Fabian - Going To The Dogs (2021)

Fabian oder Der Gang vor die Hunde
Locandina Fabian - Going To The Dogs
Fabian - Going To The Dogs (Fabian oder Der Gang vor die Hunde) è un film del 2021 prodotto in Germania, di genere Drammatico, Sentimentale diretto da Dominik Graf. Il film dura circa 176 minuti. Tratto dal romanzo semi autobiografico dell'autore e giornalista tedesco Erich Kästner, pubblicato nel 1931 e in seguito censurato e bruciato dai nazisti. Il cast include Tom Schilling, Albrecht Schuch, Saskia Rosendahl, Michael Wittenborn, Petra Kalkutschke, Elmar Gutmann, Aljoscha Stadelmann, Anne Bennent, Meret Becker. In Italia, esce al cinema Giovedì 18 Agosto 2022 distirbuito da PFA Films, RS Productions.

TRAMA

Dopo la laurea, Jakob Fabian si trasferisce a Berlino, agli inizi degli anni Trenta, attratto dal fascino della metropoli. Trova lavoro nel dipartimento pubblicitario di una fabbrica di sigarette, lì passa le giornate, mentre la notte passa il suo tempo tra locali, bordelli e atelier di artisti con il suo facoltoso amico Labude. A differenza del suo amico, uomo benestante, interessato alla politica e studioso del filosofo Gotthold Ephraim Lessing, Fabian rimane in qualche modo un osservatore distante. Preferisce osservare la situazione in maniera fatalista e con un distacco quasi ironico. Mentre Labude, dopo una tragica rottura con la fidanzata, si getta a capofitto negli eccessi e in passionali incontri di una notte, Fabian incontra Cornelia Battenberg, donna bella e sicura di sé. Cornelia è una donna che ha rinunciato al mondo degli uomini e che non è in cerca di nessuna relazione. Tuttavia, per Fabian lei è come un raggio di luce che illumina la cupa notte di Berlino. Fabian si sente pronto ad avere una visione della vita più positiva, ma proprio in quel momento viene licenziato, rimanendo vittima dell'ondata di licenziamenti che colpisce la nazione. Nel frattempo, Cornelia cede alle avances del suo capo, il produttore cinematografico Makart, che la corrompe, promettendole una carriera di attrice. Con il cuore spezzato, Fabian la lascia. Si rinchiude ancora di più nel suo pessimismo quando il suo migliore amico Labude si suicida all'improvviso. Fabian fugge da Berlino e torna a casa dai suoi genitori, a Dresda. Passa del tempo, e Fabian ritrova il coraggio per contattare nuovamente Cornelia, che sta sfondando nel mondo del cinema, sempre con Makart che tira le fila di tutto. La scintilla tra di loro non si è mai spenta e i due decidono di incontrarsi al solito pub. Mentre sta andando all'appuntamento, Fabian si ritroverà davanti all'ennesima sfida... 

Info Tecniche e Distribuzione

Uscita al Cinema in Italia: Giovedì 18 Agosto 2022
Uscita in Italia: 18 Agosto 2022 al Cinema
Prima Uscita: 21/08/2022 (Germania)
Genere: Drammatico, Sentimentale
Nazione: Germania - 2021
Formato: Colore
Durata: 176 minuti
Produzione: Amilux Film, Studio Babelsberg AG
Distribuzione: PFA Films, RS Productions
Soggetto:
Tratto dal romanzo semi autobiografico dell'autore e giornalista tedesco Erich Kästner, pubblicato nel 1931 e in seguito censurato e bruciato dai nazisti.

Cast e personaggi

Regia: Dominik Graf
Sceneggiatura: Dominik Graf, Constantin Lieb
Musiche: Sven Rossenbach, Florian Van Volxem
Fotografia: Hanno Lentz
Scenografia: Claus-Jürgen Pfeiffer
Montaggio: Claudia Wolscht
Costumi: Barbara Grupp

Cast Artistico e Ruoli:
foto Tom Schilling

Tom Schilling

Jakob Fabian
foto Albrecht Schuch

Albrecht Schuch

Stephan Labude
foto Saskia Rosendahl

Saskia Rosendahl

Cornelia Battenberg
foto Michael Wittenborn

Michael Wittenborn

Justizrat Labude
foto Elmar Gutmann

Elmar Gutmann

Herr Fabian
foto Aljoscha Stadelmann

Aljoscha Stadelmann

Produzent Makart
foto Anne Bennent

Anne Bennent

Baronin Ruth Reiter
foto Meret Becker

Meret Becker

Irene Moll



Produttori:
Marc Schmidheiny (Coproduttore), Christoph Daniel (Coproduttore), Wiebke Andresen (Coproduttore), Gerda Leopold (Produttore associato per Amilux Film), Christoph Fisser (Produttore associato per Studio Babelsberg AG), Felix von Boehm (Produttore), Christine Rau (Line Producer)


Trucco: Nannie Gebhardt-Seele, Anna Freund | Suono: Martin Witte | Mix: Michael Stecher | Sound design: Florian Neunhoeffer, Martina Bahr | Productor manager: Günter Fenner.

