Aline - La voce dell'amore (2020)

Aline

Locandina Aline - La voce dell'amore
Aline - La voce dell'amore (Aline) è un film del 2020 prodotto in Canada e Francia, di genere Drammatico diretto da Valérie Lemercier. Ispirato alla vita di Céline Dion. Il cast include Valérie Lemercier, Sylvain Marcel, Danielle Fichaud, Roc Lafortune, Antoine Vézina, Pascale Desrochers, Jean-Noël Brouté, Victoria Sio. In Italia, esce al cinema il 20 Gennaio 2022 distribuito da Lucky Red.

L'attrice-cineasta Valérie Lemercier per il suo sesto film ha scelto di ispirarsi alla carriera di una delle cantanti più famose di tutti i tempi: Céline Dion.

TRAMA

Aline ha il dono di una voce straordinaria. Quando il produttore musicale Guy-Claude la ascolta per la prima volta, ha solo una cosa in mente: fare di Aline la più grande cantante del mondo. Sostenuta dalla sua famiglia e guidata dall'esperienza e poi dall'amore crescente di Guy-Claude, vivrà un destino straordinario.

Info Tecniche e Distribuzione

Uscita al Cinema in Italia: Giovedì 20 Gennaio 2022
Uscita in Italia: 20 Gennaio 2022 al Cinema
Genere: Drammatico
Nazione: Canada, Francia - 2020
Formato: Colore
Durata: N.d.
Distribuzione: Universal Pictures, Lucky Red
Note:
Fuori Concorso alla 74a edizione del Festival di Cannes.
Soggetto:
Ispirato alla vita di Céline Dion.

Cast e personaggi

Regia: Valérie Lemercier
Sceneggiatura: Valérie Lemercier, Brigitte Buc
Fotografia: Laurent Dailland
Scenografia: Emmanuelle Duplay
Montaggio: Jean-François Elie
Costumi: Catherine Leterrier

Cast Artistico e Ruoli:



Supervisione musicale: Pascal Mayer

Immagini

[Schermo Intero]

Note di Sylvain Marcel

"Quando il mio agente mi ha parlato dell'offerta di Valérie, ho pensato che mi stesse prendendo in giro. Ho pensato che se era uno scherzo, non era affatto divertente! Invece no: Valérie è venuta a Montreal, era proprio lei! Avevo fatto un po' di ricerche su Internet: stava preparando un film su Céline. Mi sono sentito sollevato… e sono rimasto anche molto colpito. Dopo tutto Céline e René sono stati la coppia più famosa del mondo… Ho chiesto a Valérie come mi avesse trovato e la risposta è stata abbastanza divertente: aveva digitato "attore comico" e la mia foto era stata la prima a comparire su Internet. Sono venuto a Parigi a fare qualche screen test e tre giorni dopo Valérie ha