50 Primavere (2017)

Aurore

Locandina 50 Primavere50 Primavere (Aurore) è un film di genere Commedia e Drammatico di durata circa 89 minuti diretto da Blandine Lenoir con protagonisti Agnès Jaoui, Thibault de Montalembert, Pascale Arbillot, Sarah Suco, Lou Roy-Lecollinet, Samir Guesmi, Laure Calamy, Philippe Rebbot, Florence Muller, Sebastien Lalanne.
Prodotto da Karé Productions nel 2017 in Francia [Uscita Originale il 26/04/2017 (Francia)] esce in Italia Giovedì 21 Dicembre 2017 distribuito da BIM Distribuzione.

TRAMA E SCHEDA TECNICA

Aurore è separata, ha appena perso il lavoro e scopre che presto diventerà nonna. La società la spinge a farsi gentilmente da parte, ma quando, per un caso, ritrova il suo amore giovanile, Aurore decide di opporre resistenza, rifiutando la rottamazione alla quale sembra destinata. E se fosse il momento di cominciare una nuova vita? 

Data di Uscita ITA: Giovedì 21 Dicembre 2017
Data di Uscita Originale: 26/04/2017 (Francia)
Genere: Commedia, Drammatico
Nazione: Francia - 2017
Formato: Colore
Durata: 89 minuti
Produzione: Karé Productions
Distribuzione: BIM Distribuzione
Box Office: Italia: 371.396 euro -> Storico incassi

Cast e personaggi

Regia: Blandine Lenoir
Sceneggiatura: Blandine Lenoir, Jean-Luc Gaget
Musiche: Bertrand Belin
Fotografia: Pierre Milon
Cast e Ruoli:
foto Agnès Jaoui
Aurore Tabort, née Plou
foto Thibault de Montalembert
Christophe Tochard, dit Totoche
foto Sarah Suco
Marina Tabort
foto Lou Roy-Lecollinet
Lucie Tabort
foto Samir Guesmi
Le formateur
foto Laure Calamy
Impiegato Pole Emploi
foto Jean-Luc Gaget
Jean-Luc Jaguet

News e Articoli

50 Primavere, primo Trailer del film di Blandine Lenoir al cinema da dicembre

Per la donna divorziata Aurore è il momento di cominciare una nuova vita quando perde il lavoro, scopre che presto diventerà nonna e ritrova il suo amore giovanile.

Curiosita'

INTERVISTA CON BLANDINE LENOIR

Ci racconti la genesi del film.
Come spesso accade, il soggetto è nato da un'esperienza personale. Mi avvicinavo ai quarant'anni con grande ansia, senza capire la ragione per cui avevo così tanta paura di invecchiare dal momento che i miei amici maschi non condividevano la mia inquietudine. Nel giro di breve tempo, mi sono resa conto che le donne sulla cinquantina non sono affatto rappresentate nel cinema. Come si fa a desiderare di raggiungere un'età che non trova una raffigurazione? Vedevo attorno a me molte amiche arrivarci in una condizione terribile di solitudine amorosa, donne straordinarie, belle e talentuose, con ex mariti che si erano rifatti una vita. Ho avuto voglia di rendere loro omaggio, di far nascere in loro – e in me stesa – il desiderio di invecchiare. 50 PRIMAVERE è anche un modo per curare le mie stesse ansie (ride).

Aurore, l'eroina del film, accumula una difficoltà dopo l'altra: vive da sola, in una condizione economica precaria, è in piena menopausa…
Eppure decide di prendere in mano la sua vita. È un personaggio forte che, trovandosi alle prese con una situazione di discriminazione, scopre la solidarietà delle altre donne che la circondano e si rende conto che tutto è ancora possibile. Come di consueto, ho voluto raccontare tutto questo con umorismo, ridendo di cose che di per sé non sono molto divertenti e su cui c'è tanto da dire.

Fin dalle prime immagini, lei tratta il tema della menopausa in modo frontale, con la discussione che Aurore ha con Lucie, la figlia più giovane.
Mi piace affrontare gli argomenti tabù e la tematica del legame tra le diverse generazioni, di cui avevo già parlato in ZOUZOU, il mio primo lungometraggio, mi sta molto a cuore. È importante ricordare il modo in cui le nostre madri e le nostre nonne sono state educate. Molte cose sono cambiate, ovviamente, e oggi le donne votano, lavorano, ricorrono a metodi contraccettivi, ma allo stesso tempo permangono diseguaglianze clamorose e non manca neppure una certa tendenza alla regressione.

A questo proposito, Lucie, la figlia minore, è sempre occupata a prendersi cura del suo compagno e la figlia maggiore dichiara alla madre che aspettare un figlio è la cosa più bella che le sia mai capitata nella vita. Il minimo che si possa dire è che non sono molto femministe…
Mi divertiva che donne sulla cinquantina come Aurore e la sua amica fossero allibite nel vedere le ragazze imitare i comportamenti delle loro stesse madri. Non invento nulla di nuovo, basta guardare le manifestazioni contro l'interruzione di gravidanza: la maggior parte delle giovani che vi partecipa ha 19 o 20 anni.
Ad ogni modo, non mi sento di giudicare queste giovani donne. Lucie sta crescendo e sentiamo che Marina, la figlia più grande, non è molto a suo agio con se stessa. Peraltro, la discussione tra Marina e sua madre corrisponde più che altro a uno scontro di ormoni: Marina piange perché è incinta e Aurore lo fa a causa della sua menopausa. È una scena a cui tenevo molto: mi stava a cuore mostrare che non è semplice volersi bene e dirselo e che a volte per riuscirci è necessario passare attraverso una lite violenta. Inoltre, è difficile per Aurore accettare di diventare nonna: ha la sensazione di invecchiare ancora di più.

All'inizio non sembra lasciarsi coinvolgere da questa gravidanza se non quando si ritrova in presenza di Totoche, il suo amore dell'adolescenza (Thibault de Montalembert), nel reparto maternità…
Si rinnamora e a un tratto è come se avesse di nuovo quindici anni. Trovo sconvolgente pensare che l'amore possa restare intatto anche se nel frattempo si è vissuta un'altra relazione molto lunga.

Aurore è davvero in una fase di piena decostruzione/ricostruzione. Ama senza sapere se è ricambiata, sua figlia minore se ne va di casa…
Il periodo che attraversa mi fa venire in mente l'equivalente dell'adolescenza. Scopre una nuova libertà alla quale non è abituata e che si traduce innanzitutto con una sensazione di perdita. Il cinema rappresenta spesso genitori sollevati nel vedere i figli ormai adulti andarsene finalmente via di casa, ma attorno a me io vedo, al contrario, molte amiche sconvolte a causa di quel cambiamento. Prima di ritrovare la sensazione di avere di nuovo del tempo da dedicare a se stesse e dei nuovi progetti da portare avanti, queste donne devono affrontare una fase di transizione molto delicata.

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