Ricomincio da te

Ricomincio da te, recensione del film di Drake Doremus


Triangolo sentimentale tra Shailene Woodley, Sebastian Stan e Jamie Dornan in un film che affronta con malinconia le storie d'amore nell'epoca contemporanea.

di / 25.06.2021
Ricomincio da te

Ricomincio da te (in originale Endings, Beginnings), che arriva da noi in homevideo, è l'ultimo film di Drake Doremus, giovane regista americano rivelatosi con Like crazy (2011), film indipendente a bassissimo budget molto apprezzato dalla critica, e da allora ha continuato a indagare sulle difficoltà e le complessità delle relazioni sentimentali con stile minimalista e dialoghi parzialmente improvvisati, anche quando si è cimentato con la fantascienza distopica (Equals, Zoe).

La sua cifra stilistica e narrativa rimane la stessa per questo film, la cui protagonista è Daphne (Shailene Woodley), una ragazza che in poco tempo lascia casa, fidanzato e lavoro, per motivi che non vuole rivelare, e si ritrova così a chiedere ospitalità temporanea alla sorella; è proprio a casa sua che, durante una festa per capodanno, conosce due uomini, Jack (Jamie Dornan) e Frank (Sebastian Stan): sono entrambi attraenti e brillanti ed entrambi si mostrano interessati ad approfondire la conoscenza con lei, ma c'è un problema, cioè che i due sono amici di vecchia data. Inizialmente Daphne vorrebbe tirarsi indietro per non rovinare la loro amicizia, ma poi comincia a frequentarli separatamente, trovandosi coinvolta in una serie di situazioni che la costringono a conoscere meglio anche se stessa per capire cosa voglia davvero. 

Un triangolo sentimentale, quindi, ma anche racconto di formazione e che ritrae incertezze e confusioni affettivo-esistenziali dei trentenni di oggi, in una California un po' bohémien e un po' hipster (la protagonista lavora nel campo dell'arte, Jack è uno scrittore) illuminata da luci fredde e bluastre, e che forse ha come punto debole, paradossalmente, proprio il personaggio di Daphne, e non perché di lei ci vengono mostrati errori e imperfezioni che non la rendono a tutti i costi gradevole: sembra però che il film voglia dare di lei un'immagine di ragazza caotica e sregolata fino all'eccesso, quando nella pratica appare piuttosto indolente, mostrandola al tempo stesso irresponsabile e tormentata, forse per ingenuità o forse per immaturità. Ad affiancarla ci sono i due protagonisti maschili che riescono credibilmente a dare ai loro personaggi un fascino un po' inquieto e non superficiale.

Il percorso di crescita della protagonista passa così anche per una riflessione sulle relazioni non solo di coppia ma anche sui legami familiari, in particolar modo il confronto tra madre e figlia, e una nuova consapevolezza sui rapporti di potere tra uomini e donne che si inserisce nel filone dell'era MeToo.

Ricomincio da te è un film sentimentale più malinconico che sdolcinato, dal tono sommesso e un po' amaro, che lascia qualche dubbio sul messaggio finale ma si dimostra a suo agio con la materia trattata e coerente con i precedenti film del regista.

Valutazione di Matilde Capozio: 6 su 10