18 regali (2020)

18 regali

Locandina 18 regali
18 regali (18 regali) è un film di genere Drammatico di durata circa 115 minuti diretto da Francesco Amato con protagonisti Vittoria Puccini, Benedetta Porcaroli, Edoardo Leo, Sara Lazzaro, Marco Messeri, Betti Pedrazzi, Alessandro Giallocosta.
Prodotto da Lucky Red nel 2020 in Italia. esce in Italia Giovedì 9 Gennaio 2020 distribuito da Vision Distribution. Al Box Office 18 regali ha incassato circa 2.981.851 euro.

TRAMA

Come ogni anno Alessio (Edoardo Leo) consegna alla figlia Anna (Benedetta Porcaroli) un regalo lasciatole da Elisa (Vittoria Puccini). È il giorno del diciottesimo compleanno di Anna e da scartare le rimane l'ultimo regalo, ma un desiderio di ribellione e un senso di vuoto incolmabile la spingono a scappare dalla festa organizzata dal padre. Si ritrova a vagare di notte in mezzo alla strada e una macchina, non vedendola, la investe. Al suo risveglio Anna si ritrova faccia a faccia con la madre che non ha mai conosciuto. Il destino le regala così l'occasione di conoscere Elisa, e farsi conoscere a sua volta, in uno straordinario viaggio ricco di emozioni e speranza. 

Data di Uscita ITA: Giovedì 9 Gennaio 2020
Genere: Drammatico
Nazione: Italia - 2020
Formato: Colore
Durata: 115 minuti
Produzione: Lucky Red, 3 Marys Entertainment, Rai Cinema, Vision Distribution (in collaborazione con), Sky (in collaborazione con)
Distribuzione: Vision Distribution
Box Office: Italia: 2.981.851 euro
Soggetto:
Ispirato alla storia di Elisa Girotto, la donna che ha commosso il mondo lasciando 18 regali per i futuri compleanni della figlia quando ha scoperto di avere poco tempo per vederla crescere.
In HomeVideo: in Digitale da Giovedì 16 Aprile 2020 e in DVD da Martedì 5 Maggio 2020 [scopri DVD e Blu-ray]

Cast e personaggi

Regia: Francesco Amato
Sceneggiatura: Massimo Gaudioso, Davide Lantieri, Francesco Amato, Alessio Vicenzotto
Musiche: Andrea Farri
Fotografia: Gherardo Gossi
Scenografia: Emita Frigato
Montaggio: Claudio Di Mauro
Costumi: Ornella Campanale

Cast Artistico e Ruoli:

Produttori:
Andrea Occhipinti (Produttore), Tommaso Arrighi (Produttore esecutivo)

News e Articoli

18 regali di Francesco Amato18 regali di Francesco Amato su MioCinema presentato da regista e cast

A presentare il film il 6 giugno su MioCinema ci saranno il regista Francesco Amato e gli interpreti Vittoria Puccini, Benedetta Porcaroli, Edoardo Leo.

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Immagini

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NOTE DI PRODUZIONE

18 regali è tratto da una storia vera. Una storia potentissima, capace di commuovere chiunque ci si imbatta, dai più giovani ai più adulti: è la storia di Elisa Girotto.

Elisa era in dolce attesa della figlia a lungo desiderata quando ha saputo di avere un male incurabile che le avrebbe impedito di vederla crescere. Con grande coraggio e una incredibile forza di volontà ha deciso di guardare al futuro e lasciare alla figlia appena nata diciotto regali, uno per ogni compleanno fino alla maggiore età. Bambole, giochi, libri, vestiti e molto altro, compreso un mappamondo di sughero con l'indicazione dei luoghi che avrebbe voluto visitare con lei.

Il film è stato realizzato con la collaborazione di Alessio Vicenzotto, marito di Elisa, che ha voluto in questo modo mandare un nuovo messaggio di forza alle tante donne malate che in Elisa hanno trovato un esempio.

Questo film prende forma nel solco di quello che è diventato un vero e proprio genere – nel tempo sempre più di successo – ovvero quello del racconto, a partire da storie vere, di temi universali insiti nella narrazione della malattia e della "rinascita". Film come Wonder o Le pagine della nostra vita, che hanno saputo emozionare il pubblico di tutto il mondo, ne sono un esempio lampante. La notizia che ha preso origine dalla storia di Elisa è esplosa sulla stampa e sul web varcando i confini italiani, assorbendo l'attenzione di uomini e donne di tutto il mondo, tanto che la famiglia della donna è stata contattata da numerose produzioni estere.

