgia estetica e sulla voglia sempre più assurda di apparire e di omologarsi allo standard estetico corrente. Ma la critica è anche al mondo della televisione, rivolta però soprattutto allo spettatore, al voyeurismo eccessivo che caratterizza l'essere umano moderno, portato a voler a tutti i costi essere presente e vedere con i propri occhi ciò che accade, sia che si tratti di tragedie sia che di tratti di cose futili o banali.

Valutazione di Giorgia Tropiano: 6 su 10