La bambola assassina (2019)

Child's Play

Locandina La bambola assassina (2019)
La bambola assassina (Child's Play) è un film prodotto da Metro-Goldwyn-Mayer (MGM) nel 2019 in USA, di genere Horror, diretto da Lars Klevberg. La bambola assassina (2019) è il reboot del classico dell'horror del 1988. Il cast include Aubrey Plaza, Mark Hamill, Brian Tyree Henry, Tim Matheson, Gabriel Bateman, David Lewis (IV). In Italia, esce al cinema il 19 Giugno 2019 distribuito da Midnight Factory. In vendita in DVD dal 31 Ottobre 2019. Disponibile in VoD dal 31 Ottobre 2019. Al Box Office italiano ha incassato circa 585.287 euro. Negli USA ha incassato circa 28.287.378 dollari.

TRAMA

Con un rito voodoo, un serial-killer riversa nel pupazzo Chucky la propria anima in punto di morte: il suo scopo è quello di rientrare in un corpo umano, altrimenti rimarrà intrappolato per sempre nel pupazzo. Per tale obiettivo dovrà scegliere Andy, un bambino che riceve la bambola come regalo di compleanno.

Info Tecniche e Distribuzione

Data di Uscita ITA: Mercoledì 19 Giugno 2019
19/06/2019
Data di Uscita USA: Venerdì 21 Giugno 2019
Prima Uscita: 21/06/2019 (USA)
Genere: Horror
Nazione: USA - 2019
Formato: Colore
Durata: N.d.
Produzione: Metro-Goldwyn-Mayer (MGM), Oddfellows Entertainment, Orion Pictures, KatzSmith Productions (in associazione con)
Distribuzione: Midnight Factory
Budget: 10.000.000 dollari (stimato)
Box Office: USA: 28.287.378 dollari | Italia: 585.287 euro
Soggetto:
La bambola assassina (2019) è il reboot del classico dell'horror del 1988.
In HomeVideo: in Digitale da Giovedì 31 Ottobre 2019 e in DVD da Giovedì 31 Ottobre 2019 [scopri DVD e Blu-ray]

SAGA

Cast e personaggi

Regia: Lars Klevberg
Sceneggiatura: Tyler Burton Smith
Fotografia: Brendan Uegama
Scenografia: Dan Hermansen
Montaggio: Tom Elkins
Costumi: Jori Woodman

Cast Artistico e Ruoli:
foto Aubrey PlazaAubrey Plaza
Karen Barclay
foto Mark HamillMark Hamill
Chucky (voce originale)
foto Brian Tyree HenryBrian Tyree Henry
Detective Mike Norris
foto Tim MathesonTim Matheson
Henry Kaslan
foto Gabriel BatemanGabriel Bateman
Andy Barclay
foto Amber TaylorAmber Taylor
Figlia di Shane

Immagini

[Schermo Intero]

Orion Pictures presenta una produzione KatzSmith, un film di Lars Klevberg, con Aubrey Plaza ("Ingrid Goes West", "Safety Not Guaran- teed", "Legion") nel ruolo di Karen Barclay; Gabriel Bateman ("Lights Out-Terrore nel Buio", "Annabelle", "American Gothic") in quello di Andy Barclay; e Brian Tyree Henry ("Atlanta", "Se La Strada Potesse Parlare", "Widows-Eredità Criminale") nella parte del Detective Mike Norris, un poliziotto che sta indagando su una serie di omicidi e la cui madre vive nello stesso edificio di Andy e Karen. La Bambola Assassina è diretto da Lars Klevberg e prodotto da Seth Grahame-Smith e David Katzenberg, per conto della KatzSmith Productions ("It", "It: Capitolo 2"). La sceneggiatura è stata scritta da Tyler Burton Smith ("Kung Fury", il videogioco di "Quantum Break"), e si basa sui personaggi creati da Don Mancini. Aaron Schmidt e Chris Ferguson sono i produttori esecutivi del film. Nel team creativo del film figurano il direttore della fotografia Brendan Uegama ("Riverdale", "Le Terrificanti Avventure di Sabrina"), lo scenografo Dan Hermansen ("Supernatural", "Una Serie di Sfortunati Eventi"), Il montatore Tom Elkins ("Annabelle", "The Prodigy - Il Figlio del Male"), il costumista Jori Woodman ("The Boy", "Final Destination"), il compositore Bear McCreary ("Auguri per la Tua Morte", "10 Cloverfield Lane", "The Walking Dead", "Battlestar Galactica"), e il gruppo di supervisori delle musiche 'Hit The Ground Running' ("La Prima Notte del Giudizio", "Gotham", "Rapture"). 

