Roman Vlad è morto


Si è spento all'età di 93 anni Roman Vlad, compositore, musicologo e pianista italiano di origine rumena.

Roman Vlad, compositore, musicologo e pianista italiano di origine rumena, è morto a 93 anni. Nato a Cenauti in Romania il 29 dicembre 1919, cittadino italiano dal 1951, ha scritto opere teatrali, sinfoniche e da camera fra cui le Cinque elegie su testi biblici, Melodia variata e il celebre ciclo delle Stagioni giapponesi, 24 Haiku.

Vlad è stato presidente della Siae, direttore artistico dell'Accademia Filarmonica Romana, dell'Orchestra Sinfonica della Rai, della Scala e sovrintendente dell'Opera di Roma.

Vlad è stato compositore anche di colonne sonore per film: la colonna sonora del film La bellezza del diavolo di René Clair; Eugenia Grandet di Mario Soldati (1945); Bosch di Luciano Emmer ed Enrico Gras (1947); Donne senza nome di Gèza von Radvànyi (1949); Le mura di Malapaga di René Clément (1949); La sposa non può attendere di Gianni Franciolini (1949); Domenica d'agosto di Luciano Emmer (1950); I sogni nel cassetto di Renato Castellani (1956); I giorni più belli di Mario Mattoli (1956); Lauta mancia di Fabio De Agostini (1956); Una pelliccia di visone di Glauco Pellegrini (1956); Kean – Genio e sregolatezza di Vittorio Gassman (1956); Paradiso terrestre di Luciano Emmer (1957); I vampiri di Riccardo Freda (1957).

Roman Vlad ha ricevuto diversi riconoscimenti, come quello nel 1991 che lo ha eletto membro della Koninlijke Academie voor Wetenschappen, Letteren en Schone Kunsten del Belgio; inoltre è stato nominato Commandeur des Art et des Lettres della Académie des Arts et des Lettres in Francia.

"L'Italia era e resta per me il Paese della cultura. Ho viaggiato molto, nessun'altra nazione ha altrettanta sostanza artistica. Anche se spesso viene celata dalla volgarità, dal degrado. Il raggio del banale si sta allargando. Bisogna reagire", ha detto Vlad circa il notro Bel Paese.

Grande conoscitore della musica del Novecento, ha studiato attentamente le espressioni musicali del secolo, inclusa la dodecafonia; compositivamente, però, non aderì ufficialmente a nessuna scuola, nel tentativo di creare un linguaggio personale di facile identificazione.

Il 23 luglio Roman Vlad ha donato alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia il suo archivio personale. Tra i molti documenti, quelli relativi alle innumerevoli collaborazioni con il regista Luciano Emmer, gli studi preparatori per la musica dei film Romeo e Giulietta di Renato Castellani (1954) e La bellezza del diavolo di Rene' Clair (1950).

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