Tully, recensione del film con Charlize Theron

Tully, terza collaborazione tra Jason Reitman e Diablo Cody, la seconda con anche Charlize Theron, è un film gradevole e ben realizzato ma che poteva fare molto di più.

Con Tully torna sul grande schermo, a sette anni di distanza da Young Adult, la ben assortita accoppiata Jason Reitman regista e Diablo Cody sceneggiatrice (la prima collaborazione era stata il super apprezzato Juno), e per la seconda volta a far diventare questa coppia un terzetto ci pensa Charlize Theron, che torna a lavorare con loro e si occupa anche della produzione. Insiema alla Theron troviamo l'attrice Mackenzie Davis, diventata famosa soprattutto grazie al suo ruolo nella serie tv Halt and Catch Fire.

Marlo (Charlize Theron) sta per diventare madre per la terza volta e si trova a dover affrontare tutte le problematiche delle donne quando devi fare la mamma, la moglie e devi portare avanti un lavoro contemporaneamente, soprattutto se uno dei bambini ha problemi di salute, se hai un marito un pò assente e non navighi nell'oro. Quando il bambino arriva la situazione sembra degenerare e Marlo si rende conto che forse ha bisogno di un aiuto, di qualcuno che le stia vicino, che la supporti e la incoraggi, perchè forse una vicinanza mentale spesso è molto più importante di una materiale, così accetta l'aiuto di Tully (Mackenzie Davis) e improvvisamente la sua vita sembra migliorare.

Fare la mamma sarà anche il lavoro, si perchè è decisamente un lavoro anche se fatto con amore, più bello del mondo ma è senza ombra di dubbio il più stancante. E' facile giudicare quando non si hanno figli o se si è uomini (la gravidanza dove la mettete oltrettutto?) o se si hanno tate su tate che vi aiutano, ma quando ci si ritrova soli a dover occuparsi di bambini che sono piccoli e quindi non hanno ancora la capacità di capire cosa è giusto o cosa è sbagliato, soprattutto se poi uno di essi è affetto da forme di autismo, diventa tutto troppo complicato e un aiuto è qualcosa di indispensabile. Lo sa bene Diablo Cody che ci racconta questa storia con una sensibilità importante, come solo una donna poteva fare, senza edulcorarla ma essendo il più veritiera possibile, tanto da farti quasi passare la voglia di fare figli.

Tully però non è solo un film sulle difficoltà dell'essere mamma ma è soprattutto un film che racconta la vita di una donna insoddisfatta, che ha fatto delle scelte che l'hanno portata ad una prospettiva di vita diversa da come probabilmente l'immaginava e ha bisogno di un aiuto per poter far luce sulle cose importanti e per poter tornare a star bene con se stessa prima di tutto. Così dopo Juno che ci parlava delle difficoltà dell'adolescienza, Young Adult delle difficoltà nel diventare adulti, ora Diablo Cody ci porta allo step successivo, ovvero le difficoltà una volta che sei cresciuto e hai responsabilità diverse. Lo fa soprattutto grazie al ruolo indispensabile di un regista bravo e delicato con Jason Reitman e anche grazie ad una intensa interpretazione di Charlize Theron.

Il film è gradevole, ha sicuramente degli aspetti positivi ma nella seconda parte perde decisamente di tono e nel suo complesso rimane un'opera ben realizzata ma che non ti entra nel cuore.

Valutazione di Giorgia Tropiano: 6 su 10
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