Un amico straordinario, recensione del film con Tom Hanks

'Un Amico Straordinario' è un film che parla direttamente al cuore dello spettatore, facendolo commuovere e ricordandogli che essere una brava persona è, prima di tutto, un esercizio mentale

di / 03.02.2020
Un amico straordinario, recensione del film con Tom Hanks

Lloyd Vogel (il Matthew Rhys di The Americans) è un uomo cinico, con cui la vita non è stata gentile, che lavora nella redazione della rivista Esquire alla fine degli anni '90. Sebbene la sua vita privata vada bene, con la moglie Andrea (la Susan Kelechi Watson di This is Us) e il figlio Gavin, Lloyd scopre con qualche sorpresa che nel mondo del giornalismo il suo nome è finito in una sorta di lista nera: nessuno vuole essere intervistato da quest'uomo che, se a prima vista appare amabile e simpatico, quando comincia a scrivere diventa una vera e propria furia. E l'umore del protagonista non migliora quando, al matrimonio della sorella, si vede venir incontro il padre che lo ha abbandonato quando era bambino e con il quale ha un rapporto davvero problematico. Intanto, a lavoro, a Lloyd viene chiesto di scrivere un trafiletto di quattrocento parole su Fred Rogers (Tom Hanks), meglio conosciuto con il nome di Mr. Rogers, il protagonista e conduttore di uno show per bambini dal titolo A Beautiful Day in the Neighborhood (da qui il titolo originale della pellicola). Lloyd parte allora per Pittsburgh, con la missione ufficiale di intervistare l'uomo e con quella ufficiosa di dimostrare al mondo che questo eroe del piccolo schermo non è il santo che si vorrebbe credere. L'amicizia inattesa tra lloyd e Fred spingerà il giornalista a riflettere su molti aspetti della sua stessa esistenza.

 Un amico straordinario
Un amico straordinario

Un amico straordinario - titolo per cui Tom Hanks è candidato ai prossimi Premi Oscar come Miglior Attore Non Protagonista - è una di quelle pellicole che sembrano non avere altro scopo se non quello di rivolgersi direttamente allo spettatore, proprio come fa Fred con il suo piccolo pubblico. Naturalmente la pellicola affronta moltissime tematiche: dal lutto al perdono, passando per il potere dei media e l'annegamento nell'indifferenza dei nostri giorni, ma il vero leitmotiv di questa pellicola commovente è la fatica e l'allenamento costante che servono per diventare una persona migliore. Ed è proprio questa la riflessione principale del film: non nasciamo buoni o cattivi, giusti o sbagliati. Nessuno di noi è una buona persona, ma tutti possiamo scegliere di esserlo. Una riflessione che forse può apparire banale, ma che senza dubbio viene spesso data per scontata e che la pellicola (ricordiamo tratta da una storia vera) cerca di portare sotto gli occhi di un pubblico sempre più fagocitato in un mondo dove siamo portati a guardare solo verso la nostra oasi, arrabbiandoci al minimo segnale di difficoltà.

Commovente e sincero nella costruzione dell'impianto emotivo, che non ha bisogno di ricorrere a facili ricatti emotivi, Un Amico Straordinario è uno di quei film che vengono realizzati quasi con l'unico obiettivo di disegnare un sorriso sul volto dello spettatore, senza rinunciare ad una forte dose di nostalgia che spezza il cuore e che rende l'esperienza della visione maggiormente imperdibile.

Valutazione di Erika Pomella: 8 su 10
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