LA PRODUZIONE

Il produttore Seth Grahame-Smith aveva dodici anni quando La Bambola Assassina uscì al cinema, e rimase letteralmente sconvolto da questo film, che però in seguito ha rivisto moltissime volte: "Sono un fan di questo film da sempre".

Perciò, quando la MGM e Orion Pictures gli hanno parlato dell'idea di fare un reboot del film, Grahame-Smith, e il suo amico e produtto- re David Katzenberg, inizialmente sono rimasti un po' perplessi. "Non volevamo limitarci a fare un semplice remake del classico del 1988 che ha fatto conoscere al mondo uno dei cattivi horror più straordinari di tutti i tempi. Volevamo anche introdurre qualcosa di nuovo,qualcosa che potesse attrarre il pubblico di oggi".

Perciò, hanno meditato a lungo su questa idea. Viviamo in un mondo in cui le videocamere e i microfoni sono ovunque, e ormai i dispositivi elettronici  comunicano tra di loro. Ogni cosa è interconnessa. "Ci piaceva poter introdurre questa idea nel film, volevamo che fosse più di un semplice giocattolo, volevamo che fosse un prodotto dell'Intelligenza Artificiale ipertecnologi- co, una di quelle cose che ci si aspetterebbe di vedere in un negozio della Apple, su Amazono su Google — un vero e proprio compagno di giochi per bambini. Che succederebbe se una bambola con una tale capacità di elaborazione e di connettività diventasse malvagia?" I pro- duttori erano impazienti di poter raccontare qualcosa di nuovo, ma allo stesso tempo erano consapevoli della responsabilità che avevano nei confronti dei fan del film originale.

"Guardando il film originale quello che mi attraeva di più era l'idea che un giocat- tolo, una cosa che ogni bambino possiede e ama, all'improvviso possa rivoltarsi contro di te", dice Katzenberg, "Quest'idea mi spaventata moltissimo. Da quel giorno ho cominciato a guardare i giocattoli nella mia stanza in un modo diverso. Ancora oggi è un pensiero che mi terrorizza". E con questa nuova reincarnazione avanzata di Chucky, il terrore è assicurato e sarà persino maggiore: spaventoso pensare che qualcosa che usiamo a fin di bene ogni giorno possa farci del male".

Questa versione di Chucky è tec- nologicamente ancora più avanzata, ribadisce Grahame-Smith, "può ucci- derti in molti più modi rispetto a prima".  Ora ha la capacità di connettersi ad altri apparecchi e di guardare attraverso di essi, è in grado di controllare i termostati, i veicoli e persino i robot aspirapolvere. "È capace di usare qualsiasi cosa abbia a disposizione per terrorizzarti e ucciderti". Ecco a voi la versione di Chucky 2.0.

Dopo appena sei settimane da quella riunione iniziale con la MGM e la Orion, Tyler Burton Smith aveva già finito di scrivere la sceneg- giatura. "Dopo aver visto ogni singolo film della serie di Chucky, si è messo seduto e ha scritto una sceneggiatura straordinaria e in tem- pi record", racconta Grahame-Smith.

Dopodiché, era cruciale trovare il regista adatto, e la scelta è ricaduta su Lars Klevberg. "Klevberg è entrato subito in sintonia con la sceneggiatura e aveva le idee giuste, le conoscenze giuste, e l'energia giusta", spiega Grahame-Smith.

Katzenberg ricorda bene la sua prima 'riunione' con Lars. "Stavotornando in macchina da una riunione con uno Studio e mi sono fer- mato al lato della strada per rispondere a una telefonata di Lars. Pensavo che sarebbe durata al massimo una decina di minuti, e invece siamo rimasti a parlare al telefono per due ore". Durante questa telefonata epica, Lars è arrivato addirittura a fargli sentire una possibile colonna sonora per fargli capire il tono del film che aveva in mente. La sua passione era travolgente. "Abbiamo capito subito che era la persona giusta".

Klevberg ritiene che sia Grahme-Smith che Katzenberg incarnino i produttori perfetti."C'èuna grossa differenza tra le persone che vo- gliono semplicemente produrre un film e i veri produttori che invece si impegnano creativamente e sostengono il regista. Loro mi hanno sostenuto e mi hanno aiutato molto, e allo stesso tempo mi hanno spronato e guidato. Hanno fatto in modo che rimanessi sempre coni piedi per terra, perché spesso tendo a esagerare", racconta Klevberg ridendo.