telefonato per dirmi che la parte era mia. Abbiamo festeggiato un bel po' quando sono tornato a casa. In Québec qualsiasi cosa girata su Céline e René è comica oppure è una parodia. Per cui quando ho letto la sceneggiatura non ho capito subito cosa Valérie stesse cercando di fare. La sua risposta è stata elettrizzante: una storia d'amore. Così ho capito quale sarebbe stato il mio ruolo. All'inizio, durante le prove, imitavo la voce profonda e roca di René. Valérie mi ha subito chiesto si parlare in modo più chiaro. Avrei dovuto essere Guy-Claude, non René. Così ho mantenuto il suo modo di muoversi lento e alcuni altri suoi aspetti – specialmente grazie all'incredibile lavoro fatto da truccatori e parrucchieri – ma li ho usati per interpretare qualcun altro: Guy-Claude, usando la mia voce. Questo è uno dei ruoli più importanti che mi siano stati offerti in tutta la mia carriera. Sono stato terribilmente sotto pressione, ma vivere come un parigino mi ha fatto trascorrere due mesi molto insoliti. Ed è stata anche un'opportunità per recitare con attori québécois che in Québec avevo solo incontrato di sfuggita. C'è voluta una francese per farci incontrare… a Parigi! Valérie è una donna molto cordiale. Grazie ad un'intesa nata immediatamente, siamo riusciti a ricreare la relazione intima e amorosa della coppia che dovevamo interpretare. Tuttavia non è una regista facile con gli attori! È talmente perfezionista. Ogni volta che dovevamo girare una scena insieme e la macchina da presa inquadrava me, lei senza volerlo muoveva le labbra ripetendo le mie battute. Mi faceva distrarre! Ma è normale: desiderava talmente tanto che la ripresa funzionasse, e che l'emozione fosse palpabile! E c'era in gioco la sua reputazione, come attrice e come regista, per un progetto così importante. È un'attrice favolosa, così divertente e capace di interpretare personaggi di ogni età. È strano: in alcune scene non riuscivo a guardarla dritto negli occhi. Dovevo abbassare lo sguardo perché si supponeva che lei avesse 12 anni e che quindi fosse più bassa. Devo ammettere che non vedo l'ora di vedere il film e me stesso nei panni di Guy-Claude… Spero che piaccia al pubblico francese. E, chi sa, sarebbe bellissimo lavorare di nuovo in Francia; di nuovo con Valérie, oppure, per esempio, con Alain Chabat. Anche questo mi piacerebbe parecchio. "

