Locandina Anna Karenina

Anna Karenina (2013)

Anna Karenina
Locandina Anna Karenina
Anna Karenina è un film del 2013 prodotto in Italia e Francia, diretto da Christian Duguay. Il film dura circa 200 minuti. Il cast include Vittoria Puccini, Santiago Cabrera, Benjamin Sadler, Lou de Laâge, Max von Thun, Carlotta Natoli.

Anna e Kitty, due vite. Una passione disperata consumata nella tragedia e un'esistenza realizzata nell'amore. Due destini che si incrociano dando il via a storie così diverse eppure vissute in nome della stessa aspirazione, trovare l'amore che renda pienamente se stesse e consenta di vivere senza conformarsi all'ipocrisia del mondo. Il palazzo illuminato a festa di una grande famiglia moscovita. La musica penetra in una piccola sala, adiacente all'immenso salone. Qui Kitty Scerbàtskaja, ragazza di una bellezza abbagliante, ma appena sbocciata, e Konstantin Levin, un giovane proprietario terriero, si trovano l'uno di fronte all'altra. Levin le confessa il suo amore, Kitty è commossa ma qualcosa la trattiene dal rispondere. All'improvviso da una porta alle spalle di Levin irrompe un affascinante ufficiale, Aleksej Vronskij, l'uomo che a Mosca tutte le donne da marito vorrebbero sposare. Vedendolo il viso di Kitty cambia improvvisamente, la sua espressione si muta in compassione nei confronti di Levin. "Questo non può essere, mi dispiace", gli risponde con malcelato imbarazzo. Kitty ha scelto Vronskij ma lui ha scelto un'altra donna: Anna Karenina. Anna era appena giunta a Mosca da San Pietroburgo per salvare il matrimonio del fratello Stiva con Dolly, sorella maggiore di Kitty ma dopo aver incontrato Vronskij la sua esistenza non sarà più la stessa. Anna è la moglie di Alekseij Karenin, un importante uomo politico, corretto e rispettabile da cui lei, però, non si sente amata. Anna ha sempre sperato che il matrimonio combinato potesse divenire un matrimonio d'amore ma suo marito non ha fatto nulla perché avvenisse, troppo preso dal lavoro, dalle convenzioni e dal quieto vivere. Nel rapporto che nasce lentamente con Vronskij avviene la metamorfosi di Anna Karenina: dopo aver sempre frenato le sue emozioni si lascia travolgere da una passione che la porta ad abbandonare suo marito, sfidando apertamente la società e la mentalità del suo tempo. Sarà costretta a rinunciare anche all'adorato figlio, Serjozha, pur di inseguire quell'amore trovato con Vronskji che le sembra ormai l'unica ragione della sua vita. Intanto Kitty, dopo l'umiliazione subìta, inizia un percorso di maturazione attraverso una dura esperienza di infermiera in un ospedale militare tedesco e al ritorno a Mosca è pronta per una nuova vita. Vronskji, che ha sedotto Anna quasi per sfida, è ora soggiogato da un amore più grande di lui, che non ha mai conosciuto e per il quale è disposto a rinunciare a tutto: la carriera militare, l'onore in società, le ricchezze della famiglia. Anche dopo la nascita della piccola Annuska avuta da Vronskji e che l'ha vista rischiare di morire di parto, Anna vive braccata dalla nostalgia di un altrove e di una perfezione che non riesce mai a toccare veramente e che lo stesso Vronskji non riesce a colmare. E in questo inseguimento si consuma il suo amore travolgente e la sua tragedia. Superata l'opposizione del marito e apparentemente ottenuto tutto ciò per cui ha lottato, Anna rifiuta il divorzio e resta disperata, in preda ai sensi di colpa e alla gelosia immotivata e sempre più ossessiva nei confronti di Vronskij. Kitty, intanto, trova il coraggio di riannodare la storia con Levin e di sposarlo, anche grazie agli incoraggiamenti di Dolly. Nella quiete del quotidiano i due sposi scoprono il vero amore e, soprattutto nell'assistenza al morente Nikolaj (il fratello maggiore di Levin), comprendono di essere davvero una famiglia. Levin, dopo aver superato le illusioni ideologiche positiviste, si converte infine al cristianesimo attraverso l'esempio della fede semplice di Kitty. La parabola di Anna invece si spegne violentemente. In un momento particolarmente critico, dopo l'ennesima lite con l'amante, Anna va alla stazione e si suicida buttandosi sotto un treno. Dopo la tragedia Vronskij decide di partire per la guerra, sperando solo di dimenticare… Karenin e Serjozha sono come mutilati dal dolore, ma c'è con loro la piccola Annuska figlia di Anna e Vronskij e del loro amore impossibile. Dolly e il marito Stiva continuano a vivere insieme, nonostante le difficoltà della vita familiare. Kitty e Levin, con la nascita del primo figlio incarnano, oltre le infelicità di ogni famiglia la speranza che non muore.

