The Wife - Vivere nell'ombra, Recensione del film con Glenn Close



Diretto da Björn Runge, adattamento dell'omonimo romanzo di Meg Wolitzer, The Wife – Vivere nell'ombra è un film che racconta una storia interessante, in grado di offrire diversi spunti di riflessione e che trova il suo punto di forza nelle eccellenti interpretazioni di Glenn Close e Jonathan Pryce. Nonostante ciò appare poco coinvolgente e abbastanza prevedibile, non risultando nel complesso del tutto riuscito.

di / 06.10.2018
The Wife - Vivere nell'ombra, Recensione del film con Glenn Close

Diretto da Björn Runge, adattamento dell'omonimo romanzo di Meg Wolitzer, The Wife – Vivere nell'ombra ci racconta la storia di Joe e Joan Castleman, del loro matrimonio e del segreto che insieme hanno custodito per lungo tempo.

New York, anni '50. Joan (Annie Stark) è una giovane studentessa universitaria appassionata di letteratura, brillante e determinata, che segue un corso tenuto da un giovane professore tanto colto quanto affascinante, colui che in seguito diventerà il suo futuro marito, Joe Castleman (Harry Lloyd). Nonostante le sue grandi doti come scrittrice, Joan si è sempre vista rifiutare suoi lavori dalle case editrici in quanto donna, al contrario di Joe, che nonostante avesse la possibilità di poter pubblicare i suoi libri non riusciva a realizzare delle buone opere. Joan, spinta dall'ambizione e dal desiderio di ottenere il successo meritato, seppur attraverso un compromesso, prende così un'importante decisione senza immaginare cosa comporterà questa scelta in futuro e come condizionerà la sua relazione con il marito. Molto tempo dopo, negli anni '90, in Connecticut, Joan (Glenn Close) e Joe (Jonathan Pryce) Castleman sono una coppia sposata da ormai da quarant'anni. Joe è diventato uno scrittore di grande successo, con una lunga carriera alle proprie spalle, Joan è stata per lui una moglie fedele e devota che lo ha sempre sostenuto, restando però allo stesso tempo all'ombra di quest'ultimo e della sua notorietà. Una sera i due ricevono la telefonata che tanto stavano aspettando: quella in cui viene comunicato che Joe ha vinto il Premio Nobel per la letteratura. I Castleman, ovviamente contenti per la notizia, partono subito per Stoccolma, luogo dove avverrà la premiazione, insieme al figlio David (Max Irons). Giunti a destinazione le cose iniziano però a complicarsi: il segreto tenuto nascosto per molto tempo da entrambi rischia infatti di essere svelato, e tra rancori sopiti che riaffiorano, sensi di colpa e la presenza del noto giornalista Nathaniel Bone (Christian Slater), decisamente interessato alla loro storia e a ciò che i due potrebbero nascondere, tutto quello che è stato costruito fino a quel momento e che prima sembrava una certezza finisce per crollare portando a drammatiche conseguenze.

The Wife – Vivere nell'ombra è un film che raccconta una storia interessante e particolare, che affronta diverse tematiche in grado di offrire numerosi spunti di riflessione. Tuttavia ciò non basta a renderlo un film completamente riuscito e durante la visione si possono infatti notare alcuni problemi. La regia sin dall'inzio appare molto semplice e lineare, così come la sceneggiatura che, seppur con qualche eccezione in alcuni momenti, non risulta particolarmente elaborata. Per quanto ovvaimente l'adattamento del romanzo lo consenta, un film di questo tipo necessitava forse di essere strutturato diversamente, in un modo un pò più complesso e articolato per risultare pienamente coinvolgente e per evitare di diventare, come in questo caso, spesso abbastanza prevedibile: un esempio è il segreto che Joan nasconde, che sarebbe poi anche il colpo di scena principale, intubile sin dall'inizio, così come in seguito altri risvolti delle vicende. Anche nella gestione di alcuni personaggi durante la storia si riscontra qualche probelma, come nel caso del personaggio del giornalista Nathaniel, che avrebbe meritato maggior spazio nelle vicende, avendo anche un ruolo abbastanza decisivo nella trama in quanto giornalista intento a scoprire ciò che nascondono i protagonisti, così come per il personaggio del figlio aspirante scrittore, David, la cui storia e il suo vivere il confronto con la carriera del padre sarebbero potuti essere approfonditi ulteriormente.

Ciò su cui comunque non si può di certo discutere sono le magistrali interpretazioni dei protagonisti, Jonathan Pryce e Glenn Close, il vero punto di forza del film, assolutamente perfetti nei panni di Joe e Joan Castleman. Altri aspetti positivi si ritrovano inoltre nelle ottime scenografie, nelle splendide location scelte per il film e nei bellissimi costumi, che spiccano per l'estrema cura nel rappresentare le diverse caratteristiche dei personaggi e le diverse epoche storiche in cui è ambientata l'opera.

Valutazione di Cristina Gervasio: 6 su 10
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