Resident Evil: The Final Chapter, Recensione

La narrazione frammentata di Resident Evil: The Final Chapter sembra procede di livello in livello, come fossimo in un videogame, con scene adrenalinache e dialoghi ridotti al minimo indispensabile. Paesaggi post-apocalittici e lande desolate circondano i protagonisti in un susseguirsi di combattimenti all'ultimo sangue.

Dopo cinque anni di attesa, torna sul grande schermo la saga Resident Evil, tratta dall'omonimo videogioco. Torna con il suo ultimo capitolo in cui Alice dovrà fare il possibile per sconfiggere la terribile Umbrella Corporation. 

Il virus T ha devastato il pianeta e solamente poco di più di quattromila umani sono sopravvissuti alla potente arma chimica creata dall'Umbrella Corporation proprio per sterminare l'umanità e salvare pochi eletti. Alice si risveglia in una surreale e devastata Washington, chiamata dalla Regina Rossa che questa volta è seriamente decisa ad aiutarla e le affiderà un compito importante: rubare la cura che debellera il virus T. Per farlo però dovrà tornare a Raccoon City e rientrare nell'Alveare, sede dell'Umbrella Corp. Ed avrà solamente 48 ore. Una sfrenata corsa contro il tempo e contro i famigerati non-morti per salvare l'umanità e sconfiggere Isaacs, il capo dell'Umbrella. 

Milla Jovovich indossa per l'ultima volta i panni di Alice, l'ultimo baluardo in difesa dell'umanità, in questa saga tratta da uno dei videogame più significativi della console più famosa del mondo. Alla regia troviamo sempre il britannico Paul W. S. Anderson, ormai vero padrone della trasposizione cinematografica di Resident Evil. Lo stile registico è senz'altro uno dei migliori per portare al cinema un videogioco. La narrazione frammentata sembra procede di livello in livello, proprio come se fossimo in un videogame. Con l'unica differenza che lo spettatore non può comandare i personaggi, il che quasi diventa irritante. Scene adrenalinache e dialoghi ridotti al minimo indispensabile, utili solo per dare un senso a ciò che si vede e per sciogliere un intreccio molto semplicistico ma che non si vuole precludere alcuni colpi di scena (abbastanza stereotipati).

I paesaggi post-apocalittici e le lande desolate che circondano i nostri protagonisti sono molto suggestive e paradossalmente aumentano la frenesia delle scene che non lasciano un attimo di respiro. Un vero e proprio susseguirsi di combattimenti all'ultimo sangue per la sopravvivenza che lasciano lo spettatore inchiodato sulla poltrona.

Quest'ultimo capitolo di Resident Evil, così come tutta la saga, non ha molte pretese se non quella di intrattenere e provare a dare una storia lineare ad un videogioco, cosa certamente non facile. Alti e bassi caratterizzano la saga che rimane comunque godibile soprattutto per gli appassionati dell'action e dei videogiochi. E darà senz'altro molti spunti di riflessione per i puristi del cinema di genere e per i gamer più accaniti. 

Valutazione di Lorenzo Pietroletti: 6 su 10