Locandina Escape Plan 2: Hades Steven C. Miller

Escape Plan 2 - Ritorno all'inferno (2018)

Escape Plan 2: Hades

Escape Plan 2 - Ritorno all'inferno (Escape Plan 2: Hades) è un film di genere Azione e Thriller di durata circa 96 minuti diretto da Steven C. Miller con protagonisti Sylvester Stallone, Dave Bautista, Xiaoming Huang, Jesse Metcalfe, Curtis James Jackson II (50 Cent), Wes Chatham.
Prodotto da Emmett/Furla/Oasis Films (EFO Films) nel 2018 in USA e Cina esce in Italia Mercoledì 22 Agosto 2018 distribuito da M2 Pictures.

TRAMA

Anni dopo essere riuscito a trovare la via di fuga dal carcere di massima sicurezza soprannominato "La Tomba", Ray Breslin (Sylvester Stallone) è alla guida di una nuova squadra di esperti di sicurezza di alto livello. Quando Shu, maestro di wing chun e membro della squadra, viene rapito e imprigionato all'interno di una labirintica prigione computerizzata dove gli uomini devono lottare come animali per sopravvivere, Breslin è costretto ad intervenire per salvare il suo amico.

Data di Uscita ITA: Mercoledì 22 Agosto 2018
Data di Uscita USA: 29/06/2018 (DVD/Blu-Ray/Video on Demand)
Genere: Azione, Thriller
Nazione: USA, Cina - 2018
Formato: Colore
Durata: 96 minuti
Produzione: Emmett/Furla/Oasis Films (EFO Films), Grindstone Entertainment Group, Leomus Pictures, Lionsgate
Distribuzione: M2 Pictures
Box Office: Italia: 407.664 euro -> Storico incassi
In HomeVideo: in Digitale da Venerdì 8 Marzo 2019 e in DVD da Giovedì 12 Dicembre 2019 [scopri DVD e Blu-ray]
SAGA

Cast e personaggi

Regia: Steven C. Miller
Sceneggiatura: Miles Chapman
Musiche: The Newton Brothers
Fotografia: Brandon Cox
Scenografia: Niko Vilaivongs
Montaggio: Vincent Tabaillon, Carsten Kurpanek
Costumi: Bonnie Stauch

Cast Artistico e Ruoli:
foto Dave BautistaDave Bautista
Trent Derosa
foto Wes ChathamWes Chatham
Jaspar Kimbral
foto Chen TangChen Tang
Yusheng Ma
foto Titus WelliverTitus Welliver
Gregor Faust

News e Articoli

Escape Plan 2, Sylvester Stallone ritorna all'InfernoEscape Plan 2 - Ritorno all'Inferno con Sylvester Stallone al cinema

Il sequel di Escape Plan - Fuga dall'inferno si snoda all'interno di una prigione tecnologica con robot che fungono da medici e intelligenze artificiali che controllano e regolano la vita degli sfortunati carcerati.

Immagini

[Schermo Intero]
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Foto e Immagini Escape Plan 2 - Ritorno all'inferno
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Curiosita'

INTRODUZIONE

Per la squadra di sicurezza guidata da Breslin non ci sono fortezze, tunnel o ostacoli che tengano. Ray Breslin (Sylvester Stallone) è un ingegnere strutturale trasformatosi in eroe mercenario e la sua esperienza nel collaudo delle vie di fuga sembrava essere arrivata al termine quando era stato tradito e rimasto intrappolato nella "Tomba", la prigione dalle pareti di vetro. Ma dopo aver dimostrato che nemmeno la Tomba può fermarlo, Ray si fa ben pagare il suo lavoro insieme a una squadra di prim'ordine: Hush, il mago della tecnologia (Curtis Jackson alias 50 Cent); Jules St. John, la lady della diagnostica (Lydia Hull); Shu, esperto di arti marziali (Xiaoming Huang); Abigail Ross, fidato vice di Ray (Jaime King); e le nuove reclute Luke Walken (Jesse Metcalfe) e Jasper Kimbral (Wes Chatham).

