La Casa di Carta: dieci curiosità sulla serie Netflix che ha tanto successo

La Casa di Carta: dieci curiosità sulla serie Netflix che ha tanto successo

Lingua: Italiano | Durata: 00:04:06 |

Prima che fosse La casa di carta, durante la realizzazione il titolo era 'Los desahuciados', ovvero 'I disperati' in spagnolo. E cosa c'entrano Le iene di Quentin Tarantino, Natalie Portman e la carta da giornale con Il professore (Álvaro Morte), Tokyo (Úrsula Corberó), e il resto della banda? In questo video, Netflix rivela dieci dettagli che i fan di La Casa Di Carta potrebbero non conoscere sulla realizzazione della serie di cui su Netflix si possono vedere 38 episodi.

Il nome della serie:
Il titolo attuale della serie è 'La Casa di Crata' ma originariamente doveva chiamarsi 'Los Desahuciados', che in spagnolo significa 'I Disperati'. Poi è stato cambiato in 'La casa del papel', il titolo spagnolo della serie.

Nomi di altre città:
Mosca doveva essere Chernobyl; Nairobi doveva essere Camerun; Oslo doveva essere Valencia. Chernobyl, Camerun e Valencia sono ancora presenti nella serie come nomi in codice dei piani.

Altri Narratori:
Secondo gli autori, originariamente doveva essere Il Professore il narratore della serie ma poi hanno ritenuto che la narrazione in prima persona del suo piano fosse troppo narcisistica. Hanno tentato di dare il ruolo a Mosca perchè conferisse un tono più leggero e informale, ma alla fine hanno scelto Tokyo preferendo una prospettiva femminile in un ambiente prevalentemente maschile.

Un successo internazionale:
La serie, alla sua quarta parte rilasciata nel 2020, ha raggiunto numerosi obiettivi, tra cui: oltre 34 milioni di spettatori, terza serie più vista su IMDB, prima serie in lingua spagnola più vista su Imdb.

Ambientazioni reali:
Benché le stagioni 1 e 2 fossero ambientate alla Zecca di Stato spagnola le riprese sono avvenute altrove. L'edificio del Consiglio Nazionale della Ricerca Spagnolo è stato usato come sostituto della Zecca di Stato spagnola, in quanto i due edifici si trovano a soli 35 minuti l'uno dall'altro a Madrid. Anche le stagioni 3 e 4 sono state girate in localitù sostitutive, utilizzando un complesso governativo chiamato 'Nuovi ministeri' che fungesse da sostituto per la Banca di Spagna.

Il denaro stampato:
Per avere banconote realistiche, la produzione ha utilizzato le macchine da stampa del quotidiano spagnolo 'ABC'. Di conseguenza, tutte le banconote che si vedono nella serie sono stampate su carta di giornale, e ne sono state realizzate fino a 2600 esemplari.

Cameo della troupe:
Alejandro Bazzano, regista del 'La casa di Carta', e Daniel Higuerasm primo aiuto regista, si possono vedere in un paio di scene anche davanti alla telecamera.

Set Riciclati:
Il set utilizzato per rappresentare gli interni della Zecca di Stato era stato usato anche per "Vis a vis - Il prezzo del riscatto", una serie ambientata in un carcere femminile spagnolo. Entrambe le serie sono dello stesso autore, Alex Pina. Le due serie hanno attrici in comune, come Alba Flores e Najwa Nimri.

Ispirazioni cinematografiche:
Alex Pina ha confermato di aver tratto ispirazione dal cinema moderno per alcuni dettagli della serie. L'utilizzo di città come nomi in codice è tratto dai nomi di colori utilizzati ne Le Iene del 1992. Il look diTokyo è ispirato al personaggio Mathilda interpretato da Natalie Portman in Leon nel 1995.

Maschere diverse:
Secondo lo showrunner JavierGomez Santander, le maschere di Dali' non erano l'unica scelta possibile. Stavano considerando seriamente di usare l'immagine di Don Quijote. Così avrebbero sottolineato i temi di follia, genio e romanticismo. Hanno poi scelto Dali' in quanto lo trovavano più d'effetto.

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