The escape, recensione del film con Dominic Cooper

Una brava Gemma Arterton protagonista, insieme a Dominic Cooper, di un melodramma su una donna insoddisfatta che sogna una vita diversa: fuggirà verso una nuova vita o resterà in famiglia?

Non c'è niente che non vada, almeno in apparenza, nella vita di Tara (Gemma Arterton): un marito (Dominic Cooper), due figli piccoli, una casa. Lei però si sente soffocare, insoddisfatta della sua vita di casalinga e sempre più frustrata fino a che il suo malessere non esplode, mettendo in discussione tutta la sua esistenza, e quella della sua famiglia.

The Escape è un dramma diretto dall'inglese Dominic Savage, ex attore (da bambino recitò in Barry Lyndon di Kubrick) che ne ha anche scritto il soggetto, con dialoghi poi largamente improvvisati dai protagonisti.

Prendendo dichiaratamente ispirazione da Una moglie (1974) di John Cassavetes, il regista mette in scena la quotidianità di una coppia, una come tante altre, i cui equilibri però cominciano a scricchiolare: non conosciamo tutta la loro storia, non sappiamo se Tara sia vittima di depressione né quando abbia cominciato a sentirsi così. Quello che il film mostra è, però, come questo sia un tabù, in famiglia e per estensione nella società: in un matrimonio dalle dinamiche di coppia ben definite, e un benessere materiale che dovrebbe compensare qualsiasi altra mancanza, è difficile anche solo ammettere il problema, e ancor di più trovare aiuto.

A una prima parte narrata in modo crudo e realistico, segue poi una seconda che invece assume un tono quasi fiabesco, sognante: al posto del grigiore e della monotonia troviamo un parco illuminato dalla luce del tramonto, una contrapposizione che rispecchia lo stato d'animo della protagonista, sospeso tra angoscia e stupore, tra sicurezza e libertà.

La fuga del titolo, agognata dalla donna, è una fuga da qualcosa o verso qualcos'altro? Il film non vuole fornire soluzioni facili né giudizi morali, e questo è sia un pregio che un limite: il finale, infatti, evidenzia una struttura circolare ma lascia alcuni dubbi in sospeso.

The escape quindi funziona meglio quando si tratta di descrivere, soprattutto tramite sguardi, silenzi e piccoli gesti, un contesto e mettere in luce uno stato della mente in cui molte donne possono identificarsi; la sceneggiatura invece inciampa in qualche punto quando entra nel cuore dell'azione, e alcune sequenze sono lunghe, accompagnate dalla musica a tratti ridondante.

Il film può contare comunque su un'intensa interpretazione di Gemma Arterton (la quale, anche produttrice dell'opera, ha usato molti elementi tratti dalla sua vita reale) e anche di Dominic Cooper, che offre sfaccettature al suo ruolo di marito vecchio stampo.

Valutazione di Matilde Capozio: 7 su 10
Correlati:
The Escape
Apri Box Commenti
Torna su