In giro però ci sono molte persone malvagie, alcune di queste in luoghi inaspettati dove riescono a dare vita a orrori inimmaginabili. Quando Yusheng (Chen Tang), ricco magnate delle comunicazioni satellitari e cugino di Shu, chiede a quest'ultimo di lavorare per lui come guardia del corpo, entrambi vengono rapiti e finiscono nell'Ade, un carcere sotterraneo simile a uno zoo, dove al posto degli animali ci sono uomini d'affari, spie, criminali e politici, rapiti e costretti a combattere in un'arena con recinzione elettrica che cambia continuamente forma. Anche Kimbral si trova lì e presto li raggiunge Luke.

Yusheng, Shu e gli altri detenuti - fra cui Akala (Tyron Woodley), un rude soldato nigeriano, e un trio di hacker composto da Moe, Larry e Curly (Tyler Jon Olson, Shea Buckner e Vincent Young) - sono ostaggi del "guardiano dello zoo" di Ade, un personaggio misterioso che costringe i suoi "animali" imprigionati a farsi a pezzi, obbligandoli a cedere importanti informazioni aziendali che vengono poi vendute al miglior offerente.
Ray scopre dove si trova Shu e chiede aiuto al suo amico ed ex rivale Trent Derosa (David Bautista), un mercenario grande e grosso specializzato nel recupero degli ostaggi con l'aiuto di Bug (Pete Wentz), il suo fornitore di armi. Per portare in salvo la sua squadra e liberare Yusheng dall'oscura congrega di strozzini, Ray deve entrare nell'Ade che, come il suo corrispettivo mitologico, è noto come il regno dei morti da cui si dice che, una volta entrati, non si faccia più ritorno…

RITORNO A ESCAPE

Gli eroi dei film d'azione escono da situazioni estremamente difficili e questo piace agli spettatori. Quando è arrivato il momento di ritrovare Ray Breslin e il suo team della Breslin Securities, gli attori e la troupe di ESCAPE PLAN 2 sono stati subito pronti e disponibili a portare la storia di Ray in una nuova arena con nuovi alleati, per metterli di fronte a pericoli ancora più tremendi.

"L'idea di essere intrappolati in un posto e tentare di uscirne è interessante e divertente, per il pubblico è una sorta di puzzle", commenta Sylvester Stallone. "Alla fine del primo Escape Plan, abbiamo lasciato il mio personaggio e quello di Arnold Schwarzenegger su una spiaggia. Volevo vedere come continuava la storia e ESCAPE PLAN 2 è un nuovo capitolo e prosegue in modo naturale".

Questa volta Ray Breslin si è circondato di eccellenti collaboratori. Grazie alle loro abilità, Hush, Jules, Shu, Abigail, Luke e Jasper sono in grado di aiutare Ray a tirare fuori le vittime da pessime situazioni. Ma ciò non significa che il loro capo non si sporchi le mani, e quando la cattiva sorte si abbatte sulla Breslin Securities, Ray è nella mischia insieme a tutti gli altri.

"In genere Ray delega il lavoro alla sua squadra, si è attorniato di collaboratori più giovani ed è un vero mentore", spiega Stallone. "Poi però viene coinvolto da quello che sta succedendo nell'Ade e ci ricasca. È un classico punto di svolta".

"Ci sono i ragazzi della Breslin Security che credono di sapere tutto, ma poi le cose si mettono male, ed è qui che entra in gioco la grande esperienza di Ray", prosegue Stallone. "È in atto una sorta di conflitto generazionale, e questi nuovi personaggi capiscono quanto sia difficile portare il peso di tutto".

Il regista Steven C. Miller (Silent Night, I Predoni, First Kill) è stato colpito dal carattere di "classico moderno" della prima avventura di Ray Breslin, che lo ha ispirato a provare qualcosa di nuovo e di estremo con ESCAPE PLAN 2.

"Mi è piaciuto molto il primo Escape Plan", racconta Miller. "L'ho visto come un richiamo ai film d'azione degli anni Novanta di cui sono un grande fan. Quando i produttori mi hanno chiesto se volevo fare il sequel, ho pensato che il primo era un film anni Novanta e quindi questa volta volevo fare qualcosa di più contemporaneo".

Un contemporaneo che guarda al futuro, per questo era necessario che l'Ade avesse un'atmosfera semi-futuristica e che le immagini luminose e chiare del primo film lasciassero posto a uno stile oscuro, neotecnologico, da noir distopico, ispirato ad alcuni dei film preferiti di Miller, fra cui i capolavori di Ridley Scott come Blade Runner e Alien.

