Shameless 4x09 - The Legend of Bonnie e Carl

Recensione Shameless 4x09 - The Legend of Bonnie e Carl



In 'The Legend of Bonnie e Carl' tutti i personaggi sono costretti a far fronte alla propria natura; un episodio pieno di situazioni e dolore, che non riesce a distogliere lo sguardo dalla sofferenza di Fiona.

di / 18.03.2014
Shameless 4x09 - The Legend of Bonnie e Carl

Dove eravamo rimasti: il personaggio di Fiona, Mickey e Ian si ritrovano
Nell'episodio 4x08 Hope Springs Paternal l'attenzione della macchina da presa così come quella degli spettatori era quasi interamente incentrata sul personaggio di Fiona, costretta - a causa della cavigliera elettronica - a vivere confinata nella sua casa. Quello che l'episodio aveva messo in scena era una sorta di umiliazione esistenziale per la ragazza, che dopo essere stata il fulcro della famiglia e colei su cui tutti potevano contare, si ritrovava a dover fare i conti non solo con il suo personale senso di colpa, ma anche con l'accusa che Lip non ha mai celato. Nel frattempo Mickey, dopo aver ritrovato Ian, aveva scoperto un mondo dove poter essere se stesso, senza paura di ripercussioni fisiche. Il ragazzo si era così abbandonato alla nuova scoperta e al nuovo, ritrovato, rapporto con Ian (il bacio che si scambiano è uno dei momenti più belli dell'episodio!) da non fare caso nemmeno alla nascita del figlio. La paternità quasi del tutto ignorata da Mickey, però, si riflette in quella di Kevin, che scoppia in lacrime quando capisce che sua suocera vuol tenersi il bambino nato dal loro amplesso "controllato". Infine Frank, sempre più a un passo dalla morte, accetta senza remore il consiglio di Sammi: quello, cioè, di mettere in vendita (per finta) la casa di Sheila e i suoi mobili, in modo da truffare un numero imprecisato di sprovveduti per avere i soldi necessari all'intervento. La famiglia Gallagher si trova così quasi tutta sull'orlo di un baratro che l'episodio 4x09, The Legend of Bonnie e Carl ha reso solo più profondo.

Cosa vedremo: The Legend of Bonnie e Carl è un episodio incredibile
Un episodio incredibile, ecco quello che The Legend of Bonnie e Carl promette. Sebbene il coinvolgimento emotivo sia lievemente più basso rispetto agli episodi precedenti, la puntata 4x09 mette così tanta carne al fuoco che è difficile districarsi in questo labirinto di esistenze e, soprattutto, problemi. Come sempre al centro del racconto c'è la sempre incredibile Emmy Rossum che regala un'altra interpretazione fantastica. Dopo aver rischiato di impazzire a causa della reclusione coatta in casa sua, Fiona ha finalmente il permesso di uscire da casa e parte subito alla ricerca di un lavoro che possa pagare le bollette, senza dunque che Lip sia costretto ad usare il soldi per l'università. Questa opzione, qualora si realizzasse, rappresenterebbe un altro fallimento di Fiona come tutrice. Purtroppo, però, le cose non vanno esattamente come previsto. Nel frattempo Mickey ha cominciato a vivere assiduamente a casa dei Gallagher. Non tanto - o comunque non solo - per stare vicino a Ian, ma per godersi un po' di quella libertà che a casa sua gli è preclusa, costretto com'è a "giocare" al leader mascolino e virile di casa. Frank, intanto, è sempre di più con un piede nella fossa e i tentativi di Sammi di curarlo sembrano non andare a buon fine. L'uomo, infatti, è talmente ossessionato dall'idea che non sta morendo che caccia via i paramedici, rinuncia alle cure della figlia e, in cambio, chiede di essere portato all'Alibi, l'unico posto in cui si sia mai sentito a suo agio. La poca tranquillità della casa viene ulteriormente scossa con il ritorno della padrona di casa, Sheila, che dopo aver annunciato la rottura del fidanzamento con il suo amico indiano (che si scopre in realtà essere messicano) chiede a Frank di sposarlo, di modo da avere una licenza matrimoniale da usare per adottare i piccoli nativi americani a cui si è tanto affezionata. Infine sia Carl che Debbie sono alle prese con problemi sentimentali. Debbie, alla notizia che Matty sta frequentando un'altra ragazza, si trasforma in una specie di psycho-stalker, con tanto di serpente velenoso lasciato nella macchina della rivale. Carl, invece, sembra aver trovato finalmente la sua anima gemella nella figura di Bonnie, una ragazza con una passione per la violenza e crimini seconda solo a quella del piccolo teppista di casa Gallagher.