Per Klevberg era importante che la storia creasse una connessione umana autentica e che avesse un aspetto emotivo che facesse presa sugli spet- tatori, al di là dell'aspetto horror. Il film doveva avere qualcosa di profondo da dire. "Ad essere onesto, quando ho letto la sceneggiatura l'ho trovata davvero eccellente. Era molto più ricca rispetto al film originale. La mente di Chucky e il modo in cui diventa il Chucky che noi tutti conosciamo è estre- mamente interessante. Questo film scava molto più a fondo nel contesto emotivo che esiste tra i personaggi di Andy e Chucky".

Rispetto al film originale qui le motivazioni che lo spingono a diventare malvagio vengono spiegate molto meglio, ed è proprio questa la cosa che Klevberg trova particolarmente terrificante. "In questo film impariamo a conoscere Chucky molto bene, capiamo il motivo per cui diventa quello che è, e questa motivazione è plausibile e reale. L'espediente che innesca la trasformazione di Chucky è stato pensato molto bene e risulta davvero terrificante".

Il film sfocia in un confronto molto realistico tra Chucky e Andy, nel quale si capiscono i punti di vista di entrambi, e dopo il quale si ar- riva a provare più che un semplice accenno di simpatia nei confronti di questa bambola assassina. "Chucky diventa malvagio perché interagisce con le persone e assimila i loro comportamenti. Vuole fare quello che lui ritiene il bene, ma il suo comportamento si basa solo sull'impulso e su una conoscenza limitata del mondo". Ed è ciò che innesca  la sua trasformazione.

Il motivo per cui Klevberg da piccolo si era spaventato molto guardando il primo Chucky è dovuto al fatto che aveva come protagonista una cosa che in teoria viene creata per portarti conforto. "Da piccoli pensiamo che le bambole siano vive, e spesso ci parliamo. Loro ci proteggono e ci intrattengono. Mentre Chucky ci aveva mostrato che potevano anche fare l'opposto. È questo che mi spaventava a morte da piccolo".

Come Grahame-Smith e Katzenberg, Lars sente la responsabilità  di rendere omaggio al Chucky originale. "Volevorispettare le sue origini e, allo stesso tempo, desideravo realizzare la mia storia personale. Inoltre, avevo il compito di portare sullo schermo una sceneggiatura scritta da un brillante sceneggiatore. Lamia prima responsabilità era nei confronti di quella sceneggiatura, e parallelamente dovevo riuscire a conservare ciò che ha reso l'originale così popolare". Tra le fonti da cui ha tratto ispirazione per il film cita "E.T.", la versione svedese di "Lasciami Entrare", Frankenstein di Mary Shelley, e addirittura Pinocchio.

"Il pubblico si spaventerà molto guardando questo film", insiste Grahame-Smith, "Peri momenti di terrore, per la bambola assassina, e anche per la plausibilità di questa storia. Quando torneranno a casa si renderanno conto che molta di questa tecnologia è già nelle loro case e che fa già parte delle loro vite. Che succederebbe se si rivoltasse contro di loro e decidesse di fare una carneficina? È questo l'aspetto divertente del film… Una cosa che non corrispondeva alla realtà nel 1988, e che invece è assolutamente plausibile in questa versione del 2019, è che il Chucky che abbiamo oggi può ucciderti veramente".

Grahame-Smith spera che gli spettatori continueranno a riflettere su questa storia anche dopo essere usciti dalla sala, e che la paura li accompagnerà a lungo. "Vogliamo che questo film sia divertente, cupo, spaventoso, disgustoso, terrificante, e a volte anche sorpren- dentemente commovente. Ci auguriamo che sia un'esperienza cinematografica da vivere tutti insieme in una sala affollata".

UNA TECNOLOGIA SINISTRA
"Ho una cosa per te", dice Karen ad Andy in una scena del film, ma poi esce dal personaggio e aggiunge: "È una bambola malvagia che ci ucciderà". Ma mentre il Chucky originale era un serial killer che ci terrorizzava attraverso il corpo di una bambola, il Chucky  del 2019 gioca sulle nostre paure odierne.

"Dedichiamo tutta la nostra vita a queste macchine, tutto viene salvato nel cloud e siamo letteralmente dominati della tecnologia", dice Tyree Henry. "È questa la cosa affascinante di questo reboot de La Bambola Assassina. Anche gli adulti rimarranno impressionati da questo Chu- cky… perché ormai siamo tutti schiavi della tecnologia".

Henry ricorda di aver letto una storia riguardo a un bambino, la cui prima parola era stata 'Alexa' perché l'aveva sentita dire molte volte dai genitori. "Probabilmente pensava che significasse 'Ti voglio bene'", racconta. "Mi spavento sempre quando sento un bambino dire 'Ehi go- ogle fai questo', o 'Ok google accendi quello…'. Interagiscono  più con queste macchine che con gli esseri umani".

