Locandina Fiore

Fiore (2016)

Fiore

Locandina Fiore
Fiore (Fiore) di durata circa 110 minuti diretto da Claudio Giovannesi con protagonisti Daphne Scoccia, Josciua Algeri, Laura Vasiliu, Aniello Arena, Gessica Giulianielli, Klea Marku, Francesca Riso, Valerio Mastandrea.
Prodotto nel 2016 in Italia esce in Italia Mercoledì 1 Giugno 2016 distribuito da BIM Distribuzione.

TRAMA E SCHEDA TECNICA

Carcere minorile. Daphne, detenuta per rapina, si innamora di Josh, anche lui giovane rapinatore. In carcere i maschi e le femmine non si possono incontrare e l'amore è vietato: la relazione di Daphne e Josh vive solo di sguardi da una cella all'altra, brevi conversazioni attraverso le sbarre e lettere clandestine. Il carcere non è più solo privazione della libertà ma diventa anche mancanza d'amore. FIORE è il racconto del desiderio d'amore di una ragazza adolescente e della forza di un sentimento che infrange ogni legge. 


Data di Uscita ITA: Mercoledì 1 Giugno 2016
Nazione: Italia - 2016
Formato: Colore
Durata: 110 minuti
Distribuzione: BIM Distribuzione
Box Office: Italia: 181.441 euro -> Storico incassi

Cast e personaggi

Regia: Claudio Giovannesi
Sceneggiatura: Claudio Giovannesi, Filippo Gravino, Antonella Lattanzi
Musiche: Claudio Giovannesi, Andrea Moscianese
Fotografia: Daniele Ciprì
Scenografia: Daniele Frabetti
Cast Artistico e Ruoli:
foto Daphne Scoccia
Daphne Bonori
foto Laura Vasiliu
Stefania
foto Aniello Arena
padre di Gessica
foto Gessica Giulianielli
Gessica Di Nardo
foto Klea Marku
Irene Mancini
foto Francesca Riso
Brenda Russo
foto Valerio Mastandrea
Ascanio Bonori

News e Articoli

Ciak d'Oro Alice Giovani 2017 a Fiore di Claudio Giovannesi

Il regista Claudio Giovannesi ringrazia i lettori di Ciak e gli studenti delle scuole secondarie per aver scelto di premiare il suo Fiore con il Ciak Alice Giovani.

Fiore di Claudio Giovannesi al cinema

FIORE racconta il desiderio d'amore di una ragazza adolescente e della forza di un sentimento che infrange ogni legge.

Curiosita'

NOTE DI REGIA

La documentazione
La realizzazione di Fiore, dalla scrittura alla messa in scena, si è basata sulla documentazione: sull'incontro con la realtà e successivamente sulla sua trasformazione in drammaturgia e racconto per immagini, con l'obiettivo di realizzare un film con il massimo grado di verosimiglianza possibile. Con questo intento, io e gli sceneggiatori abbiamo trascorso un periodo di quattro mesi (da gennaio a maggio 2014) di insegnamento volontario all'interno dell'Istituto Penale per i Minori di Casal del Marmo: il carcere minorile di Roma. Abbiamo coinvolto i detenuti, ragazzi e ragazze, in una serie di laboratori sul tema del linguaggio video e cinematografico, per riuscire a scrivere la sceneggiatura all'interno del carcere e basarla sulle loro esperienze e sulle loro reali biografie.

Il tema
I maschi e le femmine in carcere non si possono frequentare e non hanno nessuna attività in comune, ma nonostante la detenzione e il divieto assoluto d'incontro riescono lo stesso a vivere storie d'amore: relazioni fatte di lettere, di sguardi da una cella all'altra e di conversazioni brevi, sottratte all'attenzione della polizia penitenziaria. Nonostante l'ambientazione carceraria del film, quello che ci emozionava non era un racconto morale sul reato e la condanna, ma erano i sentimenti degli adolescenti costretti nella detenzione: il film è raccontato tutto dal punto di vista della protagonista diciassettenne, che vive contemporaneamente l'esperienza del carcere e quella del primo amore. E' possibile vivere l'adolescenza in un contesto carcerario? Preservare la grazia e l'innocenza pur essendo colpevoli davanti alle legge? Questa contraddizione è stata l'origine del lavoro, il paradosso di due adolescenti che vivono la forza del primo amore in un luogo dove l'amore è vietato.

La messa in scena
Il cast dei detenuti adolescenti è composto da attori non professionisti, per la maggior parte ex detenuti o in regime di messa alla prova, qualcuno conosciuto nei laboratori in carcere, quando il Dipartimento di Giustizia Minorile mi ha dato il permesso di coinvolgerlo nel film. Anche i ruoli degli assistenti di polizia penitenziaria sono interpretati per la maggior parte da veri poliziotti. La ricerca della location è stata molto faticosa: nonostante la collaborazione iniziata con i laboratori abbiamo potuto girare nel carcere minorile di Roma solo poche scene, a causa della difficoltà di far coincidere gli orari notturni e diurni di una troupe con gli orari del regime carcerario. La maggior parte del film è stata girata nel carcere minorile dell'Aquila, un carcere senza detenuti, trasferiti in altri istituti dopo il terremoto, ristrutturato e mai più rimesso in opera. La scenografia ha invecchiato il carcere, che era intatto e inutilizzato, e noi ci abbiamo portato circa 40 detenuti e qualche poliziotto. Il carcere è anche un luogo multiculturale e multietnico: i detenuti, maschi e femmine, provenivano da diverse parti di Italia e la maggior parte erano di origine maghrebina, slava, rom e sinti. Avere la presenza di veri poliziotti ci ha aiutato a ricreare nella messa in scena il complicato sistema di regole e divieti che scandiscono il giorno e la notte: la chiusura in cella, l'apertura delle celle e la chiusura nel braccio, l'ora d'aria, l'isolamento. Nel film Fiore il carcere, per i ragazzi e le ragazze adolescenti, non è solo la privazione temporanea della libertà, ma è la mancanza di amore: la morale non è più quella della legge, ma è quella anarchica dei sentimenti e le regole del carcere e i divieti dei poliziotti sono gli ostacoli da superare per vivere i sentimenti della propria adolescenza.

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