"Pensavo che il primo Escape Plan fosse così luminoso di proposito. La storia del sequel è molto più cupa e questa tavolozza visiva sembrava la strada giusta", spiega Miller. "Un'immagine più scura sembra più realistica, ed è comunque lo stile che preferisco".

Il produttore Mark Canton (La vendetta di Carter, 300, la serie Power) era convinto che il ritorno del Ray Breslin di Stallone nel prolifico immaginario cinematografico di evasioni dal carcere e salvataggi eroici avrebbe affascinato gli spettatori di tutto il mondo, compresi i paesi in cui i film americani non avevano ancora fatto irruzione.

"Quando abbiamo realizzato il primo Escape Plan, avevamo la sensazione che il film avrebbe funzionato davvero in tutto il mondo", dice Canton. "All'epoca, la Cina non era esattamente il mercato di oggi, ma lì il primo Escape Plan è stato davvero uno dei primi film americani con grandi attori a riscuotere successo. È una storia d'azione planetaria che, come tutte le saghe cinematografiche, ha un senso dell'umorismo, personaggi interessanti e anche un accenno alle questioni contemporanee, come la privatizzazione delle carceri e le attività clandestine che sono in ballo in tutto il mondo. È un film molto intelligente".

La co-star Xiaoming Huang osserva che in ESCAPE PLAN 2 le scene di combattimento hanno un sapore internazionale, e il celebre attore cinese, eroe d'azione del cinema moderno, era più che pronto per questo.

"Le scene d'azione sono molto più intense e sono state una grande sfida", dice Huang. "Nel film c'è poi una sola scena in cui faccio Wing Chun [uno stile di Kung Fu tradizionale che consiste in un combattimento a distanza ravvicinata]. Mi sono allenato molto per questa scena, perché è uno stile di combattimento più veloce, ed è necessario fare attenzione e prendere precauzioni. Ho cercato di usare tutto il tempo che avevo per allenarmi e superare i miei limiti, impegnandomi per arrivare alla miglior interpretazione possibile".

Per Dave Bautista (la saga Marvel Guardiani della Galassia, 007 Spectre, Blade Runner 2049) il ritorno nel mondo di Escape Plan sarà divertente anche perché renderà gli spettatori parte della squadra.

"Quando fai un film come questo, riconosci quali sono gli elementi di fantasia e le parti che non sembrano completamente realistiche, e le affronti con senso dell'umorismo", dice Bautista. "Lo spettatore lo sa e non gli importa di sospendere l'incredulità finché è coinvolto. Penso che in film come questo è proprio qui che entra in scena la leggerezza della commedia, e in questo Sly è un genio perché sa esattamente dove e come mettercela.

"Il film deve rimanere un thriller d'azione, ma è importante seminare indizi su quegli elementi inverosimili che garantiranno l'intrattenimento", aggiunge Bautista. "È una storia piena di azione e c'è una grande alchimia tra il cast e i personaggi interpretati. Se il cast è affiatato sembra tutto reale e il pubblico viene catturato dalla storia. È questo che rende i film divertenti".

L'UOMO CON UN PIANO

Come ogni squadra che si rispetti, anche gli attori di ESCAPE PLAN 2 avevano bisogno di un leader carismatico. E non potevano averne uno migliore di Sylvester Stallone, che in oltre 40 anni di carriera è stato candidato all'Oscar per la Miglior sceneggiatura originale, come Miglior attore e come Migliore attore non protagonista, oltre ad essere stato nominato ai BAFTA e al Golden Globe e ad aver vinto un César (equivalente francese dell'Oscar). E soprattutto, incarna uno degli eroi moderni più duraturi del cinema, che ha dato vita a personaggi come Rocky Balboa, Rambo e Barney Ross.

"Stallone è un professionista, uno dei migliori in assoluto. Capisce subito di cosa ha bisogno il suo personaggio", afferma Miller. "Ha una sua visione e sa quello che vuole".

"È straordinario vederlo mentre gira una scena di combattimento e dirigerlo mentre lotta, tira pugni, ti ci perdi davvero", aggiunge Miller. "Sa esattamente dove deve stare la macchina da presa e capisce quale deve essere il ritmo del film. Si sforza di dare il più possibile il suo contributo e dà sempre il cento per cento".

