Recensione La sorgente dell'amore

Recensione del film La sorgente dell'amore (2011) diretto da Radu Mihaileanu e con protagonisti Hafsia Herzi, Le

di / 03.03.2012
Recensione La sorgente dell'amore

La sorgente dell'amore è il nuovo film del regista Radu Mihaileanu ed è stato presentato in concorso all'ultimo festival di Cannes. Dopo il successo dell'apprezzato Il concerto, l'autore rumeno torna sul grande schermo con una nuova favola, così come è annunciato nelle scritte iniziali che aprono il film. Anche questa volta sceglie una brava protagonista, dopo la Melanie Laurent dell'opera precedente, c'è Leïla Bekhti, talentuosa attrice francese, vincitrice di un premio Cesar nel 2011 come promessa femminile.

La vicenda de La sorgente dell'amore si svolge ai giorni nostri in un villaggio la cui pozione non viene precisata, si sa che si trova da qualche parte tra l'Africa settentrionale e il Medio Oriente. È abitudine consolidata da sempre che siano le donne ad andare a prendere l'acqua alla sorgente, in quanto il villaggio non è fornito di acquedotto. Ma la strada per arrivare a destinazione è molto impervia, in salita, sotto il sole cocente e sono obbligate a farlo anche in gravidanza, spesso mettendo in pericolo la loro salute e quella del bambino. Un giorno Leila, stanca di tutto ciò, propone a tutte le donne del villaggio lo sciopero dell'amore: niente più sesso e effusioni fino a che non saranno gli uomini ad andare a prendere l'acqua alla sorgente.

Il regista per la storia si è ispirato ad un fatto realmente accaduto in Turchia nel 2001. Fu qualcosa che lo colpì profondamente, tanto da decidere di farci un film. Altra fonte di ispirazione per Radu Mihaileanu fu la commedia di Aristofane Lisistrata, in cui una donna, di fronte all'indifferenza degli uomini, organizza uno sciopero dell'amore per porre fine alla guerra. La pellicola si presenta al pubblico come una favola ma non è esente da situazioni drammatiche; a differenza di due dei lavori precedenti del regista Train de vie e Il concerto, i quali affrontavano temi importanti ma sempre con toni tipici della commedia, qui la comicità lascia il posto al dramma. Ovviamente ponendosi come una fiaba il lieto fine non tarda ad arrivare ma la strada per il finale è piena di sofferenza e soprusi che le donne sono costrette a subire pur di portare avanti la loro protesta e di ottenere quei diritti di uguaglianza che in alcune parti del mondo sono ancora un'utopia.

La sorgente dell'amore porta alla luce argomenti importanti e parlarne è sempre giusto, ma il film sembra non avere il coraggio di andare fino in fondo, nessuno alla fine è veramente cattivo e tutto si risolve dimenticandosi che alcune donne hanno veramente messo in gioco se stesse subendo violenze fisiche e mentali. Tutto è sempre in bilico tra situazioni drammatiche e scene divertenti e la storia non riesce, in questo modo, ad entrare realmente nel cuore degli spettatori. Se si sceglie di affrontare un argomento così importante non si può essere troppo buonisti perché quasi mai nella vita vera in quei posti del mondo le cose si risolvono così bene ed è giusto parlarne ma non con troppa superficialità.

Valutazione di Giorgia Tropiano: su 10
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