Note di Danielle Fichaud

Valérie mi ha trovata attraverso il mio agente e mi ha mandato quattro lunghe scene da preparare per un'audizione. Ho impiegato 60 ore a prepararmi per quell'audizione! Ho lavorato sul quel testo rivoltandolo come un calzino, ho letto tutto il possibile sulla signora Dion. Avevo avuto una settimana di lavoro intensa, per alcune conferenze ed altri impegni, e due giorni prima dell'audizione l'ordine del lungo monologo nel quale chiedo a Guy-Claude di lasciar perdere mia figlia era stato cambiato: le parole erano le stesse ma messe in un ordine diverso! Ho dovuto rifare da capo tutto il lavoro. Ma a me piace lavorare, analizzare un testo… Ho insegnato recitazione per otto anni alla Québéc Film School, l'equivalente della Fémis, e ho frequentato anch'io una scuola di recitazione– l'equivalente del Cours Florent in Francia – per trentuno anni. Quando ho incontrato Valérie è stato amore a prima vista: ci siamo piaciute fin dall'inizio. Non ho mai provato niente del genere per un regista. Mai. Amicizia istantanea. Sul lavoro ho un'indole tranquilla e ho sempre voglia di darmi da fare. Credo che Valérie cercasse una… mamma solida che non avesse bisogno di essere rassicurata in ogni momento. E deve aver sentito questo fin dalla prima audizione. Mi ero preparata così bene che è rimasta sorpresa da quanto avessi già approfondito la parte emotiva del personaggio. Mi piace potermi vantare dei miei colleghi. Dar loro il giusto spazio, e Valérie ha così tanto talento da occuparne parecchio di spazio! Se dovessi usare una metafora tennistica, direi che riesce a colpire ogni palla! Inoltre non mi offendo facilmente e non considero le critiche come un fatto negativo, al contrario, le considero una specie di sfida. E a Valérie questo piace. E' una perfezionista. Buon per lei. Non c'è niente di peggio di un regista con le idee confuse. In Québec non abbiamo molti fondi per il cinema, e neanche una vasta platea di spettatori, per cui siamo abituati a girare in fretta, seppure in modo efficiente. Qui da noi comportarsi bene è essenziale, e un attore che recita male o che non prende le cose seriamente è giudicato molto negativamente. Riusciamo a girare quarantacinque pagine di testo in un solo giorno. Bisogna essere dei veri professionisti! Sylvain, che interpreta Guy-Claude, ed io siamo vecchi amici. In Québec abbiamo lavorato spesso insieme. All'inizio delle riprese di ALINE, non riuscivamo a capacitarci: venticinque ciak per una sola ripresa in campo lungo! Da noi quattro ciak sono già il massimo. All'inizio pensavamo che Valérie non fosse contenta di noi ma poi abbiamo capito che dipendeva solo del suo perfezionismo. Per me Sylvette è un po' la regina del paese, con suo marito e i suoi quattordici figli. L'ho immaginata come una donna d'affari. E come il sole, in grado di offrire amore incondizionato. Vi ho aggiunto un pizzico del mio carattere brusco e di umorismo, mentre la vera madre di Céline era un pochino più riservata. La sceneggiatura è un capolavoro di intelligenza. Non ho avuto dubbi nemmeno per un secondo di fronte a questa storia raccontata come una vera fiaba. Sono rimasta letteralmente incantata. Valérie ha lavorato così duramente! In questi giorni sui social media molta gente critica René, perché dicono abbia sfruttato Céline. E sono infastiditi dalla loro differenza di età. Queste cose mi irritano! Il film di Valérie rimette le cose a posto riguardo alla loro storia d'amore. Che emozione abbiamo provato quando abbiamo girato con una troupe ridotta la scena intima tra madre e figlia nel bagno, in cui Aline dice a sua madre di non avere intenzione di rinunciare a Guy-Claude. Adoro anche quella in cui Valérie mi dice di voler diventare una cantante e io rispondo "Ho grandi progetti per te". Valérie con il volto di una ragazzina di 10 anni! Non vedo l'ora che il pubblico in generale, ma specialmente in Québéc, si renda conto di quanto questo film non sia una parodia. È una storia d'amore. È strano: nessuno è profeta in patria… c'è voluta una francese per realizzare questo film.… 

