La battaglia dei sessi (2017)

Battle of the Sexes

Locandina La battaglia dei sessiLa battaglia dei sessi (Battle of the Sexes) è un film di genere Biografia e Commedia di durata circa 121 minuti diretto da Jonathan Dayton, Valerie Faris con protagonisti Emma Stone, Steve Carell, Andrea Riseborough, Natalie Morales, Sarah Silverman, Bill Pullman, Alan Cumming, Elisabeth Shue, Eric Christian Olsen, Fred Armisen.
Prodotto da Cloud Eight Films nel 2017 in UK e USA [Uscita Originale il 22/09/2017 (USA)] esce in Italia Giovedì 19 Ottobre 2017

Trama e Scheda Tecnica

Nel 1973 la TV americana trasmise uno degli eventi sportivi più attesi di tutti i tempi, con un seguito di 90 milioni di spettatori in tutto il mondo: una partita di tennis fra la campionessa del mondo Billie Jean King (Emma Stone) e l'ex campione e scommettitore seriale Bobby Riggs (Steve Carell). L'evento, denominato LA BATTAGLIA DEI SESSI, ebbe una grande risonanza in un periodo caratterizzato dalla rivoluzione sessuale e della nascita del movimento per i diritti delle donne. Ma i due campioni rivali, King e Riggs, fuori dal campo, erano impegnati a combattere battaglie personali ben più complesse. King, donna estremamente riservata, non ambiva solo a ottenere l'uguaglianza fra i sessi, ma anche a comprendere la propria identità sessuale nell'ambito della sua amicizia con Marilyn Barnett (Andrea Riseborough). Riggs invece, che incarna una delle prime grandi celebrità mediatiche auto prodotte, lottava segretamente contro il vizio del gioco d'azzardo, di cui la sua famiglia e sua moglie Priscilla (Elisabeth Shue) avevano fatto le spese. Insieme, Billie e Bobby offrirono uno spettacolo culturale che diede vita ovunque a grandi dibattiti, lasciando un segno permanente.


Data di Uscita ITA: Giovedì 19 Ottobre 2017
Data di Uscita USA: Venerdì 22 Settembre 2017
Data di Uscita Originale: 22/09/2017 (USA)
Genere: Biografia, Commedia, Sport
Nazione: UK, USA - 2017
Formato: Colore
Durata: 121 minuti
Produzione: Cloud Eight Films, Decibel Films, Fox Searchlight Pictures
Box Office: USA: 11.457.167 dollari | Italia: 322.472 euro -> Storico incassi

Prossimi passaggi in TV:
Lunedì 23 Ottobre ore 06:05 su Rai Movie

Cast e personaggi

Regia: Jonathan Dayton, Valerie Faris
Sceneggiatura: Simon Beaufoy
Musiche: Nicholas Britell
Fotografia: Linus Sandgren
Scenografia: Judy Becker
Cast e Ruoli:
foto Emma Stone
Billie Jean King
foto Steve Carell
Bobby Riggs
foto Andrea Riseborough
Marilyn Barnett
foto Natalie Morales
Rosie Casals
foto Sarah Silverman
Gladys Heldman
foto Bill Pullman
Jack Kramer
foto Alan Cumming
Cuthbert 'Ted' Tinling
foto Elisabeth Shue
Priscilla Riggs
foto Fred Armisen
Rheo Blair
foto Martha MacIsaac
Jane 'Peaches' Bartkowicz
foto Mickey Sumner
Valerie Ziegenfuss

News e Articoli

La Battaglia dei Sessi con Emma Stone e Steve Carell da ottobre al cinema

Il film porta sul grande schermo la partita di tennis fra la campionessa del mondo Billie Jean King (Emma Stone) e l'ex campione e scommettitore seriale Bobby Riggs (Steve Carell), uno degli eventi sportivi più attesi di tutti i tempi, con un seguito di 90 milioni di spettatori in tutto il mondo.

Curiosita'

"Iniziai a pensare alla società e alle donne e all'importanza che questo evento avrebbe potuto avere… Sapevo che avrei dovuto vincere"
-- Billie Jean King, 2015

