Recensione The Lady

Recensione del film The Lady (2011) diretto da Luc Besson e con protagonisti Michelle Yeoh, David Thewlis, Jonathan Raggett, Jonathan Woodhouse, Susan Wooldridge, Benedict Wong.

di / 20.03.2012
Recensione The Lady

The Lady è l'ultimo lavoro di uno dei registi francesi più attivo e famoso a Hollywood, Luc Besson. Dopo il grande successo della saga dei Minimei, l'autore realizza un'opera del tutto diversa, più impegnata, mostrando così anche il suo lato più intimista e profondo, completamente diverso dagli action a forte budget che lo vedono nel ruolo di produttore, mansione che ha ormai affiancato a quella di regista. Protagonista della pellicola è Aung San Suu Kyi, interpretata da un'intensa Michelle Yeoh, Premio Nobel per la Pace 1991 e promotrice attiva del movimento per la democrazia in Birmania.

Dopo la brutale morte del padre, il generale Aung San, assassinato perché leader della lotta indipendentista della Birmania, Suu si trasferisce in Inghilterra, dove cresce, studia e si sposa con un professore universitario, Michael Aris, con il quale ha due figli. Nel 1988 il popolo birmano insorge contro la giunta militare, Suu decide così di tornare nel suo paese.  Ha inizio da quel momento la sua attiva lotta per i diritti del suo popolo, del quale diventa il leader politico, in opposizione dal regime.

Aung San Suu Kyi è una figura storica importantissima ed è giusto che la sua storia di lotta e sofferenza venga raccontata in un film, in modo che tutti abbiano la possibilità di conoscerla. È una donna forte, che ha sacrificato tutta la sua vita per ciò in cui crede, per il suo popolo, per la libertà. Per oltre vent'anni ha vissuto costretta agli arresti domiciliari, lontana dalla famiglia e dagli affetti, pur di non abbandonare il popolo birmano, non ha potuto ritirare il premio Nobel conferitole nel 1991 e non ha potuto neanche assistere il marito malato di tumore e morto nella lontana Inghilterra. Con The Lady è quindi d'obbligo omaggiare una donna tanto coraggiosa, attraverso un ritratto onesto e sincero ed è quello che Besson e la sceneggiatrice Rebecca Frayn hanno cercato di fare, grazie soprattutto ad una magnifica protagonista.

Besson ci regala nuovamente un ritratto al femminile, il regista francese è sicuramente un autore che ama le donne e spesso sono protagoniste dei suoi film, tutte personalità forti e determinate, portatrici di valori come la libertà e l'indipendenza. A cominciare dall'icona action Nikita, la giovanissima e ribelle Natalie Portman in Leon, la combattiva Giovanna D'Arco, l'affascinante angelo salvatore Angel-A, la fumettistica Adèle Blanc-Sec, fino all'ultima Aung San Suu Kyi; una carrellata di donne che prendono in mano la loro vita e attraverso lotte e sofferenze portano avanti ciò in cui credono. Icone perfette per il movimento femminista!

Detto ciò bisogna  anche dire che il biopic The Lady non è un film completamente riuscito e non è esente da difetti. Spesso la pellicola cade nella retorica e non mancano i momenti drammatici esaltati al massimo per commuovere lo spettatore, in maniera un po' furba; in questi casi (quasi sempre) perde di realismo e vira verso il melodramma, a favore della lacrima facile. The Lady ha però un peso morale importante ed è un'opera che andrebbe consigliata di vedere a tutti.

Valutazione di Giorgia Tropiano: su 10
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