Immagini

[Schermo Intero]

Note di Produzione

Fabian- Going to the Dogs,  presentato in concorso alla Berlinale nel 2021, è un adattamento dell'omonimo romanzo di Erich Kästner, che, pubblicato 90 anni fa, è noto per applicare tecniche cinematografiche come i tagli rapidi allo stile di scrittura. Gli stessi "trucchi" sono usati nel film di Dominik Graf (Die Katze, Beloved Sisters), con uno stile visivo tra il contemporaneo e un'estetica anni '30 e l'aggiunta di filmati d'archivio dei tempi della Repubblica di Weimar.
Fabian – Going to the dogs è tratto dal romanzo omonimo di Kästner, di cui è stata pubblicato l'originale versione dell'autore nel 2013, ottantadue anni dopo la prima pubblicazione del romanzo, precedentemente intitolato Fabian: Storia di un Moralista, pubblicato nel 1931. La sceneggiatura è stata scritta dal regista Dominik Graf e dal co-sceneggiatore Constantin Lieb
(Asphaltgorillas, 2018; Eden, 2019).
I protagonisti del film sono Tom Schilling (Never Look Away, 2018; A Coffee in Berlin, 2012) nel ruolo di Fabian, Albrecht Schuch (Berlin Alexanderplatz,
2020; System Crasher, 2019) nel ruolo di Labude, e Saskia Rosendahl (Relativity, 2020; Never Look Away, 2018) nel ruolo di Cornelia. Tra gli altri attori figurano Meret Becker, Michael Wittenborn, Petra Kalkutschke, Eva Medusa Gühne ed Elmar Gutmann.
Il film è stato girato in locations originali a Görlitz, Malschwitz, Bautzen, Berlino, Kleinmachnow e nello Studio Babelsberg.
Fabian – Going to the Dogs è stato prodotto dalla Lupa Film GmbH, in coproduzione con DCM Pictures GmbH e ZDF, in collaborazione con ARTE, in cooperazione con Amilux Filmproduktionsgesellschaft mbH e Studio Babelsberg AG, con il supporto del BKM, DFFF, MDM, MBB e FFF. DCM Film Distribution ha distribuito il film in Germania nel 2021.
In Italia, il film è distribuito da Pier Francesco Aiello per la PFA Films e da Pietro Peligra per RS Productions.

Note di Regia

"Lo guardò con un'espressione seria. 'Non sono un angelo, signore. Questo non è un buon momento per gli angeli. Che cosa dovremmo fare? Se ci innamoriamo di un uomo, dobbiamo rinunciare a noi stesse per lui. Lasciamo tutto quello che prima faceva parte delle nostre vite e andiamo da lui. Diciamo: 'Sono qui.' Con un sorriso amichevole stampato in volto. 'Sì, sei qui.' Dice lui mentre si passa una mano tra i capelli. 'Buon Dio!' Pensa. 'Adesso, non me la scrollerò più di dosso.' Gli diamo tutto quello che abbiamo, e lo facciamo a cuor leggero. E lui impreca. I nostri doni lo irritano. All'inizio, impreca sottovoce. Poi sbraita. E ci sentiamo più sole che mai. Ho 25 anni e sono stata lasciata da due uomini. Come se fossi un ombrello, che dimentichi di proposito da qualche parte. Ti offende il fatto che io sia così schietta?' "