Quella di Elisa Girotto è una storia d'amore. Un amore che ha la forza di non arrendersi quando tutto intorno crolla. È il racconto del tentativo, urgente e vitale, compiuto da una madre, di proiettarsi nel futuro, nella vita della figlia sulla quale il destino ha imposto una perentoria negazione. Per questo motivo la stessa struttura del film rompe le regole del tempo e del conoscibile con un meccanismo stilistico che consente di abbattere questa ineluttabile separazione, permettendo alle due donne di incontrarsi.

L'intuizione degli autori, colonna portante della storia, è stata quella di far convergere passato e futuro, mettendo in scena l'incontro tra madre e figlia. Una figlia che al compimento della maggiore età, prima di scartare il suo ultimo regalo – simbolo dell'inizio dell'età adulta - è coinvolta in un incidente che la sbalzerà metaforicamente indietro nel tempo, a diciotto anni prima. Anna avrà in questo modo l'incredibile opportunità di trascorrere del tempo con la madre, senza che quest'ultima sia consapevole dell'identità della ragazza, proprio nel periodo che precede la sua morte. Il film racconta quindi la storia di un'amicizia, quella di due donne che la vita non ha mai fatto incontrare.

È questa una delle sfide più ardite di questo film: la ricerca di una "terza dimensione", al di là di quella reale ma anche di quella onirica. La storia di Elisa Girotto è stata rimodellata grazie a un meccanismo magico, surreale, allo scopo di far emergere al meglio il tema e la forza della storia, raccontandola senza paura ed evitando l'assunzione di toni retorici. La sceneggiatura restituisce la verità delle emozioni e delle relazioni, con uno sguardo inevitabilmente doloroso ma a tratti anche giocoso.

Nelle sue opere precedenti (Lasciati andare, Cosimo e Nicole, Ma che ci faccio qui) Francesco Amato, il regista insieme a cui è nato il progetto di 18 regali, ha sempre scelto di prediligere il racconto delle emozioni. Questo è il suo primo film che muove i passi da una storia vera e mantenere questo impegno è stato il punto di partenza, nel rispetto del pubblico ma soprattutto dei veri protagonisti della storia. Grazie al coinvolgimento della famiglia di Elisa è stato possibile trasformare la storia sull'elaborazione del lutto in un racconto magico che va al di là della cronaca, in modo da restituire al pubblico prima di ogni altra cosa una grande storia d'amore.

Per il regista, quindi, è divenuta fondamentale la scelta di attori che fossero in grado di donare se stessi completamente, senza remore e con generosità, a dei personaggi intensi e mai scontati.

Allo stesso modo è stata fondamentale la scelta di una location che raccontasse bene, in modo chiaro e non banale, il luogo scelto dai nostri protagonisti per iniziare un progetto di vita insieme e mettere al mondo una bambina. È stata quindi individuata una località, Crespi D'Adda, che rappresentasse bene un certo tipo di provincia italiana, molto concreta e operosa, ma che allo stesso tempo permettesse un racconto umano, relazionale ed emotivo, per essere degno teatro di una storia assolutamente italiana ma con un valore universale.

NOTE DI REGIA

Non mi era ancora capitato di fare un film che raccontasse di persone reali. Il coinvolgimento della famiglia di Elisa Girotto, la donna a cui si ispira il personaggio della protagonista di 18 Regali, ha acceso in coloro che hanno lavorato a questo film un naturale, fortissimo, senso di responsabilità. Come se, oltre che per il pubblico, oltre che per i produttori e i colleghi, questo film fosse fatto anche per Elisa.

Mi ha colpito e sono stati di grande stimolo il fermento e la vitalità nati attorno a una storia che nella sua sostanza racconta l'elaborazione di un lutto. Fin dall'inizio l'intenzione della scrittura, in cui abbiamo deciso di coinvolgere anche Alessio Vicenzotto, che ci ha fornito la chiave per entrare nel mondo nascosto di Elisa, è stata quella di andare oltre la cronaca del lutto.