You think you're a good person. You're not.
Fiona, come ripetuto più volte nel corso di queste recensioni su Shamelessè il vero cuore pulsante dello show, il personaggio che, in sé, racchiude le varie motivazioni per cui il telefilm merita di essere visto. Così dopo averla seguita nella 4x08, ad un passo dalla follia, mentre si aggirava come un leone in gabbia per una casa vuota che rilanciava le accuse di Lip, in The Legend of Bonnie e Carl la vediamo ritrovare un minimo il sorriso. I suoi arresti domiciliari sono per il momento solo un ricordo. La ragazza, infatti, ha avuto il permesso di uscire dalle 8 alle 18, a patto che si trovi un lavoro entro 30 giorni e che segua le riunioni per la disintossicazione. Il primo giorno di libertà si apre con un profondo senso di ottimismo e una gran voglia di fare. Fiona si reca all'incontro con il suo controllore con la speranza di avere già un lavoro entro il pomeriggio. La sua voglia di fare e il suo sorriso sembrano riportare Fiona ai tempi d'oro, quando i problemi sembravano finalmente essersi dissipati all'orizzonte. Purtroppo però la ragazza si dovrà presto scontrare con la realtà. Il colloquio di lavoro, che parte come meglio non si potrebbe, naufraga quando la donna che la sta interrogando scopre dei problemi di Fiona con la giustizia. L'espressione mutevole sul volto della sconosciuta mette Fiona di fronte ad una sinistra consapevolezza: quel singolo errore di tutta una vita passata a non ricalcare le orme dei genitori non solo la seguirà per tutta la vita, ma rischia di rovinarle l'esistenza, di cambiare cioè il suo futuro. A questa consapevolezza si aggiunge anche tutta una serie di ostacoli: non solo la difficoltà di tornare a casa entro l'orario stabilito dal coprifuoco, ma anche quello di ottenere un lavoro che possa pagare le spese della famiglia. Consapevole di non poter accettare che Lip metta a rischio i propri studi per colpa della sua indole all'autodistruzione, Fiona decide di umiliarsi ancora una volta; seppellisce allora quel poco che resta della sua dignità e si reca all'ufficio dell'azienda di Mike, elemosinando un cambio di descrizione sul suo contratto di licenziamento. Quello che la ragazza vuole è che la nomenclatura di "licenziamento per cattiva condotta" venga corretto in una versione più docile, qualcosa magari che abbia a che fare con la ristrutturazione del personale. A quel punto, però, arriva uno dei momenti più umilianti per la ragazza. Se, infatti, la sua collega sembra dispiaciuta e desiderosa di aiutarla in qualche modo, la sorella di Mike non è dello stesso avviso. La donna, con il viso deformato da una rabbia quasi fastidiosa, urla a Fiona, davanti a tutti, ed elenca le sue manchevolezze. Sottolinea il cuore spezzato di Mike e la delusione dei genitori. Accusa Fiona di essere un'egoista e, infine, le dà il colpo di grazia. "Pensi di essere una brava persona," le dice avvelenata. "Ma non lo sei". E Fiona rimane lì, per lunghi attimi, senza trovare niente da dire, senza trovare la forza di contraddire quell'accusa infame. I suoi occhi castani sono spalancati e pieni di timore. Le parole della donna si riversano in lei, la riempiono, mettendola di nuovo di fronte non solo al suo errore, ma alla possibilità di essersi giocata per sempre la sua intera esistenza. Ed è fisicamente doloroso, per lo spettatore, assistere a questo spettacolo. Fiona Gallagher, che non ha mai permesso a nessuno di insultarla o metterle i piedi in testa, rimane immobile, incapace di difendersi, incapace di negare che quello che le viene urlato contro sia la verità. Questa consapevolezza la porterà, sul finale dell'episodio, ad andare a casa di Robbie, il fratello di Mike, e con gli occhi carichi di lacrime accusarlo di tutto. "Avrei dovuto dire alla polizia che eri tu" afferma tra i singhiozzi e Robbie rimane fermo anche lui, senza dire niente, costretto da Fiona a tuffarsi nella propria coscienza piena di fango e veleno.

Ehi Mickey
Un minimo difetto che si poteva trovare nelle passate stagioni di Shameless - se proprio si voleva andare a cercare il pelo nell'uovo - era il fatto che Mickey, al di là di essere un bullo che torreggiava su chiunque, era un "personaggio" solo quando veniva rapportato a Ian. In questa stagione, invece, complice anche il fatto che Cameron Monaghan non è stato sul set prima del settimo episodio (se non si tiene conto di un breve cameo nell'episodio 5), il personaggio interpretato da Noel Fisher ha avuto modo di uscire dal guscio, creandosi una storia personale e un arco narrativo che, seppur include (e includerà per sempre!) il suo rapporto con Ian, non è più del tutto dipendente da esso. In The Legend of Bonnie e Carl vediamo il leader di casa Milkovich cercare di scendere a patti con se stesso. Mickey sembra aver abbandonato del tutto casa sua ed ogni responsabilità legata a Svetlana. Sarà tuttavia quest'ultima a metterlo di fronte ad una scelta che si preannuncia amletica. Perchè, desiderosa di assicurare al figlio un buon futuro, la prostituta russa non si fa scrupoli a ricattare Mickey. "Domani dammi 500 dollari," dice con una smorfia di potere "o tuo padre saprà". Padre-Mostro, il capofamiglia di casa Milkovich - attualmente in prigione - è l'unica cosa che, apparentemente - sembra capace di spaventare Mickey. I ricordi delle botte e la costrizione a far sesso con Svetlana davanti ad Ian sono ancora tutti là, a galleggiare nella sua coscienza. Quindi, pur mantenendo la sua idea di non tornare a casa e di uscire da un limbo infernale in cui è costretto a negare la propria natura e i propri sentimenti, Mickey accetta il ricatto di Svetlana e, insieme a Ian, mette su una messinscena per reperire i 500 dollari chiesti da Svetlana. Ma quando le banconote vengono lanciate sul bancone dell'Alibi, Mickey non rinuncia alla possibilità di mettere in chiaro le cose: "La prossima volta che apri la bocca su cose che pensi di sapere giuro che tuo figlio diventerà un orfano". Mickey rifiuta il rapporto con Svetlana al punto che gli risulta difficile - per non dire impossibile - accettare il frutto di esso. Il bambino che la prostituta stringe sempre tra le braccia per Mickey è quasi un estraneo, il ricordo perpetuo delle molestie che ha dovuto subire per colpa di suo padre. Ecco perchè, alla fine dell'episodio, lo vediamo prendere una federa e riempirla con tutte le sue cose, pronto a lasciarsi alle spalle gli orrori di casa Milkovich. Ma c'è qualcosa di cui però non ha tenuto conto. Oltre ad essere un marito, un amante e un teppista, Mickey è anche un fratello. Quando, allora, alla fine di The Legend of Bonnie e Carl , apre la porta e trova Mandy tumefatta e sanguinante per via della violenza del suo ragazzo, Mickey rimane fermo sul posto, con l'aria preoccupata e l'espressione addolorata. Può veramente lasciare casa e permettere, in questo modo, che Mandy diventi il bersaglio di tutti? Non solo di quello schifoso del fidanzato, ma anche del padre che, di ritorno dalla prigione, potrebbe tornare a usare sua figlia per dar sfogo alle proprie deviate pulsioni sessuali. E allora Mickey rimane fermo: spezzato, diviso tra due mondi, consapevole forse che, per lui, una via d'uscita non esiste. E non esisterà mai.

Cosa ci è piaciuto
• Fiona/Emmy Rossum continua imperterrita a regalare i momenti più commoventi dello show, grazie soprattutto alle sue doti recitative
• Il personaggio di Mickey. Finalmente ha un arco narrativo tutto suo.
• Il ritorno di Sheila
• La sorpresa che Sammi organizza per suo padre

Cosa non ci è piaciuto:
Okay, Debbie comincia seriamente a diventare insopportabile.
• Il risveglio improvviso di Svetlana; la maternità, probabilmente, l'ha messa davanti alle sue responsabilità, ma non è con i ricatti che si va avanti.
• Il fidanzato di Mandy: se non brucerà tra le fiamme dell'inferno non sarò soddisfatta.

Valutazione di Erika Pomella: 8 su 10