X-Men L’inizio: Recensione



Recensione del film X-Men: L' inizio (2011) diretto da Matthew Vaughn e con protagonisti James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, January Jones, Aaron Johnson, Nicholas Hoult.

di / 10.06.2011
X-Men L’inizio: Recensione

Tratto dall'omonimo fumetto della Marvel X-Men L’inizio racconta la vita  di due giovani amici che scoprono di avere poteri speciali, ma prima che i due assumessero l’identità di Professor X e Magneto, erano due giovani uomini sorpresi dai propri superpoteri.

Il film è ambientato negli anni ’60, proprio agli inizi dell’era spaziale, l’epoca di JFK.  Questi anni li ricordiamo sicuramente per la Guerra Fredda, quando  l’intero pianeta era minacciato dalle crescenti tensioni dei poteri  fra Stati Uniti e Russia. Proprio in questa occasione sono arrivati i primi mutanti della storia. Il film inizia presentando Erik nella scena iniziale del  primo film sugli X-Men, in cui appare il campo di concentramento di Auschwitz, negli anni ‘40.

Tra flashback iniziali e finali inaspettati, la sceneggiatura si basa sul raccontare il personaggio crudele di Sebastian Shaw, mutante che vuole far estinguere il genere umano, nonché il responsabile di aver ucciso la madre di Erik Lehnsherr, il futuro Magneto. Questo atto scatena in Magneto il desiderio di vendetta che lo porta a diventare amico del Professor X, i quali accompagnati da un gruppo di mutanti intenzionati tentano di fermare il piano malvagio di Erik.

X-Men L’inizio racconta l'antagonismo tra i due personaggi più forti della saga, mostrando una sincera amicizia che viene stravolta in scontri tra i due lasciando spazio a temi drammatici alla storia. Il cinico Erik che siamo abituati a vedere, mano a mano che viene raccontata la sa storia, si scopre avere un carattere piu’ profondo che termina nel finale con una botta di emotività. Allo stesso tempo però Erik è molto determinato e intende portare a termine il suo piano decidendo di eliminare chiunque decida di sbarrargli la strada, anche se dovesse trattarsi di Charles.

Charles (James McAvoy) scopre lo scopo dei suoi formidabili poteri quando si collega (tramite la telecinesi)  agli altri mutanti del globo con l’uso di Cerebro, un casco metallico altamente tecnologico, che amplifica i suoi poteri telepatici. In questo capitolo, Cerebro non è altro che il prototipo di quello che siamo abituati a  vedere nei film di X-Men ambientati ai giorni d’oggi, ed è costruito con i mezzi degli anni ’60 e dotato di interruttori con la levetta, tubi a raggi catodici e vecchie antenne.

Obiettivo di X-Men L’inizio è quello di  dare alcune risposte fino ad ora rimaste sconosciute agli amanti del genere X-Men: le origini dei mutanti.

Come si sono incontrati gli X-Men? Perché Charles è constretto a vivere su di una sedia a rotelle? 

Ecco che X-Men l’Inizio risolve tutti (o quasi) i dubbi, un primo capitolo di quella che sarà una nuova trilogia.

A fare da regista è Matthew Vaughn (recentemente al cinema con Kick-Ass) pronto a dare nuova linfa e nuove idee ai personaggi non ripetendosi in lunghe e noiose scene, riuscendo a gettare le fondamenta degli degli originali firmati da Bryan Singer e dai quali pero’ non si distacca molto.

Un conflitto che non è solo esteriore tra i due protagonisti, ma anche interiore, nel loro cuore, che trascina lo spettatore fino alla fine del film senza mai stancare. L’azione è presente molto di più rispetto ai precedenti film senza scene ‘forti’ ma di riesce a concepire l’intenzione di Vaugh di dedicarsi all’umanità dei personaggi.

Valutazione di Simone Ziggiotto: 5 su 10
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