The Party, recensione del film di Sally Potter

Tragicommedia di stampo teatrale con un cast prestigioso, che riunisce un gruppo di amici per un'occasione di festa che ben presto si trasforma in una carneficina.

Un incarico importante, una cena per celebrare con gli amici più stretti, una rivelazione improvvisa che sconvolge la serata: questo è lo spunto di The Party, ultimo film della regista e sceneggiatrice inglese Sally Potter.

La storia si svolge interamente nella casa londinese della coppia Janet (Kristin Scott Thomas) e Bill (Timothy Spall): lei è appena stata nominata ministro del governo ombra, e per l'occasione ha invitato a cena alcuni amici La serata però volge rapidamente al peggio quando cominciano a venir fuori dei segreti che riguardano molto da vicino alcuni dei presenti.

The Party è una tragicommedia d'impianto teatrale, dal tono per certi versi surreale, ma con un fondo di veridicità proprio nel suo mostrare l'assurdità della sofferenza umana. Con sguardo cinico e disincantato, infatti, il film ironizza su vizi e debolezze di una certa borghesia in apparenza liberal, ma a volte vittima dell'ideologia e del politicamente corretto.

Genitori omosessuali, fecondazione in vitro, terapie "alternative" al posto della medicina tradizionale, famiglia e carriera: sono alcuni degli argomenti toccati dalla sceneggiatura. La coerenza e la fedeltà ai propri principi vengono messe alla prova tanto nella vita privata quanto in politica.

Si parte infatti dal privato per arrivare a parlare di politica, in particolar modo di come l'avanzare del tempo metta alla prova coerenza e fedeltà ai propri principi.

Sally Potter è un'autrice dai molti talenti (musicista, ballerina e coreografa, oltre che cineasta) nota per progetti di tipo sperimentale, tra cui il pluripremiato Orlando (1992) con Tilda Swinton.

Stavolta sceglie di girare in bianco e nero, in omaggio a quella che si può definire la new wave del cinema britannico negli anni '60, ottenendo così un'immagine meno realistica, fatta di luci e ombre, che punta la macchina da presa in faccia agli attori per catturare ogni minima sfumatura.

Mentre la storia si snoda in tempo reale i personaggi si trasformano, mettendo da parte la patina perbene per mostrare un lato più animalesco, mentre la casa stessa comincia a diventare una gabbia senza sbarre.

La morale, naturalmente, è che alla fine della serata niente e nessuno sarà più lo stesso: segreti e confessioni faranno crollare molte certezze oppure, al contrario, offriranno una consapevolezza e uno sguardo nuovi da cui, forse, ripartire.

The Party è un film dalla forma elegante, che può contare su attori in parte e una trama gradevole seppure in parte prevedibile, sopra le righe ma al tempo stesso di stretta attualità.

Valutazione di Matilde Capozio: 6 su 10
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