To The Wonder

To the Wonder: la recensione


Recensione del film To The Wonder, il sesto film diretto da Terrence Malick in quarant'anni di carriera. In concorso al Festival del Cinema di Venezia 2012, il film vede protagonisti Rachel McAdams, Ben Affleck, Javier Bardem, Olga Kurylenko e Charles Baker.

di / 03.09.2012
To The Wonder

To the wonder è il sesto film di Terrence Malick in quarant'anni di carriera. Dopo le prime due pellicole negli anni Settanta, che presentavano già le radici di quello che sarà lo sviluppo del suo cinema successivo, passano ben vent'anni per avere la possibilità di rivedere un suo lavoro. Vent'anni sono tanti e sono necessari per far crescere il suo mito e le aspettative dei fans di tutto il mondo, ma servono anche al regista per affinare il suo cinema, rendendolo più poetico, filosofico, mistico, più complesso, non per tutti. In concorso alla 69esima edizione della Mostra Cinematografica di Venezia, la pellicola vede tra i protagonisti Ben AffleckOlga KurylenkoJavier Bardem e Rachel McAdams.

Raccontare ogni volta di cosa parla un film di Malick è un'impresa quasi impossibile, le sue opere non hanno trama, non esiste una narrazione lineare, le immagini trasmettono sensazioni, stati d'animo, emozioni. Se ne La sottile linea rossa erano volte alla guerra, in The Tree of life al significato della vita, della morte, della famiglia, questa volta il tema centrale del film è l'amore, passionale, profondo, doloroso, rabbioso, dolce, in tutte le sue sfaccettature. Un uomo si innamora di una donna a Parigi e porta lei e la figlia, nata dal precedente matrimonio della ragazza, con sé negli Stati Uniti. Tutto sembra bello ma presto la vita di coppia, per di più in un paese straniero, diventa difficile e i due sono costretti ad allontanarsi.

La prima cosa che si può dire di un film di Malick, e non si sbaglia sicuro, è che divide. Si passa da esaltazione totale, venerazione a fischi, contestazioni, ma ciò non può che essere un fatto positivo perché, nel bene o nel male, il suo cinema non lascia indifferenti. Con To the Wonder il regista esplora un'altra grande verità della vita: l'amore. Fra due esseri umani, ma non solo. Anche verso Dio. Come in The Tree of Life la voice over che accompagna il film (caratteristica di tutto il suo cinema) è affidata ad una donna, che come in un lungo monologo interiore racconta ciò che prova, le sue emozioni, i suoi pensieri, i suoi stati d'animo, a tratti gioiosi, felici, in altre occasioni nostalgici, tristi. Parallelamente ascoltiamo anche i pensieri di un prete (Javier Bardem) che quotidianamente si confronta con la sofferenza umana e ogni volta si interroga sul perché accada ciò, si interroga su Dio, sulla sua missione, sul suo significato.

La pellicola non raggiunge i livelli di bellezza e di poesia di The Tree of Life ma è comunque un cinema alto, Malick è senza dubbio uno degli autori più profondi e talentuosi di sempre e questo film lo riconferma. Riesce con una semplice inquadratura a trasmettere emozioni; To the wonder è sicuramente un film pieno di difetti, di incongruenze ma anche queste fanno parte della grande macchina che è il suo cinema, che non ha come fine ultimo il voler essere perfetto, tutt'altro. D'altronde la perfezione non è mai piaciuta a nessuno, sono i difetti che lasciano il segno.

Una parola sui due attori protagonisti: la Kurylenko è perfetta nel ruolo ed esprime grazia e dolcezza, Ben Affleck, nella sua totale apatia, anche. Ha una faccia insignificante, che non lascia trapelare emozioni, è noioso e irritante in ogni suo film, quindi per interpretare l'uomo del film va benissimo.

Valutazione di Giorgia Tropiano: 7 su 10