Valeria, recensione della serie spagnola Netflix
Valeria, recensione della serie spagnola Netflix

Valeria, recensione della serie spagnola Netflix


'Valeria', serie originale spagnola Netflix, è una copia madrilena di Sex and The City; una serie che non ha molto da dire e che finisce con l'annoiare lo spettatore.
Voto: 5/10

Lo scorso 8 Maggio, quando ha debuttato su Netflix The Eddy, la serie creata dal regista di La La Land Damien Chazelle, sulla piattaforma streaming è arrivata anche Valeria, serie TV originale Netflix in arrivo direttamente dalla Spagna e che sembrava essere un titolo adatto per cercare un po' di leggerezza in questo periodo che continua a non essere tra i più facili. 

Tratta più o meno liberamente dai romanzi di Elìsabet Benavent, successo in terria natia e portati in Italia dalla casa editrice Rizzoli, Valeria è una serie che si compone di otto episodi incentrati sulla vita della Valeria del titolo (la Diana Gòmez apparsa ne La Casa di Carta come Tatiana, la moglie di Berlino), una ragazza di ventotto anni alle prese con la stesura del suo primo romanzo, mentre intorno a lei la vita va avanti. Da una parte il suo matrimonio che sembra vacillare per perdita della passione, dall'altra l'entrata in scena di Victor (Maxi Iglesias) un uomo affascinante che sembra svolgere bene il suo ruolo di tentatore nonché protagonista ideale dell'opera che Valeria sta scrivendo.

Intorno alla protagonista, poi, ruotano le tre migliori amiche di sempre, anche loro alle prese con i loro problemi. Lola (Silma Lòpez), la più libera del gruppo e, al tempo stesso, impantanata in una relazione con un uomo sposato, mentre si prende cura del fratello disabile. C'è poi Carmen (Paula Malia), addetta marketing e innamorata di un suo collega ma prototipo della classica donna imbranata che non sa come comportarsi con gli uomini. E infine c'è Nerea (Teresa Riott), grande lavoratrice che nasconde dietro il suo stakanovismo la paura di confessare ai genitori di essere omosessuale e che quindi vive costantemente nell'ansia di non essere abbastanza e di non poter essere del tutto libera.

Questa, in breve, è la trama di Valeria, una serie che pone al centro del racconto – almeno nelle intenzioni – la rivendicazione del corpo femminile, il bisogno della passione e il coraggio di seguire se stesse e le proprie ambizioni, senza farsi chiudere in gabbia da aspettative o paure dettate dalla società. Peccato che, di tutto questo, nella serie c'è veramente poco. Man mano che gli episodi avanzano, con una scorrevolezza che è il vero punto forte della serie, si ha sempre di più l'impressione di avere davanti la copia spagnola e madrilena di Sex and The City, con i personaggi che sono abbastanza chiaramente delle caricature di quelli già visti nella serie con Sarah Jessica Parker. Dalla scrittrice che insegue l'amore, alla donna che non può fare a meno del sesso, alla donna incentrata sulla carriera fino all'imbranata e/o romantica. Anche le dinamiche sono più o meno le stesse e di certo la rivendicazione sessuale che la serie sembra voler mettere in primo piano non è niente se messa a confronto con quella della serie statunitense, specie poi se messa a confronto con il contesto e il periodo storico in cui le due storie sono state realizzate.

Tutto, in Valeria, procede secondo lo schema del già visto e in più, in questa seria, la situazione è aggravata dalla presenza di una protagonista veramente di difficile digestione per lo spettatore, che si trova, episodio dopo episodio, a dover seguire il tira e molla tra un uomo affascinante e una donna che non solo non sa quello che vuole, ma passa metà del suo tempo a lamentarsi e a fare la vittima, risultando assolutamente insopportabile per chi guarda, al punto da finire per fare il tifo per il povero marito incompreso, improvvisato youtuber. 

Molto meglio, allora, le storie di contorno. Sebbene neanche questi odorino di nuovo e siano solo abbozzate per essere sicuri di lasciare più spazio alla protagonista, se non altro chi guarda si può divertire e interessare alle loro storie. Storie, in questo caso, che sembrano muoversi verso una direzione, rispetto a quella di Valeria che è solo un gigantesco guazzabuglio di circoli viziosi che non interessano a nessuno e che soprattutto finiscono con l'annoiare lo spettatore.

Valutazione di Erika Pomella: 5 su 10
speciale NetflixValeriaValeria (stagione 1)
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