Widows - Eredità criminale, la recensione



Con Widows Steve McQueen porta in scena un'evoluzione autoriale del genere heist movie, il thriller basato su un colpo grosso, e lo fa a modo suo, attraverso la sua personale visione di cinema.

di / 10.11.2018
Widows - Eredità criminale, la recensione

Dopo aver vinto il premio Oscar come Miglior Film per 12 anni schiavo, il regista e sceneggiatore britannico Steve McQueen torna sul grande schermo con la sua nuova opera, Widows - Eredità criminale. Al suo quarto lungometraggio, questa volta ci propone un thriller, genere nuovo per lui, tutto al femminile, una storia che presenta tutti gli elementi del genere, non a caso è scritto a quattro mano con Gillian Flynn, una delle autrici di romanzi thriller più famose al mondo, ma che risulta in realtà molto più complesso e sfaccettato per essere definito semplicemente come un thriller e del resto non potevamo che aspettarci niente di meno da un'accoppiata del genere. La pellicola, che è stata presentata in anteprima mondiale all'ultimo Festival del cinema di Toronto, ha un cast ricco di nomi importanti, prime tra tutte le donne protagoniste assolute della storia (come è facile evincere anche dal titolo), Viola Davis, Michelle Rodriguez, Elizabeth Debicki, Carrie Coon e Cynthia Erivo, affiancate da nomi come Liam Neeson, Colin Farrell, Robert Duvall, Daniel Kaluuya e Jon Bernthal.

Veronica Rawlins (Viola Davis) si ritrova improvvisamente vedova dopo che il suo amato marito, Harry (Liam Neeson), muore durante una rapina andata male. Durante l'agguato della polizia perdono la vita anche gli altri collaboratori di Harry lasciando a loro volta le moglie vedove. Veronica, inconsapevole dell'attività criminale del marito, si trova a vivere un incubo rafforzato dalle minacce che subisce da Jamal Manning e da suo fratello, i quali hanno perso i soldi che Harry doveva loro durante il colpo andato a male. La donna scopre che suo marito le ha lasciato in eredità un quaderno con un piano per un altro colpo, così decide di contattare tutte le altre vedove per provare a portare a termine la rapina che la banda di Harry non ha potuto effettuare.

Widows è un film pregno di significati, che tocca vari argomenti e mostra più sfaccettature, tanto da innalzarlo al di sopra del genere di appartenenza. Ci parla di lutto, di come affrontarlo, di come provare ad andare avanti nonostante tutto, ci parla di donne, della loro forza, sia emotiva che fisica, di violenza, di perdono, di amicizia, ma ci parla anche di politica, di corruzione, di slealtà etica. E' un film ricco di significati, tanto che inizialmente può sembrare un pò confusionario, non si capisce veramente dove vuole andare a parare, ma poi tutti i pezzi si collegano, tutte le questioni affrontate acquisiscono un senso e si arriva alla tanto agognata rapina finale con un bagaglio di informazioni e di esperienze condivise che non fanno altro che aumentare l'attesa per il colpo. E' un thiller psicologico, che si basa soprattutto sull'esplorazione emotiva dei propri protagonisti, di quelli che piacciono tanto a Gillian Flynn, ma intriso di una vena autoriale tipica di Steve McQueen, che riesce a far sua una storia che sarebbe potuta essere molto meno complessa e sfaccettata, e di conseguenza più banale e superficiale, se non ci fosse stato lui dietro a tutto questo. 

Il regista riesce, attraverso i mezzi che ha a disposizione, a lanciare messaggi che serviranno a capire meglio alcuni aspetti della storia e lo fa attraverso scelte registiche specifiche. Anche le scene di violenza presenti nel film sono molto crude e dirette, altra caratteristica del cinema di McQueen. Gli attori sono tutti molto bravi nei loro ruoli, su tutti spicca per bravura e per caratterizzazione del personaggio, Elizabeth Debicki (Alice Gunner nel film, una delle vedove), attrice australiana di origini polacche. 

Valutazione di Giorgia Tropiano: 8 su 10
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