Una delle cose che avevano colpito molto Tyree Henry della sceneg- giatura è l'empatia che si prova nei confronti di Chucky alla fine del film. "In questo film mi sono affezionato molto a Chucky. Lui è un prodotto, ma è anche un prodotto della programmazione, ed è questa la cosa  triste.  È stato programmato per essere il miglior amico dei bambini. In un certo senso, è una storia d'amore", dice ridendo, "Chucky prova molte emozioni ed è in grado di apprendere. E quando comincia ad apprendere cose nuove si trasforma in un essere terrificante".

Il messaggio del film ha colpito molto anche Plaza. "Personalmente, provo un particolare disgusto nei confronti della tecnologia e degli apparecchi elettronici a cui ci siamo assuefatti", dichiara, "non sappiamo ancora quali effetti potranno avere sulla società questi con- gegni, ma prima o poi ci guarderemo indietro e diremo, 'Accidenti, ci sono sfuggiti di mano'. Quindi forse in un certo senso questo film predice il futuro".

CREARE IL MONDO DI CHUCKY
Quando Klevberg è entrato a far parte del progetto, si è imposto come obiettivo di creare un mondo che per gran parte del tempo doveva essere visto e vissuto attraverso gli occhi di un bambino. "Una delle prime direttive di Lars è stata che si trattava di un film per bambini e che voleva fare riferimento principalmente ai film della Amblin degli anni 80", dice lo scenografo Dan Hermansen ("Deadpool 2", "Una Serie di Sfortunati Eventi"), "Il film ha un look lievemente nostalgico, anche se abbiamo a che fare con un tipo di tecnologia contemporanea, o persino più avanzata".

Hermansen ha creato un mondo vissuto, realistico, quasi decadente. "Il nostro mondo è un mondo più vecchio dove le cose sono più logore e romanticizzate. Non c'è mai niente di nuovo e lucido", dice, "Ogni cosa ha un suo carattere e una sorta di patina".

Il calore degli spazi compensa la tensione horror della storia. "Una delle cose più importanti per me è riu- scire a trovare i luoghi e i dettagli che conferiscano l'emozione giusta", dice Hermansen, "Quindi sono sempre alla ricerca di qualcosa che mi dia il tipo di emozione che cerco".

Quando Andy e sua madre Karen si trasferiscono  in un appartamento di un vecchio edificio, si capisce che una volta quel luogo doveva essere stato un palazzo sfarzoso, che poi con il tempo è caduto in disgrazia. La carta da parati si è staccata dalle pareti, i tappeti sono logori, le luci sono fioche, e ci si immagina che i vicini siano scontrosi.

Zed-Mart, il negozio che vende di tutto, dove Karen lavora di giorno, è ambientato in un edificio più vecchio, fatiscente, degli anni '60, che ha lo stile architettonico di quel periodo. "È un edifico che ha visto tempi migliori. È in pessime condizioni, perché in fondo questo non è un mondo perfetto".

Nei grandi magazzini Zed-Mart, che sono uno dei set preferiti di Klevberg, Hermansen ha amplificato il fattore horror inserendo alcune bambole e giocattoli smembrati, tantissime zone in ombra, e moltissimo fumo. "È un ambiente che viene visto attraverso gli occhi di un bambino, quindi doveva apparire molto terrificante",  dice. "È un mondo sgangherato, e ci sono dei giocattoli sgangherati".

È tutta una questione di piccoli tocchi qua e là, che aiutano a costruire un senso di inquietudine, come ad esempio le spaventose ma- schere che vediamo nella stanza di Andy. "Lars è molto attento ai dettagli. Sta sempre molto attento a tutto. Ha un'idea precisa di quello che vuole, quindi è più facile realizzare la sua visione".

IL LOOK  DEL FILM
Il Direttore della Fotografia Brendan Uegama non era estraneo allo stile di luce malinconico e cupo necessario per questo film, considerando che precedentemente aveva lavorato in serie televisive come "Le Terrificanti Avventure di Sabrina" e "Riverdale".  Sia lui che Klevberg volevano conferire al film un look naturale basato principalmente su dei toni cupi, ma con qualche tocco di colore.

I due hanno attinto da diverse fonti per prendere ispirazione, e hanno visio- nato migliaia di foto. Una delle fonti di ispirazione principali sono stati alcuni film di Spielberg degli anni '80, tra cui "E.T."

