Uomini di parola

Uomini di parola



Recensione del film Uomini di parola con Al Pacino, Christopher Walken e Alan Arkin: azione, inseguimenti, spaccio di droga, sparatorie, momenti comici ma non mancano temi più profondi come amicizia e libertà.

di / 09.07.2013
Uomini di parola

Uomini di parola è un film diretto da Fisher Stevens al suo esordio dietro la macchina da presa dopo una lunga carriera come attore sia al cinema che in televisione dove ha interpretato Chuck Fishman nella serie tv Ultime dal cielo, ruolo che l'ha reso famoso. Per il suo primo lavoro da regista di fiction (perché ha un passato da documentarista)  sceglie di portare sul grande schermo una commedia d'azione con un cast assolutamente grandioso, tre pezzi da novanta come Al Pacino, Christopher Walken e Alan Arkin. Il film è stato presentato in anteprima al Chicago International Film Festival il 12 ottobre 2012 e arriva ora, con quasi un anno di ritardo, nelle sale italiane.

Val (Al Pacino), dopo 28 anni di prigione per essersi rifiutato di rivelare i nomi dei suoi complici di un colpo andato male, torna in libertà e subito ritrova il suo migliore amico Doc (Christopher Walken). Insieme ripensano ai vecchi tempi, a tutto ciò che non hanno potuto fare e alla vita che c'è stata e che potrebbe ancora esserci. Per questo motivo riuniscono la vecchia banda andando a trovare Hirsch (Alan Arkin), un altro vecchio amico. I tre ex criminali, decidono di passare una nottata di baldoria in onore delle glorie passate e per rifarsi di tutto ciò che il tempo gli ha portato via. Il problema è che uno di loro nasconde un segreto, deve uccidere uno della banda per ordine di un capo di un'organizzazione criminale.

A primo acchito il film potrebbe sembrare un classico action movie, condito di ironia e battute sarcastiche, in cui il protagonista cerca di cavalcare l'onda della gloria passata in compagnia dei suoi vecchi compagni d'avventura. Si l'azione c'è, ci sono inseguimenti, spaccio di droga, sparatorie, ci sono momenti comici spassosi, quasi tutti relativi alle loro attività sessuali; i tre amici si ritrovano coinvolti in attività malavitose come accadeva in gioventù e dimostrano di non aver perso le capacità di una volta, ma la pellicola si fonda principalmente su discorsi intimistici, riflessioni sull'amicizia, sul passato e sulla libertà da poco ritrovata. In alcuni momenti  questo tipo di dialogo prende il sopravvento spezzando un po' il ritmo dell'azione, qui si sente la molto la mano da drammaturgo teatrale dello sceneggiatore Noah Haidle.

Alla fine, Uomini di parola si basa profondamente e in maniera imprescindibile sui suoi attori: tutti e tre sono assolutamente nella parte e regalano momenti attoriali molto alti, soprattutto Christopher Walker. Era impossibile pensare ad un film del genere se non intrepretato da attori con la A maiuscola e quindi è anche grazie a loro che il risultato è piacevole. Ma non più di questo. Un film estivo d'intrattenimento che si dimentica subito dopo averlo visto. 

Valutazione di Giorgia Tropiano: 6 su 10