Canton, che ha lavorato per la prima volta con lui nel film La vendetta di Carter del 2000, concorda sul fatto che con Stallone i registi riescono ad avere molto più di un semplice protagonista.
"Con Sly ci sono molti input", afferma. "Fin dal primo Rocky, ha dimostrato un'incredibile accuratezza su tutti gli aspetti della cinematografia. È sceneggiatore, regista, produttore oltre che attore. È molto attento ai suoi appunti sulla sceneggiatura. Probabilmente è anche l'unico attore dei nostri tempi che ha legittimamente all'attivo tre-quattro serie di film che, più che ruotare semplicemente a delle idee, ruotano attorno a un personaggio: Rocky, Rambo, I mercenari – The Expendables e ora anche Ray Breslin e la sua squadra", conclude Canton.

Huang sottolinea che la collaborazione con Stallone si è rivelata un incontro stimolante sin dall'inizio.
"Lavorare con Sylvester Stallone è stata un'opportunità straordinaria e un'esperienza preziosa", commenta. "Ero euforico all'idea di far parte del film, lo stimo molto. Molti appassionati del cinema d'azione cinese, me compreso, lo hanno sempre considerato un'icona fin da ragazzi. È un grande professionista e chiaramente ha molta esperienza. Per me è stata una grande opportunità allenarmi e migliorarmi mentre facevo le scene con lui".

Per Bautista il lavoro con Stallone lo ha messo faccia a faccia con l'uomo che lo ha ispirato molto tempo prima che diventasse campione mondiale di wrestling, stimato artista di arti marziali miste e attore di successo.
"Tutti vogliono lavorare con Sylvester Stallone, anche per potersene vantare!", commenta entusiasta. "È un'icona di Hollywood, una leggenda. Sono sempre stato un suo fan. Sono nato nel 1969 e crescendo mi sono molto appassionato ai film d'azione degli anni Ottanta. Questi film mi hanno influenzato molto e continuo a rivedere quelli di Stallone con grande piacere. Film e personaggi come Rambo e Rocky Balboa ci hanno regalato emozioni vere. Mi hanno toccato delle corde".
Bautista confessa che non riusciva a non sentirsi elettrizzato, durante le riprese di ESCAPE PLAN 2, quando è arrivato il momento di girare con Stallone.
"La prima scena che abbiamo girato insieme è stata una breve conversazione in una macchina. Una delle prime cose che gli ho detto è stata: 'Senti, non voglio fare il fan assillante… Mi terrò tutte le domande per un'altra volta'", ricorda. "Poi però, prima ancora di uscire dalla macchina, non sono riuscito a trattenermi: ho iniziato a parlargli della prima volta che ho visto Rocky, di come mi avesse cambiato la vita e di cosa significasse per me, e poi di alcune emozionanti scene drammatiche del primo Rambo del 1982. Lui ha cominciato a raccontarmi del film e il bello è che mi ha raccontato tutti i retroscena dei film che ha fatto. È stato un momento fantastico!".

Jaime King, interprete di film drammatici (Pearl Harbor, Bitch), d'azione (Barely Lethal - 16 anni e spia, Sin City, Sin City - Una donna per cui uccidere, Il monaco), di commedie (Slackers, Il ritorno della scatenata dozzina), thriller (Il giorno di San Valentino, Mother's Night), oltre che di Silent Night di Steven C. Miller, racconta di come lei e Stallone abbiano legato rapidamente. "Abbiamo in comune una forte etica professionale e una grande dedizione", afferma King. "L'ho incontrato per la prima volta anni fa e ci siamo preparati insieme. Tra di noi c'è una grande chimica, cosa che è molto importante per Breslin e Abigail in ESCAPE PLAN 2. Oltre a essere forte ha una profonda sensibilità e vulnerabilità".
"Sly è un'icona, ma come attrice mi sento libera con lui", dice King. "È un regalo straordinario poter lavorare con le persone che ammiri".

Wes Chatham è convinto che grazie al lavoro con Stallone, la cui filmografia è stata per lui fonte d'ispirazione, il livello della sua performance fisica sia migliorato.
"Rocky mi ha portato a entrare nel mondo del pugilato e Sorvegliato Speciale è uno dei miei prison movie preferiti", racconta. "Da ragazzino non ne avevo mai abbastanza di Stallone. È l'eroe d'azione che ho sempre ammirato. Fare un film con lui è stato come realizzare il mio sogno d'infanzia. Nelle scene di combattimento avevo bisogno di essere in forma. Ha più grazia di me. È preciso, veloce e agile".