Info Tecniche e Distribuzione

Uscita in Italia: 2-3 Dicembre 2013 (Rai uno)
Nazione: Italia, Francia, Spagna, Lituania - 2013
Durata: 200 minuti
Formato: Colore
Produzione: Beta, Lux Vide, Nordic Productions, Pampa Production, Rai Fiction, Telecinco
Budget: 3.000.000 euro (stimato)

Note di Sceneggiatura

Oltre ai personaggi di Anna e Kitty, inoltre, ho cercato di dedicare una particolare attenzione a quello di Dolly – sorella maggiore di Kitty. Il destino di Dolly non è tragico come quello di Anna, né quasi idilliaco come quello di Kitty. Ma non per questo è meno interessante: Dolly saprà superare il dolore e la rabbia per i tradimenti del marito Stiva (e uno di questi tradimenti è proprio l'evento che mette in moto la vicenda) e, dopo anni di faticosi sforzi per tenere unita la propria famiglia, capirà che ne è valsa pena. La fedeltà al romanzo, tuttavia, non mi ha esentato dalla necessità di integrare in modo sostanziale le parti dell'intreccio che Tolstoj, con abili ellissi, lasciava all'immaginazione del lettore. Faccio un solo esempio. Al corteggiamento di Vronskij – corteggiamento che a poco a poco vince le resistenze di Anna fino a spingerla a tradire il marito – Tolstoj dedica poco più di una riga. Una parte così decisiva della vicenda non poteva essere lasciata alla fantasia dello spettatore. E così è stato necessario inventare un'articolata sequenza di seduzione che culmina nella decisione di Anna di intraprendere una relazione con l'affascinante ufficiale. Per cercare di coniugare la fedeltà al romanzo con le necessità del racconto televisivo è stato poi necessario un meticoloso lavoro sul personaggio di Levin – vero e proprio alter-ego di Tolstoj – del quale il romanzo contiene decine e decine di pagine di riflessioni e tormenti interiori. È stato possibile tradurre in immagini e dramma tutti questi monologhi interiori – che in numerosi adattamenti sono stati "tradotti" in lunghe voice over piuttosto pesanti e noiose – proprio grazie al personaggio di Kitty. La storia d'amore fra i due giovani, trattata quasi come una commedia romantica, ha così permesso da un lato di stemperare i toni tragici della vicenda di Anna e, dall'altro, di rendere comprensibili e interessanti i travagli interiori di Levin. Al contrario di quanto larghissima parte degli adattamenti hanno indotto a pensare, Anna Karenina non è in primo luogo un romanzo su una relazione extraconiugale. Sì, è anche questo. Ma è soprattutto un romanzo che esplora se e come sia possibile, per donne e uomini, sposati o meno che siano, essere felici. Anna, purtroppo, non ci riuscì. Kitty, invece, ebbe la fortuna di farcela. E Tolstoj – diversamente da quanto larga parte degli adattamenti ci fanno credere – conclude il romanzo in modo ottimistico: la felicità è fragile, ma alla portata di tutti.

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