1973, l'anno della svolta: esce il primo numero del magazine femminista Ms, viene approvato il Titolo IX della Costituzione, che ratifica la parità dei diritti fra uomo e donna,  e la Corte Suprema emette una storica sentenza sul diritto all'aborto, in seguito al controverso caso Roe-Wade.  Tuttavia le donne erano ancora discriminate, al punto che non potevano essere titolari neanche di una carta di credito. In questo contesto, un evento sportivo divenne l'emblema della lotta per la parità: la "Battaglia dei Sessi", un leggendario incontro di tennis fra la star ventinovenne Billie Jean King e l'ex campione Bobby Riggs.
90 milioni di telespettatori in poltrona, pronti ad assistere a un confronto sportivo che nel corso di varie settimane,  assunse toni surreali nonché una valenza globale. Un evento che ebbe la funzione di rendere lo sport partecipe dei grandi cambiamenti sociali in atto e di accorciare la distanza fra sport, politica e società. 
L'attesa di questa storica partita, la sua spettacolarizzazione e la lotta per la parità dei sessi di cui si fece portavoce Billie Jean King e di cui è tuttora simbolo, prendono vita nel film LA BATTAGLIA DEI SESSI. I due registi del film, i coniugi Valerie Faris e Jonathan Dayton (premio OscarÒ per  LITTLE MISS SUNSHINE) raccontano come due personalità complesse diventarono il simbolo di un epocale cambiamento sociale.  Dayton e Faris dirigono Emma Stone, in un ruolo estremamente impegnativo dal punto di vista fisico ed emotivo e assolutamente inedito per l'attrice premio Oscar®, al fianco dell'attore nominato agli Oscar® Steve Carell, che ha dato vita alla complessa personalità della celebrità mediatica Bobby Riggs.
I filmmaker hanno ricreato l'epoca con grande cura e meticolosità, esplorando il momento in cui la netta divisione fra uomini, donne e classi sociali iniziava ad assumere contorni meno definiti.
Dice Faris: "LA BATTAGLIA DEI SESSI è sia la cronaca di un evento sportivo storico, sia la storia della trasformazione personale di una donna che era molto esposta dal punto di vista pubblico. Con questo film abbiamo voluto raccontare la sua battaglia politica e personale.
Aggiunge Dayton: "E' stato il progetto più complicato della nostra carriera, perché è un film che racconta una vicenda sportiva, una storia d'amore, un dramma a sfondo sociopolitico, e che a volte assume persino i toni di una commedia.  44 anni dopo questo match, ancora si parla degli stessi argomenti. Siamo rimasti colpiti da come un semplice spettacolo, in quel periodo, sia diventato la metafora di importanti questioni sociali".
"L'evento ha precorso i tempi, infatti oggigiorno la politica funziona esattamente così, nel nostro Paese: i dibattiti si riducono spesso  a puro intrattenimento", afferma Faris.  "Spesso siamo più interessati a vedere chi vincerà, che non al valore delle idee degli avversari. Abbiamo iniziato a lavorare per questo progetto durante le primarie del 2016, quando sembrava probabile che avremmo avuto la prima donna presidente della storia. Pensavamo che il film sarebbe stato perfetto per celebrare il massimo traguardo a cui una donna aspira oggi, a distanza di decenni da quella fatidica Battaglia. Ma poi il risultato ottenuto dalle recenti presidenziali ha gettato una luce completamente diversa sulla nostra storia". 
Il risultato elettorale ha motivato i filmmaker a occuparsi ancora di più delle storie personali dei due protagonisti, che non erano poi così diversi fra loro come poteva sembrare. Entrambi vengono divorati dai media che li catapultano in un confronto che diventa il simbolo delle proprie battaglie individuali. "Il mondo si è spaccato ancora di più, da quando abbiamo iniziato la lavorazione del film, e per non contribuire a questa spaccatura abbiamo scelto di focalizzarci sulle vicende personali di Billie Jean e Bobby", spiega Faris. 
Dayton dice: "Il nostro obiettivo era enfatizzare tutti i personaggi e mostrare la complessità di quella  situazione".
Dietro le quinte,  Faris e Dayton hanno riunito una squadra prevalentemente femminile,  di artisti di grande talento, fra cui la montatrice Pamela Martin, nominata agli Oscar per THE FIGHTER; Ai-Ling Lee esperta di montaggio e missaggio sonoro, che lo scorso anno è stata nominata agli Oscar per LA LA LAND e ha lavorato anche in un'altra squadra al femminile, quella dei filmmaker di WILD; la scenografa Judy Becker, che ha collaborato in tutti i film di David O. Russell e a CAROL di Todd Haynes;  e la costumista Mary Zophres, nominata agli  Oscar per LA LA LAND e IL GRINTA.
Christian Colson, che affianca Danny Boyle e Robert Graf nella produzione del film, riassume: "E' una storia molto riuscita grazie a un ensemble composto da uno scrittore, due registi, due star e  una squadra tecnica di prim'ordine. Il film racconta una storia di cui la gente continuerà a parlare anche dopo essere uscita dal cinema, perché ci induce a riflettere su cosa è cambiato e su cosa invece è rimasto uguale. A livello personale, è una riflessione sul modo in cui troviamo il coraggio di vivere nella nostra pelle. È un film pieno di speranza, che sottolinea ostinatamente la convinzione che ci sono più cose che ci uniscono rispetto a quelle che ci dividono". 

