The Informer, la recensione #2

thriller poliziesco che, oltre a trattare della malavita e degli affari poco raccomandabili che si stringono tra le mura di una prigione, mette in risalto la figura del protagonista sfruttando le varie relazioni che stringe con i diversi personaggi presenti presenti nella diegesi.

di / 19.10.2019
The Informer, la recensione #2

Pete Koslow lavora per l'FBI come infiltrato presso una banda malavitosa di polacchi stanziati a New York con la missione di smantellare il loro traffico di droga. Il suo obiettivo, pur essendo difficile e pericoloso, sembra andare per il verso giusto fino a quando, durante un incontro di compra-vendita, l'agente Koslow si accorge della presenza di un poliziotto della NYPD anch'egli sotto copertura. Quando anche il capo della gang prende atto della vera identità del compratore fasullo decide di ucciderlo, scatenando irrimediabilmente la curiosità della NYPD che, fino a quel momento, non doveva essere coinvolta con gli affari dei federali. La missione di Koslow diviene quindi più rischiosa e l'agente dovrà riuscire a sopravvivere contando solamente sulle sue forze.

Andrea Di Stefano torna a dirigere un film oltreoceano dopo gli apprezzamenti ricevuti per il suo primo lungometraggio Escobar, un drammatico thriller che racconta della leggendaria figura di Pablo Escobar da un punto di vista originale e ben diverso dai soliti approcci alla storia che siamo soliti guardare sul grande e piccolo schermo.

In questo caso, Di Stefano viene chiamato alla regia di questo thriller poliziesco che, oltre a trattare della malavita e degli affari poco raccomandabili che si stringono tra le mura di una prigione, mette in risalto la figura del protagonista sfruttando le varie relazioni che stringe con i diversi personaggi presenti presenti nella diegesi.

 The Informer - Tre secondi per sopravvivere
The Informer - Tre secondi per sopravvivere

Joel Kinnaman (Suicide Squad, Altered Carbon) è un agente sotto copertura che rischia moltissimo nel suo lavoro. A casa ha una moglie e una figlia che già avevano dovuto subire la sua assenza quando era stato detenuto presso il carcere di Bale Hill anni prima. Per il personaggio di Koslow la sua famiglia è la priorità assoluta. Essere un buon agente però vuol dire soprattutto fidarsi nei propri colleghi, coloro che ti danno indicazioni precise sulla missione e che garantiscono la tua sopravvivenza, colleghi come l'agente Erica Wilcox, interpretata da Rosamund Pike (Gone Girl, A Private War), che promettono la sicurezza e la fattibilità di qualsiasi missione.

Joel Kinnaman è abile nel saper dosare le emozioni da rilasciare al pubblico, situazione per situazione, personaggio per personaggio. Il protagonista Pete Koslow non è una semplice marionetta, senza sentimenti e senza paure, è un uomo che sta rischiando tutto: la propria vita e la sua famiglia. Quando la sicurezza e la fiducia nei confronti di coloro di cui si fidava vengono a mancare allora mette in gioco se stesso per far valere la propria vita. Le emozioni che emergono sullo schermo sono quelle di un uomo che è lontanissimo dagli automi che siamo abituati a vedere in molti thriller d'azione; Pete Koslow è un uomo vero, che non ha paura di chiedere aiuto o di versare delle lacrime di tristezza.

 The Informer - Tre secondi per sopravvivere
The Informer - Tre secondi per sopravvivere

The Informer è un film che funziona pur appartenendo a un genere piuttosto raro in questo periodo storico. Il film è, infatti, un poliziesco che si rifà a una tipologia ben precisa di thriller e che basa tutto su conoscenze e informazioni studiate minuziosamente per non farle sembrare assurde o impraticabili. Durante le riprese, sia il cast che gli autori si sono affidati molto alle parole e alle abilità di alcuni agenti che suggerivano modifiche alla sceneggiatura per fare in modo che tutto quello che si sarebbe visto nel film fosse il più reale possibile. Ed è proprio questo l'elemento aggiunto che rende The Informer interessante e avvincente.

Ma se la narrazione risulta accattivante e la regia dosata perfettamente, sembra che a The Informer manchi qualcosa. Parlando di un film nel complesso buono, sarebbe stato interessante conoscere di più la vita precedente di questo agente sotto copertura e sarebbe stato ancora più avvincente inserire più contrasti tra l'FBI e il NYPD visto che il film si basa molto sulla cattiva condotta di alcuni agenti operativi.

In sala dal 17 ottobre, The Informer risulta essere un buon film e un ottimo spunto per futuri prodotti simili che mettono in discussione la sottile linea tra giusto e sbagliato, tra buono e cattivo, tra lecito e non.

Valutazione di Erica Nobis: 7 su 10
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