Quando abbiamo scelto di raccontare la storia d'amore tra Elisa e sua figlia Anna, una storia impossibile poiché la madre non sopravvive alla malattia, ci siamo dovuti porre la domanda: si può fare un melodramma senza un abbraccio? Senza un incontro? Tra due personaggi lontani nel tempo? Ebbene sì, grazie al cinema si può fare. Credo che questo film intercetti lo specifico del cinema, la sua vocazione più alta: dominare il tempo, vincerlo, per restituire ai personaggi quell'incontro che la realtà ha reso impossibile.

Forse un giorno Anna, che oggi ha solo tre anni, vedrà questo film e anche se non sarà la stessa cosa, percepirà l'abbraccio di sua madre. Ma non solo lei. Credo che 18 Regali sia un film universale e che ciascuno di noi possa sentirsi investito dall'emozione di una storia che tocca i temi dell'amore, della perdita, del tempo che divide.

Elisa e Alessio vivevano in provincia. Avevano appena terminato di costruire una villetta quando Elisa scoprì di essere incinta, e da lì a poco di essere malata. L'ambientazione in una provincia italiana - di cui nel film non dichiariamo l'identità - è particolarmente importante per la definizione dei personaggi e delle loro relazioni. Si tratta di un luogo raccolto e dal carattere operoso e pragmatico. Il luogo perfetto per progettare il futuro della propria famiglia, dal punto di vista di Elisa. Un luogo opprimente da cui scappare, per Anna a 18 anni. Elisa e Anna si incontreranno proprio lì. Con due idee diverse su quella provincia, e sulla vita.

Per rappresentare questo mondo abbiamo scelto un quartiere di un piccolo paese della provincia di Bergamo, Crespi d'Adda. Un ex villaggio operaio di inizio novecento, patrimonio dell'Unesco, che nella nostra percezione rappresenta la declinazione italiana della classica villetta a schiera anglosassone, del villino unifamiliare - quello aperto sul viale alberato, privo di muro di cinta - tipico della provincia americana. E se quella che stiamo raccontando è una storia universale, una storia che potrebbe accadere ovunque, il riferimento ad ambienti che ci ricordano la provincia americana e la sua rappresentazione cinematografica contribuisce ad affondare in un immaginario comune ad ogni spettatore.

La chiave, nella ricerca delle location, è stata questa: una provincia profonda dove ad emergere non è tanto il paesaggio fisico, quanto piuttosto il paesaggio umano ed emotivo.

Non è stato difficile percepire negli attori che ho scelto per i ruoli principali l'energia, la dedizione, la voglia di abbandonarsi a questi personaggi. Li ho scelti per il loro talento, per la loro fotogenia, ma soprattutto perché ho sentito in loro un moto di generosità verso la storia. Tra le cose che ho chiesto loro ce n'è stata una che forse è la più importante per capire il lavoro che ho voluto fare: mai lavorare di "sottrazione". Mai sottrarsi alle emozioni che la storia dispone, viverle pienamente senza riserve. Solo allora ho potuto dire: "fine scena".

Vittoria Puccini ed Edoardo Leo sono una coppia affiatata e complice. Una famiglia che ribalta il disegno classico: dei due, lei è quella che lavora, quella pragmatica e volitiva, lui ha grandi sogni ma poca concretezza. La malattia - con l'avvento di Anna - sconvolge le loro meccaniche consolidate. Benedetta Porcaroli, con il suo sguardo ribelle e l'atteggiamento scostante, appare tanto diversa da Vittoria, così da produrre quello scontro tipico di madre e figlia. Ma l'attrazione per la madre mai conosciuta la spinge ad approfondire quell'incontro magico, e insieme a lei a definire un'identità diversa e finalmente adulta.

Oltre ai nostri tre protagonisti, il cast si compone di attori formidabili che abbiamo scelto con cura, poiché penso che questo film sia prima di tutto un film di attori, dove è la "recitazione" che fa il personaggio, piuttosto che la semplice osservazione naturalistica dell'interprete. Va da sé, dunque, che è stata la macchina da presa a muoversi in base all'attore, piuttosto che il contrario. Al centro del mio lavoro c'è sempre "la prova" dell'attore, attorno a cui si muove ogni aspetto del set.

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