Tyron Woodley, che interpreta Akala, il soldato nigeriano che incontra Ray nell'Ade afferma: "È un onore lavorare con Stallone. È una persona molto alla mano".

LA SQUADRA DELLA BRESLIN SECURITY: PRONTI E CARICHI

Se la squadra di ESCAPE PLAN 2 ha nutrito profonda stima per Stallone, lui ha saputo riconoscere quanto fosse importante ogni singolo anello di questa catena e quanto fosse solida la comprensione dei personaggi.

Il primo della lista è stato Xiaoming Huang. che interpreta Shu, maestro di arti marziali.
All'inizio della storia, con le sue abilità e il suo dono dell'ubiquità è presentato come uno degli elementi letali nello schieramento della Breslin Security, e la sua lealtà è fondamentale. Ma quando il suo destino incontra quello di suo cugino Yusheng – ed entrano in collisione legami di sangue, paura e ferocia - Shu deve attingere sempre di più a tutte le sue risorse per sopravvivere.
Huang, attore molto popolare nella nativa Cina con numerosi riconoscimenti nel cinema e nella televisione - oltre che cantante di successo di Mandopop - ha frequentato la Beijing Film Academy. Recitare per la prima volta in un film in lingua inglese con una delle più grandi icone del cinema d'azione di Hollywood è stato per lui come giocare dal vivo a un gioco di strategia.
"Fare questo film è stato come giocare a una versione live-action di un gioco cinese chiamato Go with Sylvester Stallone, davvero spettacolare", commenta entusiasta Huang. "Ve lo immaginate?".
"Shu, il mio personaggio in ESCAPE PLAN 2, è un uomo di ferro", dice Huang. "È un esperto di combattimenti e maestro di Wing Chun e quindi ho dovuto dedicare molto tempo all'allenamento fisico e alla pratica delle arti marziali. Si vede che è un uomo duro e così dovevo sembrare forte. Per fortuna mi ero esercitato molto, e mi è andata bene! In realtà però Shu ha anche un cuore tenero. Anche se dall'esterno sembra spietato, tiene molto a Ray Breslin, ai membri della sua squadra e a suo cugino. Il suo è un cuore grande".
"Quello tra Shu e Breslin è una sorta di rapporto fra maestro e apprendista", continua Huang. "Shu ammira Breslin, lo rispetta ed è molto leale. E mi identifico con questo tipo di personaggio perché penso che dovremmo rimanere umili ed essere grati ai nostri maestri".

L'entrata di Bautista nella saga di ESCAPE PLAN è stata accolta con grande rispetto per la sua reputazione e il suo talento.
"Conoscevo Dave Bautista già anni prima di incontrarlo, soprattutto per la sua grande prestanza fisica", dice Stallone. "Ho sempre pensato che avesse qualcosa di speciale – come quando ho visto per la prima volta quello che sarebbe diventato Mr. T, quando faceva la guardia del corpo, e ho pensato che quel ragazzo fosse fatto per il grande schermo. E poi l'ho scelto per Rocky III nel 1983. Con Dave Bautista ho pensato la stessa cosa".
"Trent Derosa è un personaggio nuovo e piuttosto speciale", dice Stallone a proposito del personaggio di Bautista. "È una minaccia sia dal punto di vista fisico che mentale, così come Ray Breslin. All'inizio i due sono in un rapporto di antagonismo, ma hanno caratteristiche complementari. Sono della stessa razza e finiscono per formare una buona accoppiata".

Dice Bautista: "Trent è una specie di sostegno per Ray. Si rispettano a vicenda ma tra loro c'è anche una sana competizione, perché lui fa un lavoro simile a quello di Ray, ma in modo leggermente losco; è un tipo simpatico ma un po' ambiguo. Trent infrange le regole più di quanto non faccia Ray e lavora per il miglior offerente. Quando sono entrato nel progetto ho parlato con Steven Miller del personaggio, poiché pensavo che Trent dovesse essere più venale. Ray ha una morale, mentre Trent pensa solo ai soldi".

