Supernova, il delicato film con Colin Firth e Stanley Tucci alla Festa del Cinema di Roma



'Supernova' è il racconto delicato e struggente della storia d'amore tra due uomini (Colin Firth e Stanley Tucci) e del loro viaggio per cercare di comprendere ciò che è impossibile accettare. Imperdibile

di / 25.10.2020
Supernova, il delicato film con Colin Firth e Stanley Tucci alla Festa del Cinema di Roma

Siamo fatti di stelle. O almeno questo è quello che il personaggio di Stanley Tucci afferma in Supernova, titolo passato alla quindicesima edizione della Festa del Cinema di Roma che vede come protagonisti, oltre al già citato Tucci, anche Colin Firth. I due vestono i panni di due uomini, insieme e innamorati da vent'anni, che cominciano un viaggio in camper, on the road. Il motivo del viaggio è la diagnosi di una demenza precoce che porterà Tusker (Tucci) a dimenticare il volto delle persone che ama e persino la sua stessa identità.

Quello che parte dunque come un viaggio per passare insieme momenti pieni di consapevolezza e costruire un nuovo album di ricordi a cui attingere nei giorni più bui e difficili diventa in realtà un viaggio di consapevolezza ed elaborazione. La trama del film di Harry Macqueen è davvero molto scarna e non va oltre quanto vi abbiamo già raccontato: due uomini si amano, partono insieme e cercano di scendere a patti con la presenza di una malattia degenerativa crudele e spietata, che svuota l'essere umano della sua identità, lasciandolo alla stregua di un guscio vuoto.

 Supernova
Supernova

Supernova, infatti, non è un film che procede grazie alla trama: non è una pellicola fatta di intreccio e colpi di scena. È in realtà un racconto fatto di silenzi, di cose taciute che si propagano tra i due protagonisti come il vuoto che si crea ed esiste tra le stelle. È una storia di attimi rubati al tempo tiranno, di abbracci dati sotto le stelle e sorrisi di disagio che esplodono davanti l'impossibilità di riconoscere una parola di cui, fino al giorno prima, si aveva avuto conoscenza. È una storia d'amore e di addii, di paura nascoste e bisogni che non sempre coincidono con quello che serve davvero.

Harry Macqueen dirige un film elegante e struggente proprio nel suo non voler andare a fondo a ciò che racconta con una tensione a quella che è comunemente nota come la prostituzione del dolore. Il suo è un ritratto fedele ma leggero, che non cade nei facili ricatti emotivi che la situazione di Tusker potrebbe far nascere e che invece si fa forte di quella quotidianità che tutti finiamo con il dare per scontata e che invece rappresenta forse il lato più bello e prezioso dell'esistenza degli esseri umani. Quelle piccole cose a cui ci aggrappiamo e senza le quali non saremmo in grado di accogliere le felicità più esagerate o affrontare i giorni di tempesta.

Un'eleganza, quella del regista, che si fa forte anche di quella portata in scena dai due interpreti principali. Attori che non hanno bisogno di grandi scenate per dimostrare il proprio talento o per riuscire ad arrivare al cuore di chi è seduto in poltrona a guardarli. La loro recitazione è posata, intima e per questo estremamente empatica e, soprattutto, dolorosa.

Supernova racconta una storia qualunque e comune, che potrebbe accadere a chiunque e che molto spesso accade: e proprio per questo suo abbracciare l'universalità pur restando coi piedi impantanati nella realtà Supernova diventa straordinario e imperdibile, un vero e proprio atto d'amore in ogni sua forma.

Valutazione di Erika Pomella: 8 su 10
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