"Nella camera di Andy c'è molto colore",  spiega Uegama, "Abbiamo illumi- nato la stanza dalla finestra, facendola apparire più sicura e conferendole un senso di magia. Mentre l'esterno e tutti gli altri posti che appaiono nel film risultano più grigi e malmessi".

Da piccolo uno dei suoi posti preferiti era proprio la sua stanza. "Rendevo speciale la mia stanza riempendola di tutte le cose che mi piacevano, che facevano parte di me. Probabilmente volevo crearmi un posto dove potessi sentirmi al sicuro. Nel film la stanza di Andy è il posto per eccellenza in cui si crea un legame tra Chucky e Andy, e dove nasce la loro un'amicizia. È anche il posto dove Andy si rifugia sempre quando si sente a disagio con Shane, il fidanzato della madre".

La magia nasce quando Chucky comincia ad ambientarsi nella vita quoti- diana del protagonista. "Quando questo bambolotto prende vita, comincia a fare amicizia con Andy", spiega Uegama, "E quando la loro amicizia sboccia, la stanza di Andy prende letteralmente vita".

Nel film si ricorre spesso al fumo, perché se chiedeste a Lars, vi direbbe che il fumo non è mai abbastanza su un set. "Sono un grande fan dei vecchi pittori italiani e dei film noir", spiega, "Adoro i contrasti. Il film sicuramente ha i suoi momenti cupi, ma ha anche un look colorato, ricco dei toni del rosso e dell'arancione, e a mio parere è molto interessante".

Il fumo ha aiutato Uegama a creare una texture che ha reso il film più tridimensionale, più vivo, e anche più realistico. "Rende tutto più tangibile", spiega, "Crea profondità e aggiunge complessità all'immagine".

Bisognava creare diversi strati. Anche se significava fare disordine, avere dei muri non in condizioni perfette, o usare la luce per creare una miriade di ombre nelle quali potesse nascondersi qualsiasi cosa, in modo da aumentare la tensione.

C'è sempre qualcosa che si nasconde tra le ombre. "A volte abbiamo fatto maggiore affidamento sull'illuminazione, e il set veniva illuminato solo da alcune lampade di scena", spiega lo scenografo Dan Hermansen, "In questo film c'è molta  luce  e c'è molto  buio. E ci sono moltissime ombre".

Anche la macchina da presa ha aiutato a creare la suspense. "Quandol'elemento horror prendeva il so- pravvento non facevamo altro che fare avanzare lentamente la macchina da presa per creare tensione, oppure aggiustavamo il ritmo degli attori", racconta Uegama, "Lars li faceva muovere o parlare un po' più lentamente…" Nelle scene in cui i bambini giocano, la macchina da presa si muoveva un po' più rapidamente, compiendo delle panoramiche più agili.

Lavorare con la bambola di Chucky è stata una vera a propria sfida. Serviva molto tempo per farlo muovere, e la produzione ha dovuto fare una vera e propria corsa contro il tempo. "Ovviamente, non è un attore in grado di camminare e di muoversi", spiega Uegama, "Deve essere posizionato e spostato continuamente, e per fare questo era necessario molto tempo". Servivano diversi burattinai sotto alla bambola per far muovere le diverse parti del suo corpo, e questo spesso imponeva il modo in cui doveva essere inquadrata la scena Nonostante tutto, dice Uegama, è stata un'esperienza speciale poter vedere Chucky prendere vita. E proprio come Pinocchio, che è stato una fonte d'ispirazione per Lars, man mano che le riprese sono andate avanti, Chucky si è evoluto ed è diventato più abile. "All'inizio è rigido e impacciato, ma poi piano piano prende vita, la sua personalità comincia a venire fuori, e diventa una persona a tutti gli effetti".

"Èun personaggio iconico, ma avevo voglia di aggiungere qualcosadi nuovo e allo stesso tempo volevo rispettare il Chucky originale", racconta Grahame-Smith, "Cosa doveva avere di tanto speciale da far desiderare ai bambini di possederne uno? È stato  questo  il concetto da cui siamo partiti per creare il design di questa bambola".  La versione finale della bambola è stata alterata per mezzo degli Effetti Visivi, ma quando è stato possibile è sempre sta- to usato un animatronic.

Secondo Klevberg, visivamente questa pellicola ricorda i vecchi film di Hitchcock, di cui lui stesso è un grande ammiratore. "Ogni scena in cui c'è Chucky è interessante per me dal punto di vista della regia perché ho a che fare con un antagonista che lentamente passa al suo lato oscuro".

HomeVideo


La bambola assassina (2019) risulta disponibile in Digitale da Giovedì 31 Ottobre 2019 e in DVD da Giovedì 31 Ottobre 2019
(19/06/2019).

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