The Ground Beneath My Feet

The Ground Beneath My Feet, Recensione (Berlinale69)



Girato in pellicola, questo film possiede la qualità attoriale dell'attrice protagonista Valerie Pachner che, presente quasi in ogni inquadratura, riesce ad essere convincente senza sembrare forzat; grande difetto la scrittura debole che non riesce a coinvolgere, e soprattutto a convincere.

di / 11.02.2019
The Ground Beneath My Feet

In questi primi giorni di 69esimo Festival del Cinema di Berlino abbiamo avuto modo di vedere The Ground Beneath My Feet, uno dei film candidati all'Orso d'Oro; dal 7 al 17 Febbraio sono 20 i film in concorso nella Selezione Ufficiale e tantissime altre sezioni parallele tra cui Forum e Panorama.

Lola è una ragazza in carriera che si sposta continuamente per lavoro e questo si nota soprattutto quando ritorna a casa, a Vienna. Il suo appartamento è asettico, sembra che venga usato solamente per depositare la posta ma, in realtà, non lo sente suo come non sente sua la città. Se Lola risulta essere sicura di sé sul lavoro quando viene chiamata dalle aziende per risolvere alcuni problemi, la ragazza si trova in difficoltà quando i problemi che deve affrontare fanno parte della sua vita privata. Orfana di entrambi i genitori, Lola deve fare i conti con la malattia depressiva di sua sorella Conny che, dopo l'ennesimo tentativo di suicidio, viene ricoverata in una struttura atta alla riabilitazione emotiva. Lola non ha mai accettato la malattia della sorella e ha sempre preso sottogamba la faccenda per dedicarsi al lavoro; il suo unico desiderio è essere promossa e andare a lavorare a Sydney. Tutto sembra procedere per il meglio, la relazione con la sua capa sembra diventare sempre più seria e i suoi progetti sono apprezzati da tutti i clienti, ma le continue chiamate e le lettere che riceve della sorella dall'ospedale si fanno sempre più frequenti e inquietanti. Lola va incontro a una crisi personale che porta anche sul lavoro e deve cercare in tutti i modi di affrontare i problemi della sorella e, insieme, cercare di andare avanti con la sua vita. 

Girato in pellicola, questo film possiede delle qualità che risiedono soprattutto nella qualità attoriale dell'attrice protagonista Valerie Pachner che, presente quasi in ogni inquadratura, riesce ad essere convincente senza sembrare forzata. Il grande difetto di The Ground Beneath My Feet è la sua scrittura debole che non riesce a coinvolgere, e soprattutto a convincere, fino in fondo soprattutto per quanto riguarda la sfera psicologica di Lola e la sua relazione con la sorella che, il più delle volte, risulta un peso più che un'ancora visto che si tratta dell'ultimo familiare che le è rimasto. Anche la regia risulta poco audace rispetto alla storia raccontata e contribuisce alla poca efficacia di ritmo che il film in qualche modo tradisce dopo la prima parte, sicuramente più interessante e dark rispetto alla conclusione abbastanza piatta.  

Valutazione di Erica Nobis: 6 su 10