King spiega di aver dato più livelli al personaggio di Abigail.
"Abigail è il braccio destro di Ray Breslin e anche la sua fiamma. Tra loro c'è un complesso rapporto di fiducia", dice King. "Lui le guarderà le spalle nelle situazioni difficili, ma non sarà sempre facile. E lei sa che Ray non può vivere una vita da civile, lontano dai rischi del mondo della Breslin Security e che si troverà sempre ad affrontare una vita pericolosa".
"È meraviglioso interpretare un personaggio femminile forte che ha tutte queste sfumature", continua King. "Abigail non lascia nulla al caso. Breslin l'ha scelta per gestire insieme la sua attività e si fida di lei".

Jesse Metcalfe (Il mio ragazzo è un bastardo, The Ninth Passenger, la serie Desperate Housewives e Dallas) spiega che il suo personaggio, Luke Walken, incarna un elemento importante nella dinamica interna della squadra.
"Luke è un nuovo arrivato, ha voglia di mettersi alla prova nel gioco di squadra e quindi è disposto a mettersi in pericolo, ma probabilmente non è così esperto e non sa bene dove si sta andando a cacciare", dice Metcalfe. "Rischia di mettersi nei guai anche perché è molto ansioso. Anche i suoi rapporti con Ray e Shu sono interessanti. Per Luke Ray è un mentore e una figura paterna e spera che lui saprà riconoscere il suo valore. Ammira anche Shu, e per questo alla fine farà di testa sua per provare a salvarlo".

Pete Wentz, bassista e autore dei testi dei Fall Out Boy, band pop-punk nominata ai Grammy, interpreta Bug, nome più che mai azzeccato per il contatto di Trent Derosa che, oltre alle informazioni e ai mezzi tecnologici, ha accesso a molte altre cose.
"Bug è un nerd che rifornisce Trent di armi", spiega Wentz. "Quello che mi piace di lui è che non è un tipo risoluto. È uno sfigato che passa il suo tempo in una specie di tana buia, ma dietro la libreria tiene una cassa piena di armi. Penso che quando sei un tipo imbranato - o gli altri ti vedono così – spesso puoi fare cose di cui le persone non si accorgono.
Sì, è da fichi riuscire a evadere da un carcere, ma a volte per farcela c'è bisogno di tipi come Bug! Riesco a entrare in sintonia con quel mondo di nerd rintanati, in fondo è la vita che vorrei", commenta Wentz.

Wes Chatham, che interpreta Jasper Kimbral, dice: "Nel primo film, la Tomba è una grande sfida per Breslin, e mi è sembrata straordinaria l'idea di far uscire i personaggi dalle carceri mettendo alla prova le loro debolezze e farli stare rinchiusi con i criminali. Ero entusiasta di questo film e del modo in cui la trama ne alza il livello".

La sfida di Kimbral tuttavia proviene dal suo interno, dai tentativi del personaggio di superare il fallimento, osserva Chatham. "Kimbral lavora per Ray, verifica algoritmi e progetti per prevenire i rischi, ma alla fine qualcuno muore", spiega Chatham. "Il rapporto con Breslin è caratterizzato da una dinamica padre-figlio e lui cerca la sua approvazione. E vede gli altri membri della Breslin Securities come fratelli: vuole metterli in ombra e primeggiare".

LA PROGETTAZIONE

Per il regista Steven C. Miller, grande appassionato di fantascienza noir, ESCAPE PLAN si è rivelato una grande palestra e si è sforzato di rendere questo thriller d'azione diverso dal precedente, offrendo al pubblico un'inaspettata scossa di adrenalina a livello visivi e tematico.

"Ho sempre amato i film di fantascienza, sono i film con cui sono cresciuto, e volevo che ESCAPE PLAN 2 avesse qualcosa di simile", dice Miller. "Ho pensato che sarebbe stato divertente realizzare l'esatto opposto del primo film, a livello visivo e stilistico, e fare qualcosa di completamente diverso".

Il direttore della fotografia Brandon Cox, che aveva già lavorato con Miller su Arsenal e I predoni, e che ha curato anche lo stile visivo di First Kill, Inconceivable e Bus 657, afferma che la sua esperienza dietro la macchina da presa si è ben accordata all'idea di Miller.