"Il sottotitolo del film, che è il titolo originale del romanzo, è Going to the dogs. Non sarà un titolo particolarmente altisonante, ma descrive perfettamente una situazione senza speranza. Kästner dipinge un ritratto della Berlino della fine degli anni venti, una Berlino di tutti i giorni:  nessuna rappresentazione pittoresca del sudiciume urbano, i tumulti politici sono rappresentati ancora come sotto controllo, nessun mondo del crimine rappresentato nello stile di Fritz Lang, e sicuramente non ci sono biografie di artisti espressionisti e nessun tipo di stravaganze. Invece predilige rappresentare i sogni, e forse anche le ambizioni artistiche, della classe media e la disperazione esistenziale della borghesia benestante. I giovani si siedono nei café o negli appartamenti, da soli o in compagnia, bevono, parlano della loro vita sentimentale oppure riflettono sui loro sentimenti.
I dialoghi di Kästner sono, come sempre, brillanti, spiritosi, intelligenti e, occasionalmente, anche tristi, profondi e quasi premonitori. Le locations sono tutt'altro che spettacolari. Devono sembrare vere e realistiche anche senza gli sfarzi di alcuni dramma in costume. L'idea è quella di concentrare l'occhio dello spettatore sui personaggi, e sulle loro vicissitudini.
L'amore che nasce tra Fabian e Cornelia dovrebbe essere in grado di superare tutti i loro ostacoli, ma, come commentano gli amanti di Marieluise Fleißer nella sua opera teatrale Purgatorio ad Ingolstadt, 'Se vuoi l'amore, hai bisogno di soldi.' Ciò è vero specialmente per i giovani, soprattutto in situazioni di crisi economica come in questo caso.
Mantenere viva la fiamma dell'amore richiede numerosi sforzi. E questi sforzi spesso esigono un prezzo da pagare, in animi feriti, frustrazioni e una crescente sfiducia tra i due innamorati. E poi si ritorna ai bar, ai bordelli spacciati per 'atelier', una via veloce per l'autodistruzione. Questi sogni infranti hanno bisogno di fuggire in un modo o nell'altro. 
Fabian, così come il romanzo omonimo, non ha una vera e propria trama. 'Finalmente! Magnifico!' ho pensato. Una storia dei suoi tempi, una storia di amore, perdita, e nient'altro. Fabian è in contraddizione con se stesso. Vorrebbe fare lo scrittore, ma è un revisore. Anche quando l'amore lo travolge come un'onda, lui ha ormai perso le speranze, ed è in Guerra con se stesso, con il periodo storico in cui vive. È scettico, intelligente, è un po' burbero, ma sotto sotto ha il cuore tenero. Ero convinto che Tom Schilling potesse interpretare Fabian al meglio. Senza di lui, non credo che avrei fatto il film. È facile dirlo a posteriori, ma vi giuro che mentre scrivevamo la sceneggiatura, io e Costantin Liebs avevamo in mente proprio lui.
Saskia Rosendahl interpreta Cornelia, una donna che vuole arrivare lontano e porta Fabian con lei (nonostante lui si preoccupi per il potenziale successo di lei). Albrecht Schuch interpreta Labude, il vulnerabile e instabile erede di due genitori negligenti, un uomo che si allontana dagli altri, che ride molto e cerca di essere felice, ma continua ad annegare nella sua disperazione. Ero entusiasta della chimica che c'era fra i tre protagonisti.
E poi ci sono altri ruoli che compongono il cast di personaggi, che appaiono e scompaiono. Volti che devono trasmettere la consapevolezza del passato, perché al tempo le persone parlavano e pensavano in modo diverso.
Alla fine, è sempre la stessa storia, ogni volta che ai giovani viene detto che è in arrivo una straordinaria nuova era, in cui loro credono, e incoraggianti politici, persone dello spettacolo e approfittatori dicono loro che adesso hanno una vera chance e che il mondo ha bisogno di loro, in realtà non diventano altro che carne da macello. In questo caso, i giovani hanno il terrore della Prima Guerra Mondiale, mentre lo spettro della seconda incombe su di loro.  
Un film preso da una grande opera letteraria, Going to the Dogs era sicuramente un'opera avanti per i suoi tempi, e lo è ancora. Ho cercato di fare del mio meglio per rimanere il più fedele possibile e catturare il linguaggio del romanzo e del suo autore. È quasi più importante delle immagini. No, questo non è vero. Sono importanti in egual misura. Ho cercato di trovare un equilibrio tra immagini e linguaggio. La scrittura di Kästner, definita da un'ironia brillante, un profondo liricismo e una sana dose di amarezza, richiede due voci narranti per poterle rendere giustizia, per poter esprimere al massimo la scala completa dei sentimenti. Visto che all'epoca si stava combattendo una battaglia tra generi all'interno dei ranghi militari, si doveva trattare per forza di un uomo e una donna.
Il realismo estetico, che io e il direttore della fotografia Hanno Lentz cercavamo, visto che dovevamo girare parzialmente in Super 8, ha reso più vicino il periodo storico. Gli anni d'oro degli anni Venti non erano altro che un luccichio tra il fango, e la vita era ridotta alla semplice sopravvivenza.
Un ringraziamento va al produttore, Felix von Boehm. Abbiamo creato una vera e propria squadra, e Felix ci sosteneva, sosteneva le nostre idee, finanziando questo sogno e facendo sì che la produzione del film andasse avanti giorno dopo giorno (se necessario fissando dei limiti.)
Il film non era nient'altro che un sogno quando lo abbiamo ideato. Di solito, il
regista saluta il film e lo lascia andare al mondo, ma come funziona quando il mondo è completamente in lockdown?
Comunque, alla fine ce l'abbiamo fatta. Il film è arrivato. E questa è la cosa più importante. "

"Fabian stava seduto alla finestra. Dall'altra parte della strada c'era una finestra con la luce accesa. Guardò al suo interno, una stanza non particolarmente arredata. Una donna stava seduta al tavolo, la testa tra le mani. Un uomo stava in piedi di fronte a lei, gesticolava e parlava con veemenza. Prese il cappello dall'attaccapanni e uscì. La donna si portò le mani sul viso e guardò la porta. Poi, lentamente, con calma, distese il capo sul tavolo, come se aspettasse l'ascia del boia abbattersi su di lei. Fabian si girò e guardò la donna che era seduta sulla poltrona accanto a lui. Anche lei aveva osservato la scena nel palazzo di fronte e adesso lo guardava con tristezza. "Un altro potenziale angelo" disse Fabian. "

dal pressbook del film

Eventi

Presentato in concorso al Festival di Berlino 71 e in anteprima italiana all'Ischia Global Fest 2022. 

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