Note di Antoine Vézina

Non vedo l'ora di vedere il film qui in Québec. Se ne parla già molto! C'è tantissima curiosità! Sono sicuro che la gente si renderà conto della qualità del progetto. Ne sono stato convinto fin dalla prima volta che ho incontrato Valérie. Era venuta in Québec per il casting ma non mi ha fatto fare nessuno screen test; abbiamo parlato molto ed è nata una complicità che poi è continuata sul set. Mi piacciono le idee sorprendenti, ed ALINE è proprio una di queste. Un rischio totale affrontatp con grande onestà. Valérie rappresenta Céline in modo completo. Ne ha l'accento, e ha un approccio unico alla storia. Sono stato contento di aver collaborato a questo progetto estremamente personale. Céline Dion è certamente il nostro monumento nazionale, ma i monumenti sono fatti per essere osservati da diverse angolature, cosa che ci permette di apprezzarli ancora di più. Il fatto che Valérie sia francese è stato un vantaggio. Innanzi tutto mi è piaciuto cambiare fisicamente per interpretare Jean-Bobin: è stata realizzata una maschera del volto di Valérie, applicata poi sulla mia faccia. Probabilmente ero molto più carino! Gli attori amano sempre questo tipo di trasformazione. Li aiuta a sentirsi qualcun altro. Mano a mano che le riprese andavano avanti, Valérie sembrava apprezzare la mia presenza discreta nel ruolo secondario di suo fratello maggiore, e così ha deciso di darmi un po' più di spazio sullo schermo, rispetto a quello previsto nella sceneggiatura. Mi ha quindi offerto qualche scena in più e a me ha fatto piacere sentirmi utile. Ha fatto riferimento con precisione ai fatti reali, perché il fratello di Céline le è sempre stato al fianco, pur rimanendo nell'ombra. E' ovvio che Valérie fosse sempre molto impegnata, perché aveva molti ruoli da svolgere, ma ugualmente ha trovato il tempo di divertirsi con me tra una ripresa e l'altra e mi ha anche dato un indirizzo dove trovare a Parigi un buon pain au chocolat. E' stata talmente carina da non farci mai sentire la pressione che aveva addosso. Come attrice, nel momento in cui iniziava a recitare dava subito il 100%. Non avrei mai immaginato che un giorno avrei recitato con lei, e devo dire che è molto più facile lavorare con una grande attrice. E' come una macchina da corsa, puoi fidarti di lei e finisci coll'esprimerti al suo livello. Qui in Québec erano tutti preoccupati del suo accento. Forse a causa del trailer, troppo breve per giudicare. Ma avendola ascoltata per tutte le riprese, non ero affatto preoccupato di questo: dopo pochi minuti il pubblico farà il tifo per lei. Per quanto riguarda il mio personaggio, Jean-Bobin è un uomo buono e rassicurante. Desideroso di restare nell'ombra per aiutare la sua sorellina, per proteggerla e fare in modo che sia felice. Spero di essere stato in grado di trasmettere questa forma di aiuto discreto, traendo ispirazione, tra l'altro, dalla mia stessa esperienza di attore in Québec, dove la maggior parte delle volte interpreto ruoli "secondari". Anziché tenere per me i riflettori, lascio che illuminino qualcun altro. E la cosa mi piace. Nelle sequenze con Danielle Fichaud, quando spediamo la prima cassetta con un demo di Aline, o quando aspetto accanto al telefono, Valérie ha lasciato che improvvisassi alcune battute. L'atmosfera che riesce a creare sul set favorisce le buone interpretazioni e rende una gioia recitare. E poi prova a immaginare: i miei colleghi québécois ed io ci siamo ritrovati come in un sogno ad occhi aperti a Parigi, circondati da straordinari professionisti francesi! In quella scena al telefono, devo confessare che perfino il telefono è stato un partner magnifico! Uno dei migliori telefoni con i quali abbia mai avuto la fortuna di recitare! Forse perché era francese…