C' E' ANCORA TANTA STRADA DA FARE, TESORO!
IL RETROSCENA DELLA "BATTAGLIA"

Nel 1973 vari muri, quelli relativi alla razza, all'identità sessuale, alla religione e all'orientamento sessuale, iniziavano a vacillare. 
Le donne si stavano organizzando e scendevano in piazza come non avevano mai fatto prima, tuttavia continuavano a guadagnare la metà degli uomini e trovavano ancora tante porte chiuse davanti a loro.
C'era ancora molta strada da fare, ma il cambiamento era tangibile. Questo è uno degli aspetti che ha convinto i filmmaker a imbarcarsi nel progetto de LA BATTAGLIA DEI SESSI.
Dice Dayton: "Il 1973 è stato un anno di grandi sconvolgimenti,  come l'introduzione dell'emendamento sulla parità dei diritti, la sentenza sul diritto ad abortire, sollecitata dal caso Roe-Wade, la guerra del Vietnam, lo scandalo Watergate. Tutto era stato messo in discussione. Poi, improvvisamente, il dibattito sulla parità delle donne fu convogliato in una partita da tennis fra la campionessa ventinovenne Billie Jean King e l'ex campione cinquantacinquenne Bobby Riggs.  Questo spettacolo sportivo diventò un evento di importanza sociale.  Bobby Riggs apparve addirittura sulla copertina di Time Magazine".
Fu proprio Riggs a trasformare il match in un dibattito sociale di rilevanza mondiale. King si era già battuta per la parità fra uomo e donna nel tennis, un  settore in cui i premi in denaro assegnati alle donne valevano 1/12 di quelli degli uomini. Billie Jean king fu la prima donna a partecipare al torneo Virginia Slims, che, per la prima volta, consentiva alle donne di stabilire il proprio compenso; fondò la Women's Tennis Association (WTA) e diventò la prima tennista a guadagnare oltre 100,000 dollari all'anno. Ma il match contro Riggs segnò una svolta e aumentò la sua speranza nei confronti di un grande cambiamento. 
Riggs era stato il numero 1 negli anni '40, vincendo sia Wimbledon che gli US Open. Nel 1973 era ormai in pensione, ma gli mancava il brivido del gioco che per lui era anche uno sfogo, essendo una personalità autodistruttiva ed egocentrica.  Nel vedere che le donne diventavano sempre più presenti sia nel tennis che in altri settori professionali, Riggs colse l'occasione per mettersi al centro dell'attenzione, affermando pubblicamente che il tennis femminile era inferiore e sfidando una donna tennista a dimostrare il contrario battendolo.  Sapeva che questa provocazione avrebbe prodotto una grande eco commerciale e sapeva che King era l'antagonista perfetta.  Così, quando King sconfisse la campionessa in carica Margaret Court, capì di non avere altra scelta che accettare la sfida di Riggs.  Tuttavia, nessuno avrebbe potuto prevedere il circo mediatico che questa iniziativa avrebbe generato, né la valenza sociale che ne sarebbe conseguita.
Dice lo sceneggiatore Simon Beaufoy: "Il match fu seguìto da un pubblico televisivo vastissimo: non c'era più stato un numero di spettatori così alto dai tempi dell'atterraggio dell'uomo sulla luna. Fu uno spettacolo incredibile, che diede vita a uno show inedito in un campo da tennis.  Uno spettacolo che diventò la cornice di una battaglia ben più grande che infuriava in quel periodo in America: quella degli uomini contro le donne. Non sono certo che prima di allora ci fosse mai stata una contrapposizione così netta, in politica o nello sport!" 
Per King, quel giorno cambiò le regole del gioco e i suoi effetti hanno lasciato un segno anche se: "ancora oggi si parla ancora delle stesse cose", evidenzia King.  "Rispetto a un dollaro guadagnato da un uomo, le donne bianche guadagnano 78 centesimi, le donne afro-americane 64 centesimi, le donne ispaniche e quelle native 54 centesimi.  La presenza femminile al Congresso non arriva neanche al 20 percento. Pochissime sono le donne manager.  E ciò che la gente non capisce è che la penalizzazione delle donne penalizza anche le loro famiglie.  È una assurdità che provoca disagio a tutti, quindi perché continuano a comportarsi così? Spero che la storia di questa partita continuerà a favorire il dialogo, a unire le persone e a non discriminare.  Le cose per cui abbiamo combattuto nel 1973 sono quelle per cui ancora combatto e dobbiamo continuare a farlo".