Via dalla pazza folla

Via dalla pazza folla, la recensione


Via dalla pazza folla è un melodramma classico, senza infamia e senza lode, che rimane fedele alla storia originale nonché al genere cinematografico di riferimento. Un compitino ben svolto ma che trasmette poco a livello emotivo.

di / 16.09.2015
Via dalla pazza folla

Via dalla pazza folla porta sul grande schermo, per la seconda volta, il famoso romanzo di Thomas Hardy. La prima trasposizione risale al 1967 ed era diretta da John Schlesinger, questa volta è il regista danese Thomas Vinterberg a riproporre il dramma dello scrittore britannico. Il cast scelto è composto da Carey Mulligan nel ruolo di Batsceba Everdene, la protagonista su cui ruota tutta la storia, l'attore belga Matthias Schoenaerts, Michael Sheen e Tom Sturridge, nei ruoli dei tre pretendenti della giovane donna. 

Batsceba Everdene è una giovane orfana povera che lavora la terra. Gabriel Oak (Matthias Schoenaerts) è un fittavolo benestante che si innamora della ragazza tanto da chiederla in moglie. Batsceba ha però un'indola selvaggia e indipendente, cosa assai rara nelle donne dell'epoca e non ama l'idea di legarsi per sempre a qualcuno, di dover dipendere o sottostare agli ordini di un uomo, così rifiuta la proposta nonostante Gabriel non le sia indifferente. Improvvisamente la sua vita cambia quando un suo lontano parente le lascia in eredità la sua fattoria, così la donna trasforma la sua condizione da povera a ereditiera benestante, padrona di una fattoria. Allo stesso tempo Gabriel cade in disgrazia e perde tutti i suoi averi, viene così assunto come pastore nella fattoria della donna che ama. Nel destino di Batsceba entrano ben presto altri due uomini, William Boldwood (Michael Sheen), ricco proprietario terriero, vicino di fattoria e il sergente Francis Troy (Tom Sturridge), suo futuro marito.

Via dalla pazza folla è un melodramma classico, come se ne facevano un tempo, senza alcun tipo di sperimentazione o cambiamento significativo. Cosa che è allo stesso tempo sia il suo bene che il suo male, perchè portare sul grande schermo un romanzo dell'Ottocento e una storia così classica non è semplice ed è sicuramente un azzardo in un cinema moderno fatto di supereroi, di sperimentazioni e di contraddizioni continue. E' il suo bene perchè porta rispetto alla storia originale e crea un lavoro ottimo dal punto di vista realizzativo, il suo male perchè un film di questo tipo sembra quasi alieno al giorno d'oggi, cosa che potrebbe non essere una cosa negativa da un punto di vista nostalgico ma lo è sicuramente da un punto di vista culturale e commerciale. Al di là di questo discorso Via dalla pazza folla ha elementi molto positivi, uniti ad altri altrettanto negativi. Ha un ottima messa in scena, una cura buona dei dettagli, una fotografia molto bella e soprattutto ha attori eccelsi. Ha poi però alla base una storia poco interessante, una eroina che dovrebbe essere prototipo delle giovani donne emancipate e indipendenti ma che poi cade nella trappola dell'uomo sprecando tutto ciò che ha fatto fino a quel momento. Seguiamo le vicissitudini dei protagonisti con poco interesse e con antipatia generale, perchè forse quel romanzo, quella storia non è più adatta ad un pubblico odierno.

Nota di plauso va a Matthias Schoenaerts, quando c'è lui sullo schermo ruba la scena a tutti e regala una delle sue migliori performance, e a Michael Sheen, sempre perfetto nelle sue interpretazioni. Non a caso i loro duetti sono quelli più interessanti, i momenti migliori del film.

Valutazione di Giorgia Tropiano: 5 su 10