Note di Laurent Dailland

Valérie avrebbe voluto lavorare con me per il suo film È ARRIVATO NOSTRO FIGLIO ma io non ero libero. Me lo ha riproposto gentilmente per MARIE-FRANCINE, al quale ho lavorato, e adesso per ALINE. Edouard Weil, il produttore, voleva che facessi parte di questa avventura. Mi aveva mandato un sacco di messaggi molto in anticipo e così alla fine le cose hanno funzionato! Ho messo una grossa croce rossa nella mia agenda di impegni per evitare di deludere la fiducia del produttore! Perché mi sono guadagnato la fiducia di Valérie su un doppio fronte durante le riprese di MARIE-FRANCINE: quella tra regista e DOP, e quella tra attrice e DOP. Nella nostra professione una delle maggiori responsabilità è quella di illuminare bene la star! Valérie va al cinema a vedere qualunque film esca in sala e all'inizio pensavo che mi avesse cercato per l'attenzione particolare che metto nell'illuminare le mie attrici. Ha pensato di essere apparsa bene sullo schermo in MARIE-FRANCINE, ma la sfida in ALINE era decisamente più difficile. Avrebbe dovuto interpretare una star internazionale, e interpretarla dalla prima infanzia fino a quando è ormai una cinquantenne. Ho dovuto lavorare a stretto contatto con molti bravi professionisti del comparto degli effetti speciali. La storia del film copre un arco di tempo di oltre quarant'anni ma Valérie non ha voluto che fosse usato niente di eccessivo, come cambiare la grana dell'immagine per creare un effetto "vintage" o "nello stile di…". Ne abbiamo discusso a lungo. C'era una cosa alla quale teneva particolarmente: le sequenze iniziali con i genitori in super 8. Ma non ha funzionato nel modo in cui avrei voluto. Fortunatamente avevamo girato tutto anche con una macchina da presa normale. Dopo non abbiamo modificato la grana perché aveva ragione lei, il film si regge da solo. Per tutto il film abbiamo mantenuto un approccio visivo normale, usando solo qualche leggera sfumatura di contrasto nelle gradazioni di colore, mano a mano che la vita di Aline progredisce. Quando gli aspetti visivi di un film sono esagerati possono generare un effetto ma distraggono lo spettatore dalla narrazione. Per rappresentare le diverse epoche, il trucco, i costumi e le scenografie sono sufficienti. Un'illuminazione "vintage" sarebbe risultata ridondante! Valérie lo esprime meravigliosamente: non si mettono due nasi allo stesso clown. Non c'è bisogno di mostrare la stessa cosa che stiamo raccontando. Ho dovuto anche occuparmi delle luci per interni nelle sequenze dei concerti; in quel caso ho cercato il più possibile di rispettare l'epoca, perché lo stile visivo nello show business cambia decisamente col passare degli anni. Per farlo ho dovuto trovare e riparare dei vecchi proiettori. Per lo spettacolo di Las Vegas, una vera apoteosi, le nostre luci erano molto più elaborate di quanto non fossero nella realtà, anche se non avevamo certamente gli stessi mezzi del Caesar's Palace! La cosa complicata in quel caso è stata cercare di non cambiare troppo l'illuminazione del palco dando l'impressione di abbandonare il film per trasformarlo in un video musicale. Sono stato davvero fortunato ad avere un collaboratore eccezionale, Romuald Beaufour, come light designer per gli spettacoli. Un collaboratore inestimabile, specialmente per la sequenza finale, quando Aline si arrende nuda in una luce naturale per mostrare i suoi sentimenti, con il meraviglioso testo di Charlebois. C'era molto bianco sui set, specialmente nella scena iniziale che è stata molto complicata da girare. Fortunatamente il marmo era finto, per cui era meno lucido del marmo vero! Ma ho dovuto andarci molto piano con l'illuminazione… C'è sempre la questione che una luce troppo forte può accecare gli spettatori. Lavoro con la colorist Isabelle Julien dal 1998, e condividiamo lo stesso approccio sulle luci. Alla fine del processo di correzione colore lavoriamo sempre sulla "continuità fisiologica", che significa fare attenzione a possibili micro-cambiamenti nella stessa ripresa quando la macchina da presa fa un movimento. La luce non deve essere esattamente la stessa nei campi lunghi e nei primi piani, anche quando sono nella stessa sequenza! In effetti illuminare Valérie non è complicato. In ogni caso lei non si guarda mai nel monitor quando giriamo. Si fida così tanto di me che mi affiderebbe la sua vita. Da buon direttore della fotografia preferisco usare i ciak migliori in termini di recitazione, anche quando non necessariamente sono quelli nei quali Valérie appare esteticamente al meglio.