"Ho guardato il primo Escape Plan con Steven e tutti e due concordavamo sul fatto che, visto che c'erano già tutti i personaggi, era arrivato il momento di fare qualcosa di diverso", dice Cox.

"È un'atmosfera più buia. Steven è un grande fan di Ridley Scott e di Blade Runner, – che di certo è il miglior film di fantascienza che sia mai stato fatto – di Alien e di altri suoi film", dice Cox. "Volevamo dare un tocco nervoso e scuro e usare dei neon. Abbiamo mescolato tutto, ho provato un sacco di fonti di luce diverse nelle varie location, e con Steven abbiamo deciso di fare molte riprese con la camera a mano, che piace molto a entrambi".

"Sembra più un film di fantascienza che di azione, ma sono molte le sfaccettature, anche se tutto risulta coerente", afferma Cox. "E con il livello di saturazione del colore che abbiamo scelto è stato un gioco da ragazzi. C'è una grande atmosfera e colori con tonalità molto precise".

Il progetto della prigione Ade si è rivelato molto complesso, ma proprio come Ray Breslin e il suo team, anche Miller e la troupe hanno trovato il modo di abbattere gli ostacoli e trovare nuovi percorsi.

"Uno degli aspetti più impegnativi di ESCAPE PLAN 2 è stato capire come realizzare l'Ade", afferma lo scenografo Niko Vilaivongs. "Questa prigione sotterranea è composta da molti livelli e volevamo provare a combinarli in un progetto che risultasse coerente, in modo che il pubblico non si perdesse. Così abbiamo pensato a più ambienti completamente diversi fra loro, in modo da permettere di capire dove ci si trova".

"Io e Nico abbiamo lavorato molto per capire quale dovesse essere la struttura", racconta Miller. "Abbiamo ragionato molto su Ade, su che aspetto dovesse avere e su come rendere l'impatto visivo dello zoo. Tutto il set della prigione è stato costruito in un teatro di posa, in modo da poter cambiare le cose man mano che lo scenario di Ade si trasformava e a seconda delle situazioni che i personaggi dovevano affrontare. Potevamo spostare le pareti o rimuoverle e ottenere angolazioni che altrimenti sarebbero state impossibili".

Ma per la realizzazione di Ade i filmmaker si sono ispirati anche alla mitologia.
"Per arrivare ai bozzetti mi sono spinto un po' più a fondo nella mitologia", spiega Vilaivongs. "Ade doveva essere sottoterra, non solo perché era previsto dalla sceneggiatura, ma anche per le stesse origini di questo nome legato all'Inferno. All'interno della prigione c'è poi un ambiente ispirato a Poseidone e uno a Zeus, fratelli del dio Ade secondo la mitologia greca. Ho preso quello che piaceva a Steven come estetica, l'ho mescolato ‒ quasi mettendo la sceneggiatura in un frullatore ‒ ed è saltato fuori l'Ade".

Nell'Ade troviamo anche un personaggio di cui Miller non ignorava l'importanza: un robot che cura i prigionieri dopo le sanguinose battaglie a cui sono costretti. A partire dalla sua concezione iniziale, il progetto per realizzarlo si è evoluto in qualcosa di straordinario.

"In realtà nella sceneggiatura non c'era un robot, ma una sorta di braccio attaccato a un muro che curava i combattenti", spiega Miller. "Ma visto che stavamo facendo un film su una prigione dall'atmosfera fantascientifica pensavo che in quel tipo di estetica fosse necessario inserire qualcosa di più incisivo. Mi piacciono molto i robot, così come al pubblico, e quindi ho voluto che fosse una creatura robotica a occuparsi dei prigionieri feriti", aggiunge Miller. "Volevo realizzare questo medico-robot con effetti pratici e non al computer. Volevo che si potesse sentire davvero".

Il risultato è stato un successo.

"Steven aveva parlato del medico robot da subito", dice Vilaivongs. "Mi ha mostrato alcuni riferimenti che gli piacevano. All'inizio avevamo molte idee diverse, poi ci è venuta in mente l'idea del burattino e abbiamo contattato degli artisti del Centre for Puppetry Arts di Atlanta, dove abbiamo girato. Gli abbiamo mandato i nostri disegni per spiegare come immaginavamo il robot e loro sono riusciti a realizzare quello che volevamo. Sono stati fantastici, è stata una vera gioia lavorare con loro".

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