The Young Pope, recensione primi due episodi

The Young Pope, miniserie di Paolo Sorrentino, è una dissacrante ed ironica rappresentazione del pontificato di un giovane Papa ambizioso che è già pronta a diventare cult.

The Young Pope è miniserie divisa in dieci puntate scritta e diretta da Paolo Sorrentino, una coproduzione internazionale tra Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Francia e Spagna, trasmessa da Sky Atlantic, HBO e Canal+. Le prime due puntate sono state presentate in anteprima mondiale durante la settantatreesima edizione della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Il grande cast internazionale tra i tanti comprende Jude Law, Silvio Orlando, Diane Keaton, Cecile de France, Javier Camara, James Cromwell.

Lenny Belardo (Jude Law) diventa, in giovane età per il ruolo assunto, Papa Pio XIII, primo Papa americano della storia. E' una figura particolare, giovane e ambizioso, pronto a cambiare molto della vita all'interno della Città del Vaticano, pur restano profondamente tradizionalista. Arrivista e pronto a portare avanti i suoi interessi, il nuovo Papa dovrà affrontare una vita nuova, in un luogo completamente diverso da quello in cui è cresciuto, con poche persone fidate e lo farà senza guardare in faccia nessuno.

La miniserie ideata dalla mente del giovane regista italiano, sicuramente il più talentuoso della sua generazione, è una grande collaborazione internazionale. Cinque tra le più importanti nazioni a livello cinematografico e televisivo mettono insieme i propri sforzi per produrre un lavoro che non solo diventa attesissimo ma è anche pronto a diventare cult. Sorrentino, con il suo talento visionario e la sua scrittura graffiante ed intelligente è riuscito è mettere in moto una macchina produttiva ingente e già solo per questo gli va riconosciuto un grande merito.

Entrando nei dettagli dell'opera, dopo aver visto i primi due episodi, quindi non avendo una visione completa del lavoro, si può già dire che Paolo è riuscito anche a restare completamente fedele al suo stile. The Young Pope è Paolo Sorrentino diluito in dieci puntate. Come giustamente dice lui stesso è come se avesse fatto un film di dodici ore. C'è tutto il suo stile, la sua visione di cinema, la sua poetica, la sua scrittura dissacrante e a tratti geniale. Tutto sembra funzionare perfettamente, dal cast alle musiche, dalla fotografia alla scrittura e oltretutto si racconta un qualcosa di nuovo, che non si era mai visto. La storia di un pontificato vista dall'interno, senza alcun filtro, utilizzando l'unica arma possibile in questo caso, ovvero quella dell'ironia. Probabilmente farà molto parlare perché già dalle prime due puntate di capisce che Sorrentino non si è risparmiato su nulla e riuscire a fare ciò in una produzione del genere è già quasi di per sè un miracolo.

Valutazione di Giorgia Tropiano: 8 su 10

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