Note di Catherine Leterrier

Conosco Valérie da molto tempo, da quando giovanissima interpretava altezzose signore di una certa età. Il nostro primo incontro risale al 1990 per il film di Louis Malle MILOU A MAGGIO. Poi è stata la volta de I VISITATORI. Quindi ho iniziato a vestirla da attrice nei film di altri. La questione dell'età comunque è divertente: tanto tempo fa in MILOU A MAGGIO interpretava una "signora" molto più grande di quanto fosse lei allora. E adesso nel suo film il personaggio è più importante della sua età, visto che interpreta Aline a 5, 12, 40 anni… La sua capacità di mutare velocemente mi affascina. Ho lavorato con lei come regista di PALAIS ROYAL! Per ALINE c'è stato un lavoro preparatorio enorme da fare. Per lei innanzi tutto: ha letto assolutamente tutto quello che sia mai stato scritto su Céline Dion. Credo che si potrebbe riempire un camion con tutti i suoi giornali, riviste e libri! Ma quella documentazione maniacale è stata estremamente utile per scostarsi poi dalla realtà. Non ero interessata ad avere una mia visione, ma a cercare di capire le sue idee. Risultato: 150 cambi costume solo per il suo personaggio, visto che questa è la storia si una povera ragazza, non particolarmente carina, che diventa un'icona internazionale grazie alla sua voce e al suo talento. Ma bisogna tenere a mente che il tutto doveva funzionare con Valérie e con la sua eccentricità, anche se in fondo ama ugualmente la tradizione. Per cui dovevamo enfatizzare la sua stravaganza e poi eliminarla, procedere a scremature per trovare una linea pura ed essenziale. La conosco abbastanza bene da non temere di proporle delle idee che lei rifiuterà! È una perfezionista, proprio come me. E questo è un vantaggio. E' incredibile come noti tutto! Per la scena nella quale Aline pattina sul ghiaccio da ragazzina avevo disegnato una giacca a vento per Valérie con dei grossi fiocchi di neve, e poi la stessa giacca per la ragazzina che sarebbe stata la sua controfigura, ma con dei disegni più piccoli. Analogamente la giacca aveva bottoni più grandi e più piccoli, una zip più grande e più piccola. Valérie aveva una sua idea perfino riguardo alle zip: in plastica anziché di metallo! Con lei si va dritto al nocciolo della questione, e bisogna evitare le cose scontate. Per esempio, per gli attori nelle scene in Québec Valérie non ha voluto niente che fosse a scacchi… troppo scontato! Ma facendo delle ricerche, ho notato che i canadesi vestono camicie a scacchi rossi e neri e i costumisti della troupe in Canada erano quasi irritati dal fatto che non fossimo rimasti fedeli alle tradizioni. Per gli anni '80, Valérie voleva mantenere lo spirito edonistico dell'epoca, ma a modo suo. Preferisce il rosso e il verde bottiglia all'arancio e al marrone: sono quelli i suoi colori. Aveva ragione: in qualunque epoca la gente si è vestita come ha voluto, senza per forza imitare quello che vedeva nelle riviste di moda. Anche se devo ammettere che negli anni '80 io stessa indossavo i mitici pantaloni di pelle con le frange! L'azione, la logica del film e la psicologia dei personaggi dovevano avere la precedenza sulla moda. Ed è molto semplice, l'eroina del film è Aline, non Céline Dion. Avevamo un reparto guardaroba con sarte diretto da Didier Despin, proprio come nell'alta moda, con l'incantevole Maurice, grande fan di Céline Dion, incaricato esclusivamente delle perle, e i cui apprendisti hanno trascorso una giornata intera letteralmente ad infilare perle! Avevamo busti e sottovesti specifici per ciascun vestito, qualsiasi cosa indossi Aline nel film, dall'infanzia all'età adulta. Il suo vestito da sposa e il suo diadema, i vestiti delle damigelle d'onore, tutto ha richiesto moltissimo lavoro, ma Valérie li ha usati in dosi omeopatiche nel film. Ma anche in questo caso aveva ragione: il vestito da sposa è innanzi tutto uno strumento del regista, perché è troppo ampio per passare dalla porta e lei quindi deve uscire dalla finestra. Il costume provoca l'azione. E l'azione ha la precedenza sull'estetica e la moda. Non riesco mai a parlare con un regista degli aspetti tecnici del mio lavoro. Solo con Valérie, che conosce tutti i fornitori noti solo agli specialisti in costumi. È una vera professionista dei costumi. Ho lavorato con lei come con.... una collega. Una collega maniaca ossessiva quanto me! 

Note di Emmanuelle Duplay

È la seconda volta che lavoro con Valérie, dopo MARIE-FRANCINE. Questo progetto era certamente molto più folle: il film si svolge in diversi Paesi in uno spazio temporale di cinquant'anni, con il Canada degli anni 60/70, i suoi concerti in Francia e negli Stati Uniti durante i suoi anni a Las Vegas. Durante la preparazione, Valérie ed io abbiamo parlato a lungo del "come" e del "dove" per essere certe che molti set avessero il giusto aspetto. Il 50% del film è stato girato in un teatro di posa: la casa dell'infanzia di Aline e le stanze d'albergo; i camerini e le quinte del teatro di Las Vegas e tutti gli show televisivi. Era infatti impossibile trovare dei veri studi televisivi con le attrezzature dell'epoca, per cui abbiamo dovuto ricreare la trasmissione televisiva di Michel Drucker!! Man mano che la carriera di Aline progredisce, le sue stanze d'albergo si fanno più chic e spaziose, fino all'apparizione in Eurovisione dove volevamo qualcosa di molto floreale. Dato che le sequenze in albergo sono molto brevi e spesso non hanno avuto bisogno di più di mezza giornata di riprese, le abbiamo realizzate una dopo l'altra: un teatro di posa era la soluzione più efficace, e la più stilizzata, dato che abbiamo mischiato e accoppiato colori e stili in linea con l'universo di Aline. Tutto doveva essere realizzato… con Valérie in mente! Quando interpreta Aline da bambina, abbiamo ingigantito i suoi oggetti: la cartella, i quaderni, e perfino i microfoni di quando comincia a cantare. La sedia dove si siede la prima volta che incontra Guy-Claude è stata progettata come molto grande per far apparire Valérie minuta. Veri effetti speciali alla Méliès! --- Valérie è stata irremovibile. Anche alcune scene nella villa di Las Vegas sono state girate sul set, come la stanza dei gemelli e lo speciale armadio per le scarpe che non conteneva veramente tredicimila paia di scarpe come avrebbe richiesto un'aderenza alla realtà: abbiamo imbrogliato un po' usando degli specchi. La grande stanza da letto bianca (con il letto super king-size) nella scena di apertura del film è esattamente come descritto nella sceneggiatura. Valérie aveva delle idee molto precise che ho dovuto decifrare e materializzare. Poi abbiamo abbinato i colori per gli interni con una vera villa che abbiamo trovato in Spagna. Tutte le case presenti nel film hanno richiesto una certa dose di ingegno: il retro della piccola casa canadese è servita anche come facciata per la misera capanna in cui suo padre trascorre un'infanzia poverissima, mentre … la parte anteriore è stata usata come portico e piccolo soggiorno della piccola casa in cui sua madre aveva trascorso la sua infanzia sua madre, dove i genitori di Aline si incontrano e fanno musica insieme. Un'unica location e un sacco di creatività per risparmiare un po'! La casa della famiglia Dieu nella quale Aline è cresciuta è stata realizzata in un teatro di posa in Francia: la facciata con la piccola porta è stata immaginata e calcolata di proposito in modo che Aline avrebbe dovuto uscire dalla finestra quando indossa il vestito da sposa. Abbiamo realizzato un soffitto molto basso per creare un effetto soffocante, un po' come una casa delle bambole, ma lei ha voluto che alcuni muri fossero mobili per necessità legate alla regia. Abbiamo fatto molte ricerche nell'area di Montréal per sapere come fosse lo stile delle case piccolo borghesi negli anni '70. Abbiamo portato interi container pieni di mobili e oggetti trovati nei mercatini delle pulci in Canada, come il tipico forno con i cassetti. Abbiamo riprodotto un pavimento in linoleum che era piaciuto a Valérie durante le nostre ricognizioni. Lei ci ha accompagnato in tutti i nostri giri e in tutte le nostre ricerche. In effetti è molto semplice, Valérie è… sempre presente! E' straordinario: le interessa tutto, tutto la riguarda, fino all'ultimo dettaglio. Con lei sai sempre qual è l'obiettivo da raggiungere. 

HomeVideo (beta)


STREAMING VOD, SVOD E TVOD:
Puoi cercare "Aline - La voce dell'amore" nelle principali piattaforme di VOD: [Apri Box]
DVD E BLU-RAY FISICI:
Non abbiamo informazioni specifiche ma puoi aprire i risultati della ricerca di DVD o Blu-Ray per "Aline - La voce dell'amore" o correlati su Amazon.it: [APRI RISULTATI]
Apri Box Commenti