Recensione The 100 2x16 - Blood Must Have Blood - part 2 [Season Finale]

Con il suo season finale 'The 100' si conferma una delle serie più interessanti e più coraggiose nell'ambito del target young adult.

di / 07.04.2015
Recensione The 100 2x16 - Blood Must Have Blood - part 2 [Season Finale]

Dove eravamo rimasti: blood must have blood - part 1

Nella prima parte del season finale la guerra tra gli uomini della montagna e la coalizione tra sky people e grounders arriva al suo momento culminante. Un piano ben elaborato sta portando Clarke e la sua gente ad avere la meglio. Mentre lei, con le spalle coperte dagli uomini di Lexa, è ferma fuori dalla porta principale del Monte, alla diga Raven e Wick stanno mandando in corto circuito le grandi bobbine che permettono al Mount Weather di avere elettricità. Questo per ottenere un black out al'interno della struttura che conceda a Clarke 60 secondi per aprire la porta principale - altrimenti inespugnabile - prima che parta il generatore d'emergenza. Nei tunnel sotterranei anche Octavia e Indra attendono un segnale per poter fare irruzione. Nel frattempo, all'interno del Monte, Bellamy libera tutti i grounders tenuti nella stanza del raccolto, concedendo di fatto alla sua fazione un altro piccolo esercito. Inoltre Bellamy ha cercato di salvare la sua stessa gente, dopo che Cage ha dato il via a dei veri e propri raid contro la propria gente, rea di aver dato asilo a dei traditori. Il piano sembra funzionare talmente bene che, alla fine, Cage capisce di essere sul punto di perdere. Così, ingoiando il proprio orgoglio, decide di andare da suo padre - lo stesso padre che ha fatto rinchiudere - per chiedere consiglio. Dante è disgustato da suo figlio e gli rimprovera il fatto di aver distrutto, in un una sola settimana quello che lui e i suoi predecessori hanno costruito in varie decadi. Nonostante questo, però, Dante tiene moltissimo alla sua gente e nonostante il differente modo di pensare, accetta di aiutare suo figlio. Gli offre un consiglio che lo spettatore non può vedere nè sentire e che scopre quando Lexa - di ritorno da un'avanzata contro i cecchini - annuncia di aver stretto un patto con gli uomini della montagna. Un patto che libera tutti i grounders, lasciando la gente dell'arca ad affrontare da sola un destino di morte. Clarke vive il tradimento di Lexa come qualcosa di inaspettato e assurdo - nella scorsa recensione abbiamo cercato di spiegare perchè questa decisione assurda non lo sia neanche un po' - e rimane quasi senza parole mentre Lexa le annuncia che lei e i suoi uomini si stanno ritirando. Il comandante terrestre, che solo una settimana prima aveva dichiarato il suo amore per Clarke, dimostra di non aver ancora accettato la possibilità di un mondo dove sia possibile vivere i propri sentimenti senza vederli necessariamente come una debolezza. Lexa dice a Clarke che spera di incontrarla di nuovo, un giorno e poi se ne va, portandosi via tutti quanti. Compresa Indra che, quando vede Octavia pronta a rimanere per salvare suo fratello, la rinnega come suo secondo. Compreso Lincoln che, per quanto voglia rimanere, viene portato via di peso. Clarke è da sola contro la montagna, colpevole di aver dato la sua fiducia ad una persona che ha sempre detto e dichiarato di anteporre la salvaguardia del suo popolo a quella di chiunque altro, compresa la sua.

Cosa vedremo: Blood must have blood - part 2

E giungiamo così al finale di questa emozionante seconda stagione. Un finale che abbiamo dovuto metabolizzare, rivivere, rivedere. In Blood Must Have Blood - Part 2 la guerra, per Clarke, è ufficialmente conclusa. Persa. La ragazza pensa di non avere più piani, nessun alleato dalla sua parte. Ma si sbaglia di grosso. Mentre è nei tunnel a discutere con Octavia - che di certo è la più delusa dalle scelte che Clarke ha dovuto fare per cercare di tenere insieme i pezzi di un mondo in disfacimento - il portellone delle gallerie si apre e appare Bellamy, che abbraccia suo fratello. Lei, almeno, è finalmente a casa. Ma le cose, comunque, non vanno per il verso giusto. Cage ha raccolto tutti in un settore chiuso e sigillato. Con tutti i ragazzi dell'Arca catturati e con le nuove aggiunte di Kane e Abby - tanto per rendere più drammatico il tutto - Cage sta continuando la sua terribile missione per salvare la sua gente, a spese dei ragazzi venuti dal cielo. Inizia così una metaforica partita a scacchi tra lui e Clarke. Quest'ultima, insieme a Bellamy, prende in ostaggio Dante e fa sapere a suo figlio che non avrà problemi ad ucciderlo se Cage non libererà i suoi amici. Quello che Clarke non sa è che Dante è pronto come lei a sacrificarsi per la sua gente e Cage questo lo sa. L'uomo allora dice addio a suo padre e torna quasi come se niente fosse nella stanza dove viene perpetuato il crimine. Alla fine Clarke e Bellamy capiscono di non avere molta scelta: mentre Octavia si intrufola nella stanza cercando di uccidere solamente Cage, i due leader, con l'aiuto tecnico di Monty e dopo aver dato un ultimo ultimatum rimasto inascoltato, tirano insieme la leva che modifica il sistema di areazione. L'aria radioattiva filtra all'interno del Monte e ben presto tutti i suoi abitanti - compresi gli innocenti, i bambini, Maya - muoiono. Cage, che si è curato, riesce a scappare all'esterno, ma viene presto raggiunto da Lincoln - che Indra aveva nel frattempo liberato - e colpito dalla stessa droga che l'uomo imponeva ai mietitori. Clarke è riuscita nel suo intento di salvare tutti, ma il prezzo è stato incredibilmente alto. Nel frattempo Theolonious e Murphy raggiungono quella che potrebbe essere la città della luce, ma le strade si separano. Murphy, ferito, dice a Theolonius di continuare a seguire il drone, visto che è l'unica cosa che lo interessa, mentre lui si trascina all'interno di una specie di bunker. Jaha, invece, raggiunge un posto dove una proiezione umana gli mostra il razzo con cui è venuto.

May we meet again

Con la consapevolezza che The 100 è già stato rinnovato per una terza stagione, siamo felici di constatare che questa frase non dovrà essere usata anche dagli spettatori che non vedono l'ora di rincontrare i propri beniamini. Detto questo, però, il finale di The 100 - nonostante l'alta qualità raggiunta - lascia con un pizzico d'amaro in bocca. Specie se siete tra quelli che si esaltamo all'idea he Bellamy e Clarke possano, un giorno, diventare una coppia. Che Bellamy provi qualcosa per la ragazza ormai è un dato di fatto, sebbene non si possa di certo ancora parlare di grande amore. E anche Clarke, nel corso di questa seconda stagione, nonostante se ne sia andata in giro a baciare gente e a dire ti amo di qua e non posso stare con nessuno di là, ha lasciato intendere che qualcosa - nel suo modo di rapportarsi a Bellamy - è cambiato. Eppure sembra che il destino sia avverso anche solo all'approfondimento di questo rapporto. Mentre sono insieme all'interno del Mount Weather, ad un passo dalla decisione di uccidere tutti, Bellamy è al fianco di Clarke, sostenendola in un momento di altissima indecisione etica e invece di giudicarla o di metterle fretta, poggia solo la mano sulla sua, dando prova di esserci, di essere pronto a condividere pene e fardelli. "Insieme" dice alla fine, quando è il momento di tirare la leva. Come abbiamo avuto modo di ripetere varie volte, Bellamy e Clarke sono due personaggi complementari, che vedono la vita con la stessa prospettiva. E da questo punto di vista è chiaro che fosse Bellamy l'unico in grado di aiutare Clarke nel momento di maggior debolezza. Una volta conclusa la guerra, poi, svestiti i panni (ridicoli) della guardia del Mount Weather, Bellamy torna se stesso e fuori dall'accampamento dice a Clarke di aver bisogno di un drink, ma Clarke risponde di bere anche per lei. Allora Bellamy, con la voce bassa e suadente, dice all'amica che riusciranno a cavarsela, ad affrontare anche questo, ma la ragazza annuncia che non ha intenzione di entrare. Bellamy allora si gira verso di lei e le dice: "Ascolta, se hai bisogno di perdono io te lo do. Sei perdonata". Quello che la ragazza anela con più forza - essere perdonata, dimenticare i suoi errori - Bellamy glielo concede senza esitare. Per un momento Clarke sembra vacillare, come se volesse credere a quelle parole meravigliose. Bellamy se ne accorge e prova a insistere, la prega di entrare insieme a lui e mentre lo fa la sua voce si incrina, sembrando quasi di essere sul punto di spezzarsi. Ma Clarke, anche lei ad un punto dalle lacrime, chiede a Bellamy di prendersi cura di tutti. Il ragazzo prova ad insistere, ma Clarke non ce la fa. Ammette di essere perseguitata dai fantasmi di coloro che ha ucciso. Di essere perseguitata da quello che ha fatto. Bellamy allora la corregge, dicendo "quello che abbiamo fatto". La cosa più bella di questa separazione straziante è il modo in cui Bellamy usa sempre il plurare. Non dice mai you , ma usa sempre la particella we. A differenza di tutti coloro che lo hanno preceduto,  Bellamy non ha nessuna intenzione di giudicare le scelte di Clarke o di caricarla di fardelli su fardelli. Non dice cosa hai fatto, quello che hai detto, la decisione che hai preso. E' un valzer continuo di "noi", dell'idea dell'insieme che emerge con forza proprio attraverso questa accettazione. Tuttavia Clarke è troppo spezzata, troppo piena di sensi di colpa, e non può credere a niente di quello che Bellamy dice e, allo stesso tempo, non può permettere che sia (anche) lui a pagare il prezzo delle sue scelte (sbagliate). Così decide di andarsene, abbraccia Bellamy e gli sussurra "May we meet again"

Cosa ci è piaciuto:

• Il solito coraggio che The 100 mostra nell'affrontare scelte difficili.
• Il discorso di Indra a Lincoln.
• La cover di Knockin' on Heaven's door
• Vedere Bellamy di nuovo senza quell'assurda uniforme
• Kane che si offre volontario per salvare Abby
• Bellamy. Come sempre.
• Murphy e il video nel bunker

Cosa non ci è piaciuto:

• Che questo fosse il season finale. Siamo già in astinenza.
• Che Clarke abbia deciso di andarsene. Che sofferenza.
• La svolta quasi metafisica chesta prendendo la storyline di Thelonius.

Valutazione di Erika Pomella: 9 su 10
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