Sanditon, recensione 2a stagione serie inglese

Sanditon, recensione della 2a stagione della serie inglese


Ispirata a un romanzo incompiuto di Jane Austen, tornano storie e personaggi di Sanditon, una serie in costume che contiene intrecci amorosi e non solo sullo sfondo di una cittadina balneare.

di / 16.07.2022
Sanditon, recensione 2a stagione serie inglese

Jane Austen non passa mai davvero di moda al cinema e in tv (come dimostra anche il recente adattamento per Netflix di Persuasione), e così arriva su Sky e NOW la seconda stagione di Sanditon; la serie, che si ispira all'omonimo romanzo incompiuto di Jane Austen, ha avuto una storia produttiva piuttosto travagliata: inizialmente infatti cancellata dal network dopo la prima stagione a causa di bassi ascolti, poi a sorpresa è invece arrivata, con l'aiuto di investimenti americani e di una campagna online dei fan, la notizia del rinnovo per altre due stagioni, forse anche grazie al successo nel frattempo di un prodotto come Bridgerton, che propone atmosfere e situazioni simili; nel frattempo però Sanditon ha perso purtroppo il protagonista maschile Theo James (che invece abbiamo appena visto in The time traveler's wife-Un amore senza tempo) spingendo così a modificare, probabilmente, la conclusione prevista inizialmente dagli autori.

La seconda stagione si svolge alcuni mesi dopo la conclusione della prima, e inizia con il ritorno di Charlotte Heywood, ancora addolorata per la triste conclusione della sua storia d'amore, a Sanditon, stavolta accompagnata dalla sorella Alison, decisa invece a trovare un marito; all'arrivo nella cittadina balneare troviamo vecchie e nuove conoscenze, come Georgiana Lambe, impegnata a schivare spasimanti interessati solo alla sua dote. Anche Esther è in visita all'anziana zia Lady Denham, ma le due devono fronteggiare l'inatteso ritorno sia di Edward che di Clara. Tra le novità maggiori, c'è l'arrivo di un reggimento di soldati (che volendo cercare un riferimento alle opere austeniane, non può che portare alla mente Orgoglio e pregiudizio) che porterà fermento tra la popolazione.

Il manoscritto incompleto di Sanditon era servito, per la prima stagione, solo come traccia iniziale da cui prendere spunto, qui la trama è dunque completamente frutto degli sceneggiatori, composta da situazioni, fra il dramma e la commedia, che attingono a un certo immaginario dell'epoca, talvolta con un tocco e una prospettiva più moderni, per una storia corale in cui a fare da catalizzatore agli eventi è, ancora una volta, l'arrivo di Charlotte: l'eroina della serie in realtà fin dagli esordi è stata accusata da alcune critiche di essere una protagonista troppo scialba e poco intrigante, con il suo innato candore, l'altruismo e la correttezza che la portano sempre a fare la cosa giusta, aiutando gli altri anche a costo di sacrificare se stessa, dimostrando spesso spirito d'iniziativa e modi concreti e diretti; Rose Williams, che torna a interpretarla, ha la giusta grazia e freschezza per il ruolo oltre a un volto che si presta perfettamente alle storie in costume, anche se qui è forse priva di una controparte adeguata. 

I nuovi arrivi nella storia non sono memorabili né nel disegno dei personaggi né come estro interpretativo, così come alcune delle sottotrame sono piuttosto convenzionali e quindi prevedibili; oltre agli intrecci sentimentali, troviamo anche l'accenno a qualche altro argomento, come un riferimento alla schiavitù che si manifesta in una campagna di boicottaggio dello zucchero (attraverso la figura di Georgiana, proveniente dalle Indie Occidentali) e perfino una strizzata d'occhio al tema dell'identità di genere, con il personaggio di una bambina che vuole vestirsi e comportarsi come un maschio. 

Per il resto, troviamo quegli ingredienti tipici del genere, amori tormentati e corteggiamenti vecchia maniera, intrighi romantici e non solo, eleganti ville di campagna, figli illegittimi, giocatori d'azzardo e famiglie in cerca di una governante, gite in barca e competizioni di tiro con l'arco, feste e balli in cui guardarsi negli occhi e svelare i propri sentimenti, puntando così su dinamiche consolidate e piacevolmente poco impegnative, senza grandi azzardi o approcci provocatori e innovativi.

Chiunque sia amante delle storie romantiche in salsa ottocentesca può godersi questi nuovi episodi di Sanditon, dal finale aperto in quella che inevitabilmente si configura come una stagione di passaggio, in attesa della prossima che, a questo punto, dovrebbe essere quella conclusiva, in cui portare a termine tutte le vicende dei personaggi.

Valutazione di